26 gennaio. Perché votare, per chi votare

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Siamo stati sommersi di sondaggi e, pur con tutta la tara che si deve fare (considerati certi precedenti storici…), un dato è chiaro: in Emilia-Romagna la battaglia tra i due candidati, il presidente uscente Stefano Bonaccini (sinistra) e la senatrice Lucia Borgonzoni (destra), si combatterà nel ristretto spazio di pochi punti percentuali, se non di decimali, mentre in Calabria il candidato di sinistra, si direbbe, parte già sconfitto.

C’è comunque un precedente preoccupante, che riguarda entrambe le Regioni: la scarsa affluenza alle urne (inferiore al 40%) nel precedente turno elettorale.

E veniamo quindi al primo punto del nostro titolo: “Perché votare”.

Non è certo una novità che gli italiani, non da oggi, si sentono distanti dalla politica e spesso esprimono il loro legittimo sdegno astenendosi dal voto. Però non ci stancheremo mai di ripetere un concetto: in politica gli assenti hanno torto e perdono il diritto, “poi”, a lamentarsi.

Abbiamo una sola arma per cercare di riportare a galla la barca semi-affondata dell’Italia, il voto. Usiamola, e speriamo che il corso degli eventi non ci porti in futuro a dover usare altre armi. e qui mi riferisco, ad esempio, a precedenti storici come quello dei Cristeros: una doverosa e santa risposta armata ai soprusi di uno Stato pagano.

Per ora non siamo a quel livello perché, grazie al Cielo, abbiamo ancora dei politici che, anche se non sono specchiati modelli di virtù come vorrebbero i “duri e puri”, tuttavia hanno fin qui dimostrato di fare seri tentativi nella buona direzione della difesa dei valori tradizionali.

E qui veniamo al secondo punto: “Per chi votare?”

Per Lega o Fratelli d’Italia, per i candidati alla presidenza delle Regioni sostenuti da questi partiti.

Ricordiamoci che le Regioni hanno poteri non indifferenti: pensiamo soltanto alla Sanità e al bell’esempio che hanno già dato in alcune regioni le giunte sinistrate, ad esempio discriminando i medici anti-abortisti nelle assunzioni presso gli ospedali.

E infine consideriamo un dato molto importante: le elezioni del 26 gennaio avranno una grande rilevanza politica. Se la destra riuscirà, dopo la vittoria recente in Umbria, a liberare anche l’Emilia-Romagna da decenni di politica rossa, ci sono buone probabilità che il Governo di Giuda e Taide vada in frantumi.

Possiamo quindi tranquillamente starcene a casa, indifferenti? Non credo davvero.

Il 26 gennaio siamo chiamati, tutti, a fare ciò che possiamo per il bene della Patria: votare e votare bene, evitando dispersioni in eventuali micro-partiti, magari pieni di buone intenzioni, ma di peso politico irrilevante.

Non è il momento di grandi discussioni teoriche e di voti simbolici. È il momento di essere decisi e usare le armi di cui disponiamo, anche per evitare, in un domani, di essere costretti a usare altre armi…

E Dio salvi l’Italia

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2 commenti su “26 gennaio. Perché votare, per chi votare”

  1. Io, se potessi voterei entrambi i partiti (Lega e Fratelli d’Italia)…
    Naturalmente sceglierò uno dei due!
    Spero tanto che, prima che arrivi tra qualche anno la marea di voti
    di musulmani a favore della sinistra (e poi a favore di loro rappresentanti!),
    si riesca al più presto ad avere un governo di centro-destra che non sarà
    la panacea di tutti i mali, ma che spero ci darà qualche segnale di ripresa,
    non solo economica, ma anche in termini di natalità, difesa della famiglia,
    dei nostri confini e, molto importante, della nostra civiltà cattolica. Che Dio ci aiuti!

  2. Aldo Giovannini

    Gentili, io non so chi vincerà in Emilia Romagna, ma credo che il Centro Destra abbia già vinto anche se dovesse..perdere.
    Mi spiego. Quando una fortezza costruita in acciaio, fortificata, imprendibile, come l’Emilia Romagna, inizia ad aver timori, si intravedono le prime crepe, i primi sintomi di debolezza, persone all’interno paurose e titubanti e quant’altro, ecco che il Centro Destra ha già vinto. Lo speriamo anche nella realtà Cordiali saluti, Aldo Giovannini

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