26 gennaio. Può succedere qualcosa di buono

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

.

In un clima surreale siamo ormai arrivati a due passi dal voto in Emilia-Romagna e Calabria. Parliamo di clima surreale, perché da sinistra (partiti e killer associati, tipo “sardine”) non si discute più di politica, non si fa nemmeno finta di avere dei progetti politici seri da proporre. No, l’unica ossessione è Salvini, ormai dipinto come una sorta di demonio che raccoglie in sé tutto il male possibile. Tra l’altro, in questa isteria propagandistica, ci si scorda (ingiustamente) di Giorgia Meloni, il cui partito invece è in costante crescita di consensi e di sicuro otterrà risultati lusinghieri anche nel prossimo turno elettorale.

D’altra parte creare una diarchia demoniaca sarebbe stato più difficile e comunque Salvini resta il personaggio che da Ministro dell’Interno ha commesso le colpe più imperdonabili, ossia ha cercato di fare gli interessi dell’Italia e degli italiani e in questo modo ha acquistato popolarità e consensi, mentre la sinistra resta sempre più incapace di vedere la realtà, affetta dall’antica e incurabile malattia per cui è convinta di essere depositaria di una “verità” da dispensare al popolaccio rozzo.

Anche se i vari “big” (si fa per dire) del Governo di Giuda-Taide hanno tenuto a dire che il risultato delle regionali non avrà ripercussioni sul governo, il panico è fin troppo chiaro ed è stato ampiamente dimostrato dalla goffaggine con cui la maggioranza parlamentare ha trattato la vicenda del rinvio a giudizio di Salvini. Di sicuro quindi un voto ragionato al 26 gennaio potrà fare non solo il bene delle Regioni interessate, ma sarà un ulteriore spallata a un Governo che potrebbe fare una sola cosa buona per l’Italia: andare a casa e ridare agli italiani il sacrosanto diritto di votare per un nuovo Parlamento che finalmente rispecchi la realtà politica del Paese.

In questo stesso numero del Nuovo Arengario pubblichiamo il testo di un ordine del giorno presentato al Comune di Bergamo dal gruppo della Lega. Si tratta di provvidenze a favore delle giovani coppie sposate. È solo un esempio di come anche la politica locale possa fare cose importanti per uno dei temi più cari a noi, la famiglia. E poiché repetita iuvant, ricordiamo anche i poteri regionali in materia di Sanità.

Insomma, cari amici dell’Emilia-Romagna e della Calabria, ora tocca a voi. Domenica prossima si va a votare, si deve votare ed è in gioco molto di più della scelta delle amministrazioni locali. Domenica prossima si può fare un ulteriore passo nella speranza di salvare la nostra Italia dal disastro completo. Mettiamoci tutti la mano sulla coscienza.

E Dio salvi l’Italia

 

Condividi questo articolo:

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn
Condividi su whatsapp
WhatsApp
Condividi su email
Email
Condividi su print
Print

Lascia un commento:

3 commenti su “26 gennaio. Può succedere qualcosa di buono”

  1. Ma la maggioranza quale opposizione vuole?se Salvini è il male assoluto.Dopo 70 anni bisogna cambiare altrimenti siamo in piena dittatura.Le informazioni sono tutte contro Salvini, questo denota una deriva totalitaria.Le informazioni si sono inglobate nel potere attuale.Voto Salvini come cattolico perché il PD ha sposato tutte le ideologie del Partito Radicale che sono tutte contro la natura umana e Divina.

  2. Da qualche parte si suggerisce di creare il “movimento delle ORATE”. Il termine “orata” deriva dalla caratteristica striscia di color oro che il pesce mostra fra gli occhi. Ma si presta anche ad un altro significato. “Orate” (al plurale) in latino significa “PREGATE”. L’orata è un pesce molto sospettoso ed ha l’abitudine di girare l’esca tra le labbra più volte prima di ingoiarla. Anche il cristiano, come l’orata, deve essere molto prudente per non cadere vittima dei suoi agguerriti avversari. Questa prudenza si può ottenere nella preghiera allo Spirito Santo, il quale è ricco di doni per chi glieli chiede umilmente e con fede. È noto che i primi cristiani avevano un simbolo segreto: il pesce. Le lettere che formano la parola “pesce” in greco, quando scritte in maiuscolo (ΙΧΘΥΣ), formano un acronimo con le iniziali dell’espressione “Iēsous Christos Theou Yios Sōtēr“, che significa “Gesù Cristo, Figlio di Dio, Salvatore” (in greco antico Ἰησοῦς Χριστός, Θεοῦ ͑Υιός, Σωτήρ)…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Iscriviti alla nostra newsletter

Ogni settimana riceverai i nostri aggiornamenti e nulla di più.

Torna su