Conte bis e porti aperti. Al più, chiuderà l’Italia. Per fallimento

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

 

Non possiamo sapere se l’adunata di bischeri, pardon, il nuovo governo terrà per un mese o per la legislatura o per il tempo necessario a mettere un altro burattino, pardon, un altro Presidente, al Quirinale. Però sappiamo per certo che il curioso connubio tra pidioti e pentastellati è cementato sia dal morboso affetto per la poltrona, sia dall’odio implacabile verso un politico che ha fatto l’imperdonabile errore di dimostrarsi un uomo: Matteo Salvini.

E infatti la prima urgenza è fare il contrario di ciò che faceva Salvini che, oltretutto, lo faceva con il consenso di gran parte degli italiani. Altro errore imperdonabile. Il popolaccio ha sempre fatto signorilmente schifo alla nostra “sinistra” e quindi chi raccoglie troppo consenso popolare è comunque da eliminare.

Dunque, tutto l’opposto di ciò che faceva Salvini: anzitutto, porti aperti e inchino a 90 gradi al nuovo carico di infelicissimi disperatissimi, minorenni e malati finché sono a bordo, maggiorenni e sani una volta sbarcati. Miracolo… col particolare comico che uno dei più seccati è il sindaco di Lampedusa, uomo fieramente di sinistra (clicca qui).

Ora si sprecano gli auto-elogi, del tipo “siamo tornati a essere umani”, “è finito il periodo dell’odio” e bambanate simili. E naturalmente, la frase rivelatrice: “E’ finita l’era Salvini”.

Mi sembra inutile sprecare ancora parole sul livello morale di questo nuovo “governo”. Tutti i componenti si sono dimostrati così pronti a cambiare casacca, che ogni ulteriore elucubrazione è inutile. Sono in grado di capire che lavorano ordinconto il triangolo della morte Berlino-Bruxelles-Parigi? Probabilmente no, il livello generale è così basso che vien da piangere. Però sono in grado di fare danni, appunto perché manovrati. Ci aspetta un bel periodo di austerità alla greca, di polizia del pensiero (del resto, sono già iniziate le “epurazioni” sui social…), di smantellamento di ciò che resta della nostra civiltà, aprendo le porte a un’invasione che è, non scordiamocelo, in larga parte islamica.

Oggi abbiamo pubblicato il testo della Consacrazione dell’Italia al Cuore Immacolato di Maria (vedi https://www.ilnuovoarengario.it/13-settembre-1959-consacrazione-dellitalia-al-cuore-immacolato-di-maria/). Sessant’anni fa. I vecchi come il sottoscritto ricordano quando c’era ancora la Chiesa cattolica visibile. Bei tempi, in cui sarebbe sembrato fantascienza ipotizzare ciò che avviene al giorno d’oggi. Ma la progressiva resa al mondo da parte della Chiesa, che si è trasformata in una curiosa azienda che produce insicurezza, ha reso possibile lo scempio che vediamo e viviamo.

Possiamo accettare che la nostra Patria, sede un tempo anche del Vicario di Cristo, consacrata al Cuore Immacolato di Maria, finisca definitivamente in mano ai demoni? Non possiamo accettarlo, o ognuno di noi sarà al tempo giusto chiamato a rispondere di questo scempio.

Non rassegniamoci: ribadiamo in ogni luogo e in ogni occasione la nostra avversione a questo “governo”, ribadiamo il nostro orgoglio di essere italiani e cattolici, teniamo alta una tensione che non deve calare, fino a farci cadere nel fatalismo e nella rassegnazione.

E intensifichiamo le nostre preghiere per l’Italia e per la Chiesa, che non sappiamo attualmente dove sia, ma che di sicuro c’è, perché è la Chiesa di Cristo. L’unica Chiesa, l’unica possibilità di salvezza. Intensifichiamo le nostre preghiere perché la Provvidenza ci indichi presto il da farsi, qualsiasi cosa sia, e il Signore ci doni santi sacerdoti, che non vengano meno al loro dovere di custodi della Parola e di guida morale della Società.

E sosteniamo quei (pochi) politici che, pur con tutti i loro umani limiti, hanno dimostrato di avere coraggio e amore per l’Italia.

L’Italia chiuderà per fallimento solo quando gli italiani si saranno tutti rassegnati a ubbidire ai demoni.

Dio salvi l’Italia.

Condividi questo articolo:

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn
Condividi su whatsapp
WhatsApp
Condividi su email
Email
Condividi su print
Print

Lascia un commento:

5 commenti su “Conte bis e porti aperti. Al più, chiuderà l’Italia. Per fallimento”

  1. Concordo completamente con questa analisi . Islamizzazione , servitù della gleba , questo è il progetto della finanza che perpetra attraverso questa classe di prostituzione corrotta

  2. sono d’accordo sull’invasione islamica .
    Per quei popoli siamo da sempre considerati infedeli , quindi da uccidere tutti i cristiani ! La fede cattolica è sempre più compromessa a causa che l Italia in particolare si è allontanata da Dio e dalle sue radici cristiane !!!
    Solo con la conversione del cuore e la preghiera affidandoci al Cuore Immacolato di Maria ,uniti alla Croce di Cristo ,l’Italia ne uscirà da questa ” babele ” !!!! Solo Loro saranno in grado di darci governanti secondo i Loro SS. Cuori , vincendo satana che è al potere !

  3. Gaetano Fratangelo

    Davanti all’assurdità logica dei porti spalancati, mi appare retorico chiedersi se il nuovo governo è in grado di capire le proprie azioni.
    Non è basso il livello di comprensione, è infimo il livello morale.
    Questo comporta il retro pensiero, di Conte e compagni, di vendersi all’ideologia terzomondista e globalista del fascismo bianco della finanza e di quello rosso dei politici (PD e M5S).
    Gli slogan ad effetto emotivo sulle masse, quali il tornare umani contro l’odio, ecc., comportano una manipolazione delle coscienze, con il fine di far accettare l’invasione di clandestini come ineluttabile e benefica.
    La colonizzazione islamica ha l’effetto di distruggere le identità in modo da limitare al massimo le reazioni popolari.
    Oltre ad addormentare le coscienze con il falso moralismo, il secondo attacco all’Italia è il completamento della colonizzazione (economica e politica) da parte di Merkel, Macron, quali effettivi governanti dell’Europa e paladini della finanza.
    Nel caso andasse fallito tale piano ci sarebbe sempre il ricatto del debito pubblico e dei mercati finanziari.

  4. PAOLO DI GENOVA

    Probabilmente anche questo governo (come quello del Vaticano) è un castigo divino per i gravi peccati sociali del popolo italiano. Ho pregato perché al senato non passasse la fiducia, ma Dio non mi ha esaudito.
    Si vede che è Sua volontà che subiamo per un certo tempo questi castighi nazionali. Sicuramente verrà il giorno in cui sia l’uno che l’altro cadranno, poiché le porte degli inferi non prevarranno. Intanto preparia=
    moci a dare una stoccata ai sinistrati espugnando la regione Umbria il 28 ottobre (una data che ricorda già una vittoria storia della Destra!)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Iscriviti alla nostra newsletter

Ogni settimana riceverai i nostri aggiornamenti e nulla di più.

Torna su