Crisi di governo 1 / La danza macabra

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I cadaveri della politica, già sonoramente puniti dall’elettorato, rappresentanti fedeli (più o meno coscienti) delle élite che ci vogliono distruggere, tornano trionfalmente a galla per “dare un governo” a quell’Italia che già li ha con chiarezza rifiutati. Il tutto con la benedizione di Mattarella. Se si arriverà a un governo con questi figuri, e ancora una volta si impedirà al popolo (sovrano?) di andare a votare, tutta la faccenda avrà solo un nome: tradimento.

 

 

Come temevamo, siamo alla danza macabra. I cadaveri della politica sono tornati a galla, si sono scossi di dosso un po’ di muffa e ora li vediamo sorridenti intrecciare trattative, che peraltro hanno del grottesco, se solo si consideri il numero e la qualità degli insulti che pidioti e grillini si sono scambiati nell’ultimo anno. In particolare ci fu un esponente dei 5 Stelle, non ricordo quale, che di recente disse: “Mai al governo con il partito di Bibbiano!”. E questa frase sarebbe da tenere a mente bene, perché i turpi fatti di Bibbiano saranno tra i primi ad essere sepolti dalla sabbia se si arriverà realmente al governo degli zombie.

Spariranno i fatti di Bibbiano e magari qualche “PM” zelante si affretterà ad aprire uno o più “fascicoli” su Salvini. Per quali reati? Sottigliezze. Un reato si trova sempre, basta buttarlo lì, avvisare Corriere e Repubblica e il gioco è fatto. Oppure basta trovare una persona, non importa se più o meno credibile, che ti accusa di aver tentato di violentarla venticinque anni prima… Del resto, una delle “teste pensanti” (figuriamoci le altre…) del PD, Orlando, ha dichiarato esplicitamente che uno dei primi compiti del nuovo governo sarà smontare quanto ha fatto Salvini, a cominciare dal dl sicurezza. E poiché può sempre accadere che il nuovo governo non tenga e finalmente si vada alle elezioni, la distruzione di Salvini a livello mediatico-giudiziario sarà una priorità preventiva assoluta. Già, perché Salvini (e questo terrorizza gli zombie) ha saputo conquistarsi una cosa che gli zombie stessi si sognano: la popolarità, la fiducia della gente. Per rendersene conto, basta non vivere nelle torri dorate e nei salotti chic, basta parlare con la gente normale, quella che lavora, che vorrebbe un Paese normale, non invaso da negretti sfaccendati, un Paese che dia delle prospettive, che ricominci a dare una speranza per il domani, in cui il cittadino e la famiglia siano realmente tutelati.

Le chiacchiere da bar però non sono un indice sufficiente? Verissimo. E allora guardiamo una cosa ben più seria: i risultati delle elezioni europee dello scorso maggio, dove gli elettori hanno dato con una chiarezza assoluta il loro giudizio.

Adesso abbiamo l’assurdo di un di Maio, che è riuscito a far dimezzare i voti del suo partito, che conduce una trattativa con uno Zingaretti, che, al di là della penosa figura da camaleonte che ha fatto (vedi a questo proposito l’articolo di Alfonso Indelicato, pubblicato oggi), rappresenta un altro partito su cui gli elettori hanno già espresso più che chiaramente il loro giudizio.

Così, con la sovranità che “appartiene al popolo” (divertente, vero?), gli italiani non possono votare, perché gli zombie sanno bene che il pieno di voti lo farebbe la Lega con Salvini e questo non solo terrorizza loro, ma è assolutamente vietato dai loro padroni.

Sappiamo bene che la salvezza dell’Italia non è nelle mani di Salvini, perché i veri drammatici problemi sono ben più profondi, e a questo proposito vi invito a leggere l’articolo di Roberto de Mattei, che oggi abbiamo pubblicato, ripreso da Corrispondenza Romana. Ma è anche vero che un ritorno al governo degli zombie arci-bocciati dall’elettorato (che come sempre si dimostra migliore della c.d. “classe politica”) porterà una frenetica accelerazione sulla strada del suicidio della società, mentre con un governo a guida Salvini potremmo legittimamente sperare di fare i primi passi sulla strada del recupero.

Mattarella, come era purtroppo prevedibile, per ora sta al gioco. Ha dato tempo fino a martedì agli zombie per mettersi d’accordo. Tempo per loro, tempo per lui, per ricevere ulteriori istruzioni su come comportarsi. E magari con martedì si aprirà un altro giro di danze, affidando un “incarico esplorativo” (nb: non previsto da alcuna normativa), utile comunque a tirare in lungo e poter poi dire che è troppo tardi, comunque, per andare a elezioni anticipate.

La fregatura è nell’aria e viene condita con diverse balle dall’informazione di regime. Come già ricordavamo la scorsa settimana, il Presidente della Repubblica, per sciogliere le Camere, ha il solo obbligo di sentire i Presidenti di entrambe. Art. 88. Lo ha già fatto. È una balla che il Presidente abbia il dovere di verificare se in Parlamento sia possibile costituire una maggioranza di governo, perché questa è sempre possibile, mettendo insieme gruppi e gruppetti, che magari fino a ieri si dichiaravano l’un l’altro nemici mortali, come si sta facendo ora. Ma questa “sovranità” che appartiene al popolo (art.1 Costituzione) dove va a finire se, proprio quando il popolo (“sovrano”) si è espresso chiaramente (elezioni europee di maggio), non se ne tiene conto?

Se il Mattarella fosse una persona seria, avrebbe sciolto le Camere dopo le elezioni europee, prendendo atto che le Camere, nell’attuale formazione, non rappresentano più la volontà popolare. Ossia, la volontà di quel popolo “sovrano”. Repetita iuvant.

Già, ma per fare questo bisogna avere due caratteristiche: essere coraggiosi ed essere liberi. Lei, signor Mattarella, sta tradendo il popolo italiano.

Ora, con il suo raggelante mezzo sorriso, diriga la danza macabra. Di cosa accadrà poi, sarà lei il primo responsabile, davanti alla sua coscienza e davanti a Dio.

E Dio salvi l’Italia

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