La televisione pubblica offre il servizio di corruzione dei giovani, dando spazio, in veste di “docente”, a Vladimiro Guadagno, noto per la sua patologia che lo spinge a travestirsi da donna. Perché dobbiamo contribuire con i nostri soldi a diffondere le perversioni tra i giovani?

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Una domanda: qualcuno tra noi darebbe i soldi per le cartucce a un assassino che vuole sparare sui nostri figli? La risposta è, ovviamente, “no”.

E allora, perché mai dobbiamo pagare la Rai, emittente di Stato, per corrompere i nostri giovani?

Sappiamo tutti che l’infelice Wladimiro Guadagno, che “in arte” (sorvoliamo sul tipo di arte) si fa chiamare Vladimir Luxuria, ha di recente tenuto una “lezione” a bambini di età compresa tra i 9 e i 12 anni. Tema della “lezione”? L’unico tema che questo personaggio sappia trattare, quello della sua patologia, presentata ovviamente come cosa bella, sana e normalissima.

E una tale violenza psicologica è stata compiuta grazie alla Rai, emittente di Stato, alla quale tutti disciplinatamente versiamo l’obolo previsto dalla legge, il “canone”. Programma “Alla lavagna”, su Rai3.

Ci sono un’infinità di televisioni, che trasmettono un’infinità di idiozie, e la cosa più bella della televisione è il pulsante per spegnerla. Meglio ancora, non possedere la televisione.

Nessuna televisione ci impone di pagare qualcosa. Liberi noi di farci rintronare da programmi stupidi con intermezzi pubblicitari stupidi. O di non farci rintronare.

Però c’è un’eccezione: la Rai ci impone di pagare il “canone” e chi non lo paga deve aspettarsi, prima o poi, la cartella esattoriale, con more, sanzioni, eccetera. E la legge, affinché tutti gli italiani paghino disciplinatamente il canone, ha previsto che questo sia inserito nella bolletta della fornitura di energia elettrica.

Ma queste sono cose che sappiamo tutti. Torniamo alla domanda di apertura.

Così come non pagheremmo mai le cartucce a chi tentasse di sparare sui nostri figli, perché dobbiamo pagare il canone a chi cerca di corromperli? Ci ricordiamo ciò che dice Nostro Signore a proposito di chi scandalizza i giovani? Perché dobbiamo contribuire, con i nostri soldi, a un’azione che è ben più grave del gesto violento di un assassino? L’assassino cerca di uccidere, o ci riesce, ma comunque il suo gesto è palesemente ingiusto e provoca un’immediata reazione. Il corruttore è vile, presenta il male come bene, insinua in menti ancora giovani e in formazione idee perverse. Le porta insomma, se ancora è consentito parlare come si usava un tempo (quando non dominava ancora la follia), alla perdizione. E va considerato anche l’eccezionale potere suggestivo che ha la televisione: offrire a un corruttore la potenza del mezzo televisivo vuol dire amplificare a dismisura il suo potere.

Il titolo di questo articolo è “E’ moralmente giusto pagare il canone Rai?”.

A nostro avviso, no. E il fatto che l’obbligo del canone sia previsto dalla legge non ha alcuna importanza, perché una legge perde ogni validità e cessa di essere obbligante se è palesemente ingiusta.

Sappiamo che è perfettamente inutile protestare presso la Rai. Il “politicamente corretto”, il dominio del Pensiero Unico, non sono certo novità. Del resto leggiamo che alcune delle solite associazioni che si fanno portavoce di varie perversioni sessuali hanno avuto la spudoratezza di dolersi del fatto che l’istruttiva trasmissione è stata mandata in onda in seconda serata e così magari qualche bambino era già a letto e non ha potuto assorbire la sua dose di iniezione letale sessuale-ideologica.

Però, forse, forse, un boicottaggio economico darebbe un po’ di segnale alla dirigenza Rai. E comunque, in ogni caso, anche se la Rai non cambiasse assolutamente linea, è immorale contribuire con i nostri soldi alla corruzione dei giovani.

Il canone non va pagato. Punto e basta.

Mi si obietta: ma il canone è compreso nella bolletta della luce. È vero, ma non c’è problema. Basta fare una piccolissima fatica: prendere all’Ufficio Postale un bollettino bianco di versamento in conto corrente postale, compilarlo inserendo l’importo della bolletta, dedotto il canone Rai. È importante indicare nella causale del versamento il numero di utenza e il numero della fattura.

Le società di erogazione di energia elettrica NON sospendono il servizio se viene pagato solo l’importo relativo alla fornitura, e non quello del canone Rai. Infatti le società di erogazione NON sono esattori per conto Rai, ma semplicemente cassieri.

E se abbiamo dato alla nostra banca l’ordine permanente per pagare in automatico la bolletta della luce? Molto semplice, ritiriamo l’ordine dalla banca e procediamo al pagamento a mezzo posta, comportandoci come sopra descritto.

Naturalmente prima o poi l’Agenzia delle Entrate si interesserà a noi. La legge è legge. Dobbiamo mettere in preventivo le sanzioni.

Ma torniamo al discorso già fatto: vogliamo collaborare con il nostro denaro alla corruzione dei giovani? Vogliamo assumerci questa grave responsabilità morale? È più importante la salute dei nostri  giovani, o una cartella esattoriale?

Pensiamoci.

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