Governo Conte-bis. La morte del pudore

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Crediamo sempre di aver visto ormai nella vita il peggio del peggio, poi accade qualcosa e ci rendiamo conto che la fogna è molto più profonda. E maleodorante.

È nato il bimbo, deforme e malato come era prevedibile, e la più incallita delle prostitute esce a testa alta dal confronto con i signori che da oggi guideranno le sorti della nostra povera Italia, che sembrava, seppur un po’ a zig-zag, essere finalmente sulla buona strada.

I 5 Stelle e i pidioti fino a ieri si odiavano in modo viscerale, oggi sono pronti ad abbracciarsi e a lanciarsi nel governo del Paese, tanto loro, almeno per adesso, non rischiano nulla.

Pensavate che con Salvini fosse finita la macabra serie Monti-Letta-Renzi-Gentiloni? Pensavate che le chiarissime indicazioni date dal popolo (quello “sovrano”, tanto per farci quattro risate) con le europee di maggio sarebbero state tenute in conto da Mattarella?

Eccovi, eccoci serviti. È nato il Conte-bis. Il partito di Bibbiano, il partito di Renzi, di Maria Etruria Boschi, guidato dal patetico Zingaretti è riuscito a rientrare dalla finestra in quel governo da cui gli elettori lo avevano mandato fuori dalla porta, a calci. I 5 Stelle, i grandi moralizzatori, non hanno esitato ad abbracciare i pidioti. Forse che Parigi non val bene una messa? E qui non c’è neanche il fastidio di doversi sorbire una messa…

Ogni pudore è morto. I 5 Stelle, pur di restare al potere, andrebbero a nozze anche col diavolo. I pidioti hanno capito che l’occasione era troppo ghiotta per lasciarla perdere e a loro volta hanno deciso di dividere il talamo con i 5 Stelle, da cui, come dicevamo, sono stati pesantemente insultati e ai quali hanno restituito gli insulti con gli interessi. E l’odio viscerale reciproco non è cosa remota. È ancora di poche settimane fa, insieme a solenni giuramenti, da ambo le parti, di non essere disponibili a osceni accordi…

I poteri che contano naturalmente ora esultano. C’è la benedizione UE e questo è quello che interessa. Ci sono i “mercati”, questa divinità onnipotente e oscura, che hanno ben accolto la novità. Lo “spread”, indice senza il quale abbiamo vissuto per anni e anni felici e contenti, che scende. Che strano caso.

L’Europa benedice, il governo ha già detto “signorsì” nel primo discorso tenuto da Conte dopo aver presentato la lista dei ministri a Mattarella. Allegria, signori, la Grecia è vicina, l’Italia torna ad essere una disciplinata provincia del Triangolo della Morte Bruxelles-Parigi-Berlino. I camerieri italiani, chi da Palazzo Chigi, chi dal Quirinale, sono stati disciplinati e hanno offerto il sacrificio umano al demone che adorano: l’uccisione di una grande Nazione, l’Italia.

Sulla lista dei ministri non vale molto la pena soffermarsi. Solo su due spendiamo una parola.

Al Ministero dell’interno è andato un prefetto, anzi, come dice Repubblica, che parla solo in politicamente corretto, una prefetta (povera lingua italiana!). Più chiaro di così: un personaggio che non esprimerà una propria linea politica, ma che eseguirà fedelmente gli ordini. E già il primo ballerino di questa danza di zombie ha detto che dovrà essere rivista la politica sull’immigrazione. Ovvero: ricomincerà l’allegra invasione di tanta bella gioventù africana, sfaccendata, forte e arrogante, necessaria per imbarbarire e imbastardire il popolo italiano.

E al Ministero degli esteri andrà Luigi Di Maio, il miracolato di Avellino. Da oggi l’Italia ha, nei confronti del resto del mondo, il sorridente volto di questo giovane, che ha alle spalle una solida esperienza professionale come steward allo Stadio di Napoli e che come politico può vantare il record del disastro, essendo riuscito, in un anno di attività governativa, a far dimezzare i voti del suo partito.

Ricordate quando Mattarella rifiutò la nomina di un uomo del calibro di Paolo Savona al Ministero dell’economia? Ora non ha avuto dubbi sulla nomina di un Di Maio alla prestigiosa poltrona di Ministro degli esteri. La tragedia scivola nella farsa e comunque si palesa il totale disprezzo di Mattarella per l’Italia e per il popolo italiano.

È perfettamente inutile nascondersi dietro la foglia di fico della maggioranza parlamentare, quando anche l’ultimo dei deficienti sa che questo Parlamento non rappresenta più il popolo italiano. Su Sergio Mattarella grava la più pesante responsabilità per la formazione di questo governo. Aveva lui il pallino in mano e l’ha tirato secondo le esplicite indicazioni dei potentati UE & affini. Se le parole hanno ancora un senso, questo si chiama tradimento. C’è da chiedersi cosa ancora Mattarella speri, a 78 anni, da una carriera politica che gli ha dato tutto. Aveva la possibilità di fare qualcosa di buono per l’Italia, non ne ha avuto il coraggio. Ne risponderà davanti alla Storia, ma soprattutto davanti a Dio.

Che possiamo fare?

Pregare e pregare per il bene dell’Italia, perché questo governo si tolga in fretta dai piedi. Pregare perché Salvini e Meloni abbiano la forza di condurre, in Parlamento e sulle piazze, un’opposizione senza tregua.

Pregare, perché con le nostre sole forze non possiamo sperare che la situazione si raddrizzi. Pregare perché l’Italia possa di nuovo imboccare la strada giusta per ridiventare un Paese civile e cattolico.

Dio salvi l’Italia

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8 commenti su “Governo Conte-bis. La morte del pudore”

  1. Quell’indecente conte è massone!!!!! E si dice devoto di Padre Pio, partecipa ad una Messa a S. Giovanni Rotondo….
    E ha dato il via ad un governo SINISTRISSIMO!!!!!!!
    Quindi, caro Deotto, l’unico rimedio è quello suggerito da lei:
    PREGARE PREGARE PREGARE……

  2. Ripeto quello che scrissi poco tempo fa: se abbiamo questo governo di sinistrati dobbiamo ringraziare l’ingenuità di Salvini che si illudeva di andare dritto al voto.Tutti possono commettere uno sbaglio….Salvini ha sbagliato in buona fede, credendo di ottenere la cosa migliore per l’Italia. Speriamo che in futuro faccia tesoro di questo errore, quando finalmente si voterà e forse la Destra vincerà; dico forse, perché adesso si profila anche un’alleanza elettorale fra grullini e pidioti che non renderà più tanto sicura la vittoria alle amministrative come è stato negli ultimi mesi. Per di più la posizione di Forza Italia è alquanto ambigua…con chi stanno davvero? Dio salvi l’Italia!

  3. Gaetano Fratangelo

    Non è morto solo il pudore, è morta la democrazia rappresentativa oltre quella partecipativa.
    Per il funerale della prima ci hanno pensato i servi sinistri di Merkel e Macron, per la morte della seconda lo dobbiamo agli editori dei mezzi di informazione ed ai giornalisti maneggiatori di veline.
    Il loro fine è addormentare le coscienze per far apparire ineluttabili e giuste le invasioni barbariche da nord (banche e finanza) e da sud (clandestini mussulmani), come risulta dal programma del nuovo governo.
    Ma il vero potere politico decisionale risiede nel governo ombra di Mattarella, Renzi e dei dittatori politico finanziari oltre frontiera.

  4. Pier Luigi Tossani

    Deotto,
    ma che dici, che vai cercando?,,, E’ stata scelta di Salvini, quella folle, a suo tempo, di fare un governo con i 5S, non glielo ha mica ordinato nessun dottore.

    Vado a fare un discorso duretto, ma al punto in cui siamo, è bene esser chiari. Credo che per superare l’impasse si debba lavorare per essere soggetti politici, ed esercitare direttamente quel potere che ora manca. Personalmente, sto provando a farlo nel “Popolo della Famiglia”.

    Il problema con Salvini e la Lega, è che infatti, consacrazione al cuore di Maria fatta da Salvini e ostentazione di bibbie e rosari a parte, la Lega dove è al potere, asfalta la persona e la famiglia.

    Ho visto qui a Firenze e Toscana, che giustamente dal suo punto di vista la Lega non vuole collaborazioni col Popolo della Famiglia, col quale non vuol fare nessun accordo per provare a battere la sinistra, benché questo non sia facile, e gli farebbe comodo anche il per ora pur piccolo contributo del PdF, e la Lega fa questo perché il PdF gli scopre gli altarini.

    Succede infatti che solo il PdF segnala coerentemente cosa ha fatto la Lega, con FI e FdI in Regione Lombardia, dove queste forze sono al potere, e vediamolo narrato da una fonte terza, la NBQ, qui: 

    http://www.lanuovabq.it/it/lombardia-dopo-formigoni-passa-lagenda-contro-la-vita

    Ovvero, la Lega della prostituzione statalizzata e della cannabis sdoganata “a uso terapeutico”,  la Lega che fa da relatore alla legge sull’eutanasia, la Lega della contraccezione gratuita agli under 24 in Lombardia, la Lega che promuove la kill pill Ru-486 a casa, la Lega che cambia la legge sul seppellimento dei bambini abortiti e li trasforma in rifiuti ospedalieri ma fa seppellire al cimitero cani e gatti. La Lega che ha lasciato che la triptorelina diventasse farmaco liberamente prescrivibile e pure gratuito, la Lega che vuole i patti prematrimoniali.

    E, ciliegina sulla torta, qui

    http://www.lacrocequotidiano.it/articolo/2019/02/14/politica/le-leggi-formano-ol-costume

    si vede che leghista è anche il senatore Giancarlo Rufa che il 7 febbraio 2019, giusto la settimana prima di San Valentino, ha depositato a nome del partito la proposta di legge per la liberalizzazione della prostituzione e la riapertura delle case chiuse. Rufa però non si prende tutti i meriti: “La ripresentiamo per l’ennesima volta”. Vero, nella scorsa legislatura era stato il leghista Bitonci a presentarla e c’è una proposta di legge analoga che attende di essere calendarizzata alla Camera. Già calendarizzata invece, dettagliando quel che si diceva prima, la proposta di legge sull’eutanasia, relatore il leghista Roberto Turri, l’iter è partito dalle commissioni Giustizia e Affari Sociali della Camera.

    La Lega che, si legge qui

    https://www.popolodellafamiglia.lazio.it/archivio/articolo/il-popolo-della-famiglia-non-va-a-verona.html

    in legge di bilancio 2019 non ha messo un euro per la famiglia o per una lotta seria alla denatalità. Ad oggi, zero provvedimenti di legge per la famiglia, anche se il cdx ha tutte le leve del potere in mano, anzi – nei fatti e non a discorsi – la Lega, la famiglia la asfalta.

    E questa non è una mia opinione, ma sono fatti. Coerenti, peraltro, all’essenza pagana della Lega, di quando il Bossi andava a prendere l’ampolla dell'”acqua sacra”alle sorgenti del “Dio Po”, per poi fecondarvi, dopo un viaggio trionfale lungo il fiume, l’acqua della laguna di Venezia.

    Vedi tu, Deotto, trai tu le conclusioni da quello che ti ho detto.

    1. Caro Tossani, cerco di risponderti sinteticamente, peraltro riservandomi di tornare sugli argomenti che proponi.
      Se hai seguito gli ultimi articoli, avrai notato che non ho mai detto che la Lega – ma in particolare Salvini – sia l’optimum. Ma è piuttosto una scelta ragionata, fatta sulla base di una semplice constatazione: Salvini è l’unico politico dotato di energia, coraggio e grande popolarità, in grado di opporsi al potere di una “sinistra” (usiamo ancora questi termini, tanto per comodità) che ha in mano tutto. E che finora ha fatto solo i disastri che ben conosciamo.
      La Lega è un partito che senza dubbio deve ancora costruire per intero una sua anima e una sua identità. Parte da una politica poco realistica di autonomie, se non di secessione e diventa in poco tempo un partito a livello nazionale. Anzi, stando alle ultime europee, il primo partito italiano.
      La Lega è attualmente Salvini, e viceversa. In un partito che deve ancora darsi un’identità definitiva, senza dubbio la guida e il simbolo è Salvini che, per la sua parte di Ministro dell’Interno, ha operato bene.
      Poi possiamo fare mille obiezioni e ad esempio dire che le affermazioni di Fede di Salvini sono solo strumentali. E se invece fossero sincere? Attenzione, rischiamo di cadere nel solito difetto di cattolici “duri e puri”, che pensano anche di poter dare le patenti di cattolicità.
      Ma, a parte ciò, ripeto: Salvini sta guidando un partito che ha avuto una crescita eccezionale e che deve darsi una definitiva identità. Finora ciò che ha fatto Salvini da Ministro dell’interno è stato positivo. A parte il tentativo, in buona parte riuscito, di frenare l’invasione dei “migranti”, non scordiamoci che è stato lui a ripristinare sulla modulistica i corretti termini di “padre” e “madre”. Non è una cosa da poco.
      Il Popolo della Famiglia non è diverso da altre esperienze del passato di partiti nati con le più belle intenzioni, ma rimasti sempre a percentuali insignificanti dal punto di vista elettorale. Voti dispersi. Queste realtà possono essere movimenti di opinione, di pressione, ma alla prova dei fatti dal punto di vista elettorale non esistono, anche perchè mancano di veri leader, che abbiano realmente spessore politico e popolarità. Allora capirei di più se gli aderenti al Popolo della Famiglia, quando a Dio piacendo si tornasse alle urne, partecipassero alle elezioni candidandosi nelle liste della Lega.
      Attualmente io vedo due partiti che possono dare speranza all’Italia: Fratelli d’Italia e la Lega. Quest’ultima, senza dubbio, deve ancora darsi una definitiva identità. Con Salvini è partita con il piede giusto. Il partito della Meloni è comunque piccolo e potrà al più essere un alleato della Lega.
      Ma sono convinto che non dobbiamo fare per l’ennesima volta l’errore di chiuderci nel nostro bel castello, nel nostro partito dove tutti sono bravissimi, ma raccolgono percentuali insignificanti di voti. Questo ad esempio è il dramma di Forza Nuova. E allora, non ha più senso cercare di dare una mano a un uomo come Salvini che, almeno, è partito con il piede giusto e ha saputo fare cose buone e guadagnare popolarità?
      Un cordiale saluto
      Paolo Deotto

      1. Pier Luigi Tossani

        Caro Paolo,

        (io sono Pier Luigi) grazie della tua cortese risposta ai miei toni un po’ bruschi, anzi ti dico, perdonami, però a sentire ancora la storia del male minore, dopo che ci siamo tappati il naso (come usava dire) per decine d’anni a votare la DC, per poi ritrovarci in queste condizioni, magari adesso, con la Lega, anche no!… Però ovviamente ciascuno fa come meglio crede, perbacco. 

        Il Popolo della Famiglia l’han fatto Adinolfi e suoi amici nel 2016, con grande fatica e impegno, perché, chiaramente, si era visto dai Family day che, alla fine, non c’era nessuna rappresentanza politica per la famiglia, né a sinistra, ma nemmeno al centro e a destra, né dalla Lega. Io ero anni che non andavo a votare, e quando è uscito il PdF, con l’idea di riprendere, dopo cento anni, il filo interrotto del discorso sturziano, mi sono subito iscritto e ho fatto militanza.

        Per la verità, l’idea completa, l’orizzonte finale che davvero mi esalta, col PdF, non è semplicemente quello che lo Stato aiuti la famiglia, che alla fine sarebbe riduttivo, ma piuttosto, con  la Dottrina sociale, interpretata da quella turbo-sussidiarietà  che è l’idea di “Società partecipativa” elaborata a suo tempo da quel grande e purtroppo  misconosciuto intellettuale italiano del ‘900, che è stato Pier Luigi Zampetti, vedi qui

        https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/i-maestri-2/pier-luigi-zampetti/

        si integra la democrazia rappresentativa con la democrazia partecipativa, si supera il dualismo tra stato e cittadino, e la famiglia, invece di essere in sudditanza dello Stato, diviene finalmente il primo soggetto sociale, economico e politico.   

        Ne tratteggio la prospettiva di fondo trascrivendo la nota di copertina del libro di Zampetti “La società partecipativa” (Dino editore), risalente nella prima edizione al lontano 1981:

        Quale sarà la società del 2000? La società che risponda per intero agli assillanti ed anche drammatici interrogativi dell’uomo oggi?

        È la società partecipativa, che si presenta come la quarta società in circa duemila anni di storia, dopo quella romana, feudale e capitalistica. L’ultimo stadio di questa, la società dei consumi, originatasi con il New Deal americano, si sta ormai dissolvendo anche a causa della crisi energetica, e disgrega altresì, in maniera misteriosa, il materialismo storico, che è il fondamento dei partiti di ispirazione marxista.
        La società partecipativa è fondata primariamente sulle capacità intellettuali e morali dell’uomo che vanno potenziate e che costituiscono le vere e insostituibili “centrali energetiche”.
        La società del 2000 è sottesa e animata da una nuova cultura: lo spiritualismo storico. Esso fa germogliare la “società di ruoli o funzioni” in luogo della società di classi, un nuovo capitalismo, il capitalismo popolare in cui tutti i lavoratori diventano capitalisti ed un nuovo Stato, lo Stato partecipativo, che coordina il meccanismo produttivo nella programmazione economica partecipata. L’inflazione è definitivamente debellata e nuove prospettive di lavoro si aprono per i giovani.
        Lo spiritualismo storico trova il suo fondamento nell’Incarnazione, che riguarda tutti indistintamente gli abitanti del globo e che dimostra come tra partecipazione e cristianesimo vi sia un nesso inscindibile. Ecco perché in un senso del tutto nuovo ciascun uomo, indipendentemente dal sesso, razza, nazione o religione, non può non dirsi cristiano.”

        Si tratta di una prospettiva che può essere perseguita solo e soltanto da un partito che si ispiri alla Dottrina sociale. Tutti gli altri,  di sinistra o liberali, o di destra, Lega compresa, hanno una essenza oligarchica dedita solo al potere – e questo è perfettamente normale, vista la loro natura. Riflettici: qualcuno di questi, in 70 anni di repubblica italiana, ha mai dato alle famiglie il buono-scuola per l’effettiva libertà di educazione?…

        A mio parere, anche Lega e FdI la loro identità non hanno bisogno di cercarla ancora, ma l’hanno già trovata, ed è quella che, come ho tenuto a documentare con precisione, hanno esplicato con i fatti quando sono andati al potere in Regione Lombardia.

        Il PdF cercherà quindi di andare avanti, mantenendo la barra al centro sulla verità sull’uomo, mentre tutti gli altri seguiteranno a fare le loro pastette. Se si potrà fare un tratto di strada con qualcuno che condivide, anche solo su alcuni punti, la nostra visione, si proverà a farlo, senza però svendere l’uomo e la famiglia, come hanno fatto gli altri.

        Se la Provvidenza consentirà, ce la faremo.

        Ti saluto cordialmente,

        PL   

        1. Caro Pier Luigi,
          quanto mi scrivi è validissimo, in una prospettiva a lungo termine. Lungo lungo. Tieni conto che viviamo in una società scristianizzata, con la Chiesa allo sbando, e non da oggi. Non so quale sia la tua età. Io ne ho settanta e ho fatto in tempo a vedere e a vivere la tristissima resa di tanta parte del mondo cattolico (o presunto tale) alla follia sessantottina. Dopo cinquant’anni il risultato, in fondo ovvio, è un Bergoglio, è un mondo cattolico senza guida e in ampia parte senza fede. I grandi movimenti e gli ordini religiosi allo sbando. Inevitabilmente la società, se la Chiesa sparisce, va a tocchi.
          In prospettiva, ripeto, a lungo termine, sono d’accordo che la società potrà risollevarsi solo con l’applicazione della Dottrina sociale della Chiesa. Ti direi, più semplicemente, che la società può salvarsi, lo Stato può esistere, solo se si torna a riconoscere la regalità di Cristo. E per questo dobbiamo senza dubbio impegnarci. Ci vorranno decenni, perché si riparte praticamente da zero.
          Intanto abbiamo la realtà tragica dei sinistrati che sono rientrati al potere e sono parte integrante, seppur di basso livello, di un sistema pagano che vuole imporre le sue dottrine di morte a tutto il mondo. Non possiamo, mentre il nemico va all’assalto, dedicarci solo a istituire un’accademia per formare i nuovi ufficiali che guideranno il nuovo esercito. Va bene l’accademia, ma intanto abbiamo bisogno di soldati che cerchino si respingere il nemico che avanza.
          Su un punto vorrei insistere. L’identità della Lega è tuttora da formare, perché la Lega è ormai, di fatto, Salvini. E Salvini fin qui ha dimostrato tenacia e coraggio con finalità buone. Non è una scelta del “male minore” (in tal caso sarei il primo a consigliare un’astensione totale). È la scelta dell’unico politico che finora ha dimostrato di avere personalità e attributi e li ha usati con finalità buone e condivisibili. E allora appoggiamolo. Se altri intanto lavorano con prospettive a medio lungo termine, è un’ottima cosa, che non risolve però i problemi di oggi.
          Un cordiale saluto
          Paolo Deotto

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