Humanitas University: un primato milanese per sconfiggere le malattie nel mondo

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Inaugurato l’anno accademico dell’Istituto clinico. Prossimo obiettivo: promuovere la salute in Africa, terra di sfide per la salute.

 

Ormai da tempo al vertice della Sanità per la valenza del suo personale sanitario e la cura con cui sono seguiti i cittadini bisognosi di cure, all’Humanitas, il celebre ospedale di Rozzano, alle porte di Milano, è stato inaugurato, giovedì 5 dicembre, il sesto anno di attività della Humanitas University, presenti prestigiosi rappresentanti delle istituzioni. Tra essi, il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri, l’assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera, il Sindaco di Milano Giuseppe Sala, il sindaco di Pieve Emanuele Paolo Festa. Ma anche molti giovani studenti di varie nazionalità, caratteristica tipica di questa istituzione, dove l’insegnamento della medicina è condotto interamente in lingua inglese. E basta riflettere sulla provenienza degli studenti per comprendere il respiro internazionale dell’istituzione. Gli studenti iscritti all’anno accademico appena iniziato sono 1.200. Il 36% di essi è straniero. Quanto al corpo docenti, esso include Premi Nobel per la Medicina e ricercatori di fama internazionale. Oltre al corso di Medicina internazionale, la Humanitas University organizza un corso di laurea in Infermieristica, attivo anche presso la sede di Bergamo, e un corso di laurea in Fisioterapia.

Le lezioni si tengono nel nuovo “campus”, concepito secondo i più moderni standard in termini di tecnologia e comfort ambientale, tali da promuovere le occasioni di incontro e di scambio tra docenti, ricercatori e giovani allievi provenienti da ogni parte del mondo. Il nuovo complesso è formato attualmente da 4 edifici per 25 mila mq.

La cerimonia è stata un momento di riflessione sulla necessità e la capacità di essere innovativi anche in contesti molto diversi e critici, in particolare condividendo esperienze di impegno in Africa sul fronte sanitario ed educativo. «Per un Ateneo come il nostro, che ha fatto dell’innovazione e della tecnologia un elemento distintivo», ha spiegato in proposito Gianfelice Rocca, presidente di Humanitas, «quest’apertura di anno accademico focalizzata sull’Africa rappresenta un importante momento di riflessione sulla necessità e la capacità di essere innovativi anche in contesti molto differenti. L’Africa è oggi una frontiera, perché lì vive – e sempre più si concentrerà in futuro – gran parte della popolazione mondiale. E’ una terra di sfide: demografiche, geopolitiche, sanitarie e di innovazione. Sfide che – mi auguro – i futuri professionisti della salute che formiamo possano cogliere, portando il loro contributo».

Non a caso, ospiti d’onore dell’evento sono stati Don Dante Carraro, direttore di “Medici con l’Africa”, e Mariella Enoc, presidente dell’ospedale “Bambino Gesù”, con cui Humanitas University collabora dal 2018 sul fronte didattico per il “Progetto Bangui”, nato in seguito all’appello del Papa di aiutare l’ospedale pediatrico della Repubblica Centrafricana. Humanitas University, in particolare, supporta il progetto occupandosi di alcuni corsi della facoltà di Medicina e della scuola di specializzazione in Pediatria. Anima del progetto è la dott.ssa Maria Grazia Bordoni che ha coinvolto molti medici, docenti e professionisti impegnati anche individualmente dedicandosi agli altri e rappresentando la vera essenza del loro lavoro. Questa collaborazione continuerà anche nel nuovo anno accademico, nel corso del quale medici e docenti di Humanitas University terranno corsi di tecniche chirurgiche e di lavoro in gruppo a Bangui, in Centro Africa.

Le finalità e gli obiettivi della Humanitas University sono così sintetizzati dal suo rettore, Marco Montorsi: «Come istituzione, abbiamo il dovere di raccogliere la sfida di comprendere i bisogni dei pazienti e formare professionisti della salute in grado di agire con efficacia in qualunque parte del mondo. Dunque, pronti ed aperti a mettere in discussione quello che hanno imparato per adattarlo in funzione dei diversi scenari che si troveranno ad affrontare, siano essi in Italia o altrove». Nel suo intervento, il rettore Montorsi ha tenuto a sottolineare la provenienza degli studenti da ben 65 Paesi e la significativa partecipazione di studenti africani, in maggioranza di sesso femminile.

Humanitas University è strettamente integrata con gli ospedali del gruppo. L’istituto clinico Humanitas, primo policlinico italiano certificato per la qualità dalla “Joint Commission International”, è considerato uno degli ospedali tecnologicamente più avanzati d’Europa e un punto di riferimento mondiale per la ricerca sulle malattie legate al sistema immunitario. All’interno del policlinico si fondono centri specializzati per la cura dei tumori, delle malattie cardiovascolari, neurologiche, ortopediche, autoimmuni e infiammatorie, oltre a un Centro Oculistico e a un Fertility Center.

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