LA VERA FAMIGLIA, CHE MERAVIGLIA

 

Nella città di Romeo e Giulietta

una folla ha sfilato schietta

scandendo che la vera famiglia

è un’insuperabile meraviglia.

 

Sfidando le violenze dei pidioti,

inutili ancorché pessimi idioti,

e le bestemmie delle femministe,

che confondono sempre derive con conquiste.

 

Due su tutte, Cirinnà e Boldrini,

insoddisfatte senza confini,

archetipo di donne angosciate

perché da Satana e suoi vassalli ispirate.

 

Si atteggiano a  nuove streghe,

dimenticando che le loro beghe

son state bruciate dal rogo della Storia

e pochi ormai ne fanno memoria.

 

A Verona, nel corteo della speranza,

era presente ogni buona istanza:

genitori e figli col sorriso incorporato

per palesar il loro interno stato.

 

A scorno di Parolin e Bassetti,

e del duo dagli oscuri effetti,

che sono Spadaro e Tornielli,

comunicatori apprezzati nei bordelli.

 

E ci spiace pure che taluni integristi,

per altro dai novatori odiati e mal visti,

abbian commentato il forum negativamente,

oscurando la prudenza per niente.

 

Con buona pace del forum delle famiglie –

un coacervo di sigle con troppe briglie –

che, scavalcato da una base esuberante,

ha emesso più di un giudizio delirante.

 

Amplificato – è tutto dire –

dal quotidiano che si chiama Avvenire:

incerti se definirlo il pensiero di Tarquinio

o una summa che porta all’abominio.

 

1 commento su “Il Congresso di Verona – la parola al Menestrello”

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