Il sesso secondo la Chiesa Cattolica e secondo Dacia Maraini

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Sul CORRIERE DELLA SERA del 5.2.2019 (pag. 21), la famosa scrittrice Dacia Maraini – certamente non cattolica o, se lo è, lo è molto a modo suo – esalta quella che lei chiama “la coraggiosa svolta di Papa Bergoglio” in materia di sessualità umana, inserendosi così nella scìa dei moderni “maitres à penser” che, con indiscutibile successo, tirano per la giacchetta il Pontefice al fine di farlo avvicinare sempre più alla filosofia moderna relativista, nichilista e, in tema di sessualità, figlia diretta del ’68 e del noto e deleterio slogan “vietato vietare”, che esprimeva il rifiuto di ogni autorità e di ogni legge in nome della liberazione degli istinti e dei desideri.

Dacia Maraini esulta a questa svolta pastorale – la cui manifestazione più vistosa è, a mio giudizio, la possibilità di ammettere alla Comunione sacramentale i coniugi divorziati e risposatisi civilmente finendo, in questo modo, per svalutare la sacramentale indissolubilità del Matrimonio cattolico – perché “per troppi secoli (la Chiesa) ha sistematicamente esaltato la mortificazione della carne, la soppressione del desiderio, la colpevolizzazione di ogni pensiero erotico”, dimenticando, però, che i grandi Santi hanno sempre amato il sacrificio e la Croce come mezzi per condividere la Passione di Cristo.

In attesa che qualche teologo molto più esperto e autorevole di me confuti cattolicamente l’affermazione della scrittrice, vorrei anche io dire qualcosa in proposito da cattolica “bambina”, che però è anche moglie e madre. Da buona femminista che rivendica anche per la donna il diritto al piacere sessuale fine a se stesso, la signora Maraini deplora che quella “colpevolizzazione”, quel tabù abbia raggiunto soprattutto le donne inducendole a introiettarli al punto di arrivare a considerare naturale la sofferenza dovuta alla privazione del sesso, mentre le mistiche (più furbe?) riuscivano a trasferire il loro desiderio sensuale sul sacro corpo di Cristo.

Questa mi sembra una colossale forzatura del significato del dolore umano e del desiderio sessuale in genere. E’ vero che la Chiesa cattolica ha sempre tenuto in grandissima considerazione la castità, ma non credo che essa sia per sua natura sessuofoba come sostiene la Maraini, credo anzi che nei secoli passati, e soprattutto nei conventi medioevali sia maschili che femminili a causa dell’immensa debolezza umana, siano state molte le trasgressioni al primo dei tre voti monastici (castità, povertà e obbedienza) che pure dovevano essere professati in assoluta libertà e senza alcuna costrizione. Credo invece che siano state molto più sessuofobe le chiese protestanti nate dalla riforma; per esempio, le comunità puritane anglosassoni erano terrorizzate dal sesso al di fuori del matrimonio, che si riteneva ispirato dal demonio, al punto di considerare streghe e bruciare sul rogo tante povere donne che erano solo un po’ “strane” accusandole di avere commercio carnale con Satana. Infatti ancora si definisce “puritano” tutto ciò o chiunque condanni il sesso sia pure evocandolo alla lontana. Nel romanzo “La lettera scarlatta” – un classico della letteratura americana pubblicato nel 1850 dallo scrittore  Nathaniel Hawthorne – una comunità protestante del New England, alla fine del XVII secolo, condanna all’emarginazione e alla morte civile una donna colpevole di adulterio obbligandola a esibire per tutta la vita una ben visibile lettera A (iniziale di “adulterous”) cucita sul vestito.

Certamente nella morale cattolica si sono verificate, nel corso dei secoli, molte esagerazioni sia in un senso che nell’altro, come in tutti gli altri settori della vita umana e vi sono stati periodi in cui neppure il celibato sacerdotale era scrupolosamente osservato, il che non deporrebbe certo in favore dell’asserita sessuofobia cattolica, come asserisce la Maraini. Fu necessario il Concilio di Trento per ribadire con forza questo principio rendendolo il caposaldo del Sacramento dell’Ordine, ma non dimentichiamo che il Signore, creando l’uomo e la donna, disse loro: “Crescete e moltiplicatevi”, stabilendo Lui stesso che la moltiplicazione del genere umano avvenisse attraverso il rapporto sessuale tra i due sessi, anche se la presuntuosa scienza del nostro tempo è riuscita a realizzare quelle forzature procreative  del tutto innaturali che tutti conosciamo. Chi ha però la fortuna di avere la Fede sa che il peccato originale ha sconvolto la perfetta natura progettata dal Signore, introducendo nella storia le guerre, le persecuzioni, le ingiustizie in genere e, di conseguenza, anche il sesso indiscriminato e foriero di malattie e perversioni mentre, quando è praticato secondo la legge naturale istituita da Dio, è uno dei più bei doni che il Signore ha fatto alle Sue creature.

Perciò, se per la Maraini la “benedizione” della sessualità da parte del Papa è una dichiarazione rivoluzionaria, a mio giudizio è una dichiarazione quanto meno imprudente. Certamente non perché il sesso debba essere demonizzato – dato che è stato creato direttamente da Dio e tutto ciò che Dio ha creato è “cosa buona” – ma perché, nel clima di ribellione verso qualunque autorità che stiamo attraversando, essa ha reso ancora più larga e comoda la strada che conduce al sesso precoce e indiscriminato, all’omosessualità, al fallimento di tanti matrimoni, all’adulterio, all’aborto. Tutto ciò è, come dicevo poc’anzi, filiazione diretta di quel movimento sessantottino che la Chiesa cattolica non ha compreso in tempo utile per poterlo arginare e contrastare, rimanendone vittima essa stessa e finendo per diventarne connivente.

Oggi  è noto che gli adolescenti, “ipersessualizzati” già da vari anni, conoscono la loro “prima volta” quando ancora frequentano la scuola media e non sanno nulla dell’anatomia e della fisiologia riproduttiva umana, tesi soltanto, come sono, a sperimentare il piacere di cui hanno sentito parlare in TV e dai coetanei più smaliziati, per apparire così alla loro altezza. Le ragazze, poi, rimangono molto spesso deluse da quella “prima volta” perché il loro corpo, ancora immaturo, non è in grado di vivere quell’esperienza in modo armonico e coerente con lo sviluppo raggiunto.  Ciò nonostante, pur non essendo pronte a vivere l’amore sano e non sapendo nulla del’affettività umana, esse non esitano a “riprovare” per sentirsi anche loro accettate nel branco e alla pari con le amiche più evolute.  I genitori, dal canto loro, appartenenti alla generazione post sessantottina, educati in quel clima e spesso schiavi essi stessi della pornografia dilagante sulla rete, nonché incapaci di proibirne la visione ai figli, non sanno insegnare loro che il sesso dovrebbe essere il coronamento di un itinerario di reciproca conoscenza spirituale e caratteriale da ben disciplinare per farlo poi culminare nel Matrimonio. Tutto ciò non ha niente a che fare con la sessuofobia, come sembra adombrare Dacia Maraini.  Invece i genitori si preoccupano di rifornire le figlie di pillole anticoncezionali e si affrettano ad accompagnarle ad abortire appena si profila una gravidanza indesiderata, sperando che le loro figlie ”stiano più attente” la prossima volta.

La scuola, dal canto suo, è totalmente incapace di educare in questo senso, perché non sarebbe questo il suo compito istituzionale, ma rivendica il diritto di impartire ai ragazzi quella che viene ritenuta la giusta educazione sessuale e che, nell’aberrante ottica moderna, dovrebbe comprendere anche l’accettazione dell’amore omosessuale come possibilità “naturale”, quando non ancora l’espresso incoraggiamento a sperimentarlo come pare avvenga nelle scuole scandinave, sempre in nome della libertà erotica[1]. I “corsi” tenuti in varie scuole medie da “Wladimir Luxuria” su questo argomento, e tollerati da quasi tutti i genitori, stanno lì a dimostrarlo.

E la Chiesa che cosa fa in questi chiari di luna per scoraggiare il sesso indiscriminato soprattutto tra le giovani generazioni e indirizzarlo verso il Matrimonio, come ha sempre insegnato la Dottrina cattolica?  La Chiesa – che sembra aver perso di vista il suo compito primario, quello di annunciare Cristo, per occuparsi soprattutto delle “cose di quaggiù” –  ha dimenticato anche di essere “la terza agenzia educativa”, dopo la famiglia e la scuola, e non fa nulla. I corsi prematrimoniali sono frequentati soprattutto da fidanzati già conviventi, nella totale indifferenza dei sacerdoti docenti i quali, senza doverli necessariamente colpevolizzare per la loro convivenza, si guardano bene dall’invitarli a vivere in castità da quel momento fino al giorno del Matrimonio sacramentale.

Può negare Dacia Maraini che nell’ultimo mezzo secolo, sia avvenuto un capovolgimento antropologico che, iniziando dalla cosiddetta “rivoluzione sessuale” e con la complicità della pornografia dilagante, sta provocando il crollo di uno dei valori più importanti per il genere umano e cioè la differenza e la complementarietà dei due sessi? E’ questo che a lei piace? E’ questo che lei si augura che avvenga? Mi sembra di sentire la sua risposta, che poi è quella di tutti i laicisti, dei radical chic, dei relativisti del nostro tempo: il sesso è un impulso normale del genere umano al pari della fame, della sete, del sonno, delle funzioni fisiologiche e corporali. Reprimerlo, in qualunque direzione esso si orienti, è contrario alla natura e fonte di nevrosi.

Ovviamente io – che non sono una sessuologa, né una sociologa dei comportamenti umani, ma solo una cattolica “bambina” che, per l’età raggiunta, ha ormai acquisito una notevole esperienza della vita e della natura umana – non so cosa avverrà in futuro, ma prego sempre lo Spirito Santo perché rimetta l’umanità sul binario stabilito da Dio risparmiando ai nostri figli e ai nostri nipoti il disastro antropologico che si profila all’orizzonte.

.

[1] Ho sentito alcuni genitori auspicare che le scuole introducano i distributori automatici di profilattici, insieme a quelli della Coca Cola e delle merendine, come avviene già da tempo negli Stati Uniti, per scaricarsi della responsabilità genitoriale in proposito e avere una preoccupazione in meno.

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2 commenti su “Il sesso secondo la Chiesa Cattolica e secondo Dacia Maraini”

  1. Gli anni 60 e particolarmente il DIABOLICO 68 hanno distrutto la “moralità”, non solo cristiana e cattolica, ma la moralità “normale”. e hanno introdotto ufficiosamente il RELATIVISMO, combattuto tantissimo dal Cardinale Ratzinger, perché il relativismo è un morbo subdolo e per questo ancora più pernicioso perché distrugge in maniera silenziosa il BENE!!!!

  2. Dal momento che il “chi sono io per giudicare” è divenuto il metro su cui misurare ogni comportamento umano, il disinvolto uso e consumo del sesso equiparato a qualsiasi altra attività, rientra nella normalità della vita, indipendentemente dall’età e dallo stato civile. Nel mio lavoro sono stata testimone di corsi scolastici di educazione sessuale tenuti da “esperti” che altro non facevano se non dare una infarinatura sull’anatomia di maschio e femmina, sul meccanismo della riproduzione e sugli eventuali rischi legati a rapporti non protetti. Nessun accenno o richiamo di tipo morale, ovviamente, e tanti saluti. Se è questa l’educazione che un papa auspica, benissimo: perfettamente in linea con quel tipo di misericordia che copre tutto senza togliere il peccato, come il bianchetto usato a scuola dai bimbi, che copre l’errore, ma non lo cancella.
    Eppure un tempo e nemmeno così tanto lontano, alla felicità del corpo la Chiesa anteponeva quella dell’anima. Era quando ancora non aveva metabolizzato che darwinianamente tutto si evolve.

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