In un libro di Giulio Vignoli, la tragedia degli italiani di Corfù

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Una pagina di storia dimenticata

Ricordiamo anche i diecimila italiani costretti a fuggire da Corfù nel 1943

 

Quanti sapevano che è esistita una tragedia italiana consumatasi nel corso della seconda guerra mondiale, del tutto simile all’esodo delle comunità istriane fiumane e dalmate, per ricordare il quale celebriamo ogni anno, il 10 febbraio, il “giorno del ricordo”? Una tragedia che coinvolse diecimila nostri connazionali dei quali si è persa la memoria.

Ora non più. Per merito di un accanito e straordinario ricercatore storico, il professor Giulio Vignoli, che ha pubblicato presso le edizioni Settimo Sigillo i risultati del suo lavoro nell’agile volume dal titolo «La cacciata degli italiani di Corfù: 1944».

Certamente un libro di storia, ma anche una vera e propria inchiesta giornalistica, condotta sul posto e che ha consentito a Vignoli di scoprire una verità storica fino ad oggi ignorata. L’originalità del libro consiste nel fatto che in  Italia nessuno sapeva niente in proposito. Non si sapeva che a Corfù c’erano quasi 10.000 italiani che ivi risiedevano da secoli. Nessuno sapeva niente di come fossero stati cacciati, espropriati e di come dovettero fuggire con solo una valigia, attraversando l’Albania nel 1944, a piedi. Uomini, donne e bambini. E di come le loro case fossero state saccheggiate e anche incendiate.

Corfù, isola del Mar Ionio di fronte al confine tra Grecia e Albania, è la seconda isola ionica, per estensione, dopo Cefalonia. Durante la seconda guerra mondiale fu occupata dall’esercito italiano nell’aprile 1941. Fino al settembre ’43 fu amministrata come entità separata rispetto alla Grecia, in previsione della sua annessione al Regno d’Italia, come richiesto e sognato dalla popolazione di ceppo italiano. Ma, dopo l’8 settembre ’43 (resa dell’Italia agli anglo-americani e rottura dell’alleanza con la Germania), si verificarono duri scontri tra i soldati italiani della Divisione “Acqui” e le truppe tedesche, che ebbero la meglio e si vendicarono fucilando i nostri ufficiali che si erano arresi, tra i quali il comandante delle forze italiane di Corfù, colonnello Luigi Lusignani.

Ma torniamo al lavoro del professor Vignoli. Nonostante siano trascorsi 75 anni, a Corfù c’è tuttora molta omertà. Il professor Vignoli è stato aiutato solo in arcivescovado e nella cattedrale cattolica.  Ma anche da alcune persone oneste che, parlando con lui sottovoce e in stanze vuote, gli hanno rivelato che gli occupanti tedeschi, istigati dal clero greco-ortodosso, buttarono in mare soldati italiani ancora vivi, chiusi in un sacco. Che l’odio per gli italiani fu fomentato dalla gerarchia greco-ortodossa che volle liberarsi di migliaia di cattolici.  Che mai, durante l’occupazione italiana, si erano verificati atti di violenza contro i soldati italiani. Anche perché l’occupazione era stata mite e costruttiva (nella sanità, nelle costruzioni, nel sociale, con le colonie marine, eccetera). A Corfù non si trovano quasi più documenti italiani. Né libri, né atti. La versione ufficiale è che furono bruciati dalle bombe incendiarie buttate dai tedeschi. La verità – come documentato dal professor Vignoli – è che molti greci che avevano collaborato con i militari italiani furono puniti con forti pene. L’edizione inglese di Wikipedia tace su tutto questo e quella italiana è una copia di quella inglese. Proprio il professor Vignoli ha dovuto lottare per modificarla.

Già docente di Diritto dell’Unione Europea all’Università di Genova, da vari anni Giulio Vignoli si occupa delle minoranze italiane in Paesi stranieri. Tra i suoi lavori, “L’irredentismo italiano in Corsica durante la seconda guerra mondiale” (edizioni Ipotesi, 1981), “Gli italiani dimenticati. Minoranze italiane in Europa” (Giuffré, 2000), “Storie e letterature italiane di Nizza e del Nizzardo” (Sette Colori, 2011), “L’olocausto sconosciuto. Lo sterminio degli italiani di Crimea” (con Giulia Giacchetti Boiko, “Settimo Sigillo, 2013), “Gli italiani di Crimea” (Settimo Sigillo, 2012), “Repubblica Italiana. Dai brogli e dal colpo di Stato del 1946 ai giorni nostri” (Settimo Sigillo, 2017).

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1 commento su “In un libro di Giulio Vignoli, la tragedia degli italiani di Corfù”

  1. Che commenti posso lasciare????
    Sono semplicemente ESTERREFATTA dal silenzio ASSOLUTO DI TUTTI…..
    Quindi ringrazio con TUTTO IL CUORE VIGNOLI!!!!!
    Che almeno il Signore lo ricompensi…….!!!!!!!

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