La California in guerra contro il segreto della Confessione

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Articolo pubblicato dal Servizio Informazioni della Fraternità San Pio X
FSSPX – Actualités

 

 

Il Progetto di Legge n. 360 del Senato della California propone di obbligare tutti i sacerdoti cattolici, quando ascoltano una confessione in cui si tratta di violenze relative agli abusi sui minori, a denunciare la cosa ai pubblici poteri, sotto pena di essere perseguiti ed anche incorrere alla galera.

Il Progetto di Legge, presentato dal senatore Jerry Hill il 20 febbraio 2019, intende modificare il Codice Penale, obbligando «tutti i membri del clero a denunciare dei fatti accertati e dei sospetti su fatti relativi agli abusi sui minori, anche se essi ne sono venuti a conoscenza nel corso della Confessione». Contravvenire a questa legge equivarrebbe per il sacerdote alla consumazione di un delitto che può portare dritto in prigione.

Come ricorda USA Today nella sua edizione del 29  aprile 2019, siamo ben lontani dai tempi in cui, nel 1813, la Corte Federale di New York proteggeva in questi termini il segreto della Confessione: «obbligare un sacerdote a rompere il sigillo della Confessione equivale a dichiarare che non è possibile alcuna penitenza, il che significa annientare una parte importante della religione cattolica romana».

In tempi più recenti, la Corte Suprema dichiarava negli stessi termini, nel 1980, che «la relazione privilegiata fra il sacerdote e il penitente si fonda sul bisogno umano di poter rivelare tutto ad un consigliere spirituale».
A questo bisogna aggiungere che, di istituzione divina, il sacramento della penitenza è inviolabile.

Il Progetto di Legge del senatore Hill è stato approvato in prima lettura con cinque voti a favore e due astensioni: niente è ancora deciso, ma la Chiesa deve far fronte ad una nuova battaglia.
Il colmo in un paese che ha fatto della libertà religiosa una delle sue principali rivendicazioni.

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fonte: UnaVox

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