La guerra al contante – i vari volti della dittatura

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Il Governo di Giuda annuncia, tra le altre meraviglie prossime venture, la guerra all’uso del contante. Una proposta ricorrente, sempre mascherata con lo scopo ipocrita di “combattere l’evasione fiscale”, ma che con la gang attualmente al governo rischia di diventare realtà.

Nella visione di lorsignori, il contante dovrebbe sparire e tutti, disciplinatamente, dovremmo avere in tasca bancomat, carta di credito, carte prepagate et similia.

Andate a prendere il caffè? (euro 1,00). Pagate con la carta (anzi, la card, essendo l’italiano una lingua estinta). Andate a comprare il giornale? (euro 1,50). Pagate con la card. Eccetera. Facilitazioni per chi si allinea, gravami fiscali per gli indisciplinati.

Anzitutto, è bene spazzare via subito la fanfaluca della lotta all’evasione fiscale. La grande evasione non ha mai viaggiato con valige di banconote, bensì con movimenti bancari intrecciati e il più delle volte inestricabili verso i soliti “paradisi” fiscali. Anche se Svizzera e Liechtenstein non sono più “paradisi” come un tempo, la scelta è ancora ampia, da Andorra, al Libano, a Grenada e via viaggiando (in modo telematico, si intende).

È un po’ difficile, se non impossibile, capire come si faccia la lotta all’evasione rendendo “tracciabili” i movimenti dell’italiano medio che campa di stipendio e della casalinga che fa la spesa al supermercato…

Piuttosto si rivela, in questa frenesia per i pagamenti elettronici, una delle vecchie ossessioni della sinistra, italiana e non solo: il controllo totale di ciò che fa ogni cittadino, per renderlo sempre meno cittadino e sempre più suddito.

I partiti (e le persone) che compongono il Governo di Giuda rappresentano il meglio (si fa per dire…) di quell’accozzaglia sinistrorsa, rafforzata dai grillini che hanno brillantemente dimostrato di essere di destra/sinistra, essendo morbosamente affezionati alla poltrona. Quest’accozzaglia, erede di quel radicalume-chic che dal sessantotto fa la rivoluzione dal salotto, ha sempre avuto un altezzoso schifo per il popolaccio, per quelle decine di milioni di persone che lavorano onestamente, cercano di arrivare a fine mese, cercano insomma di campare.

Il popolaccio va controllato e i grandi progressi dell’informatica ormai consentono di schedare tutto e tutti, di porre sotto controllo tutto e tutti, arrivando a ribaltare in dittatura anche quei pochi spazi di illusoria libertà: in particolare notiamo che i cosiddetti “social”, spesso veicoli di fesserie assortite, ma comunque spazio libero (fino a ieri), sono già sottoposti a censure per garantire espressioni solo “politicamente corrette”.

Quando il signor X, impiegato, e la signora Z, casalinga, saranno ben “tracciati” in tutti i loro movimenti, non cambierà assolutamente nulla per la lotta all’evasione fiscale, che continuerà allegramente come prima, ma sarà cambiato qualcosa nella vita di tutti noi. L’occhio del Grande Fratello saprà anche come utilizziamo un euro, e potrà modulare le sue politiche educative…

E poi, c’è un altro aspetto molto importante nella “lotta al contante”, e viene spiegato molto bene in un video diffuso su YouTube da Fratelli d’Italia. Prendiamo come esempio una banconota, diciamo da 50 euro. Con quella banconota pago il conto al ristorante. Il ristoratore con quella stessa banconota paga un fornitore, il fornitore con quella stessa banconota paga il pieno di carburante per il suo furgone… e potremmo andare avanti all’infinito. La sostanza è una sola: quei 50 euro continuano ad essere 50 euro, che possono circolare, in teoria, all’infinito e ognuno dei partecipanti alla “catena” avrà ricevuto ciò che gli spettava.

Viceversa, se pago il conto al ristorante con la card, e poi il ristoratore paga con lo stesso sistema il fornitore, che paga con lo stesso sistema il benzinaio, eccetera, eccetera, ognuno di quei passaggi si traduce in una commissione incassata dalle banche che intervengono nel movimento di denaro, l’una addebitando il debitore, l’altra accreditando il creditore. Tante commissioni, piccole certamente, prese una a una, ma che diventano mucchi di denaro (creato dal nulla) sul gran numero di operazioni.

E così ancora una volta, guarda caso, si coniugano armoniosamente due concetti: stato di polizia e arricchimento del sistema finanziario (non di quello produttivo, si badi bene, di quello finanziario).

Per cancellare il delirio dell’uso obbligatorio dei pagamenti elettronici, basterebbe ricordare una banale verità: del mio denaro sono padrone io, e posso farne ciò che voglio. Se lo Stato presume che io disponga di danaro ricavato da attività illecite, lo dimostri e mi sanzioni, sequestrandomi anche il frutto dell’illecito. Altrimenti, mi lasci in pace.

Ma questo è un discorso da applicare ai cittadini. I sudditi invece devo render conto di tutto ciò che fanno e se sono disciplinati ricevono pure una caramella (non applicazione di imposte sulle transazioni).

E la libertà dove va a finire?

Dulcis in fundo: chi ha già fatto la nuova Carta d’Identità elettronica, ha dovuto depositare anche le proprie impronte digitali. Non puzza un po’ di Stato di polizia?

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3 commenti su “La guerra al contante – i vari volti della dittatura”

  1. La gabbia si fa sempre più stretta. Fino a quando il popolo italiano sopporterà questi insulsi provvedimenti che vogliono significare sudditanza? aggiungo solo una considerazione pratica: io prelevo circa 1000/1500 euro in contanti con cui faccio la spesa giornaliera, mentre la carta la utilizzo per spese più consistenti, tipo farmacia, visita medica e simili. Ebbene con il contante ho contezza delle mie spese mentre con la carta assolutamente no. Mia figlia in Inghilterra adopera sempre la carta di credito ma arriva al rosso con molta facilità senza nemmeno accorgertene.

  2. Gaetano Fratangelo

    Premetto che, ove il denaro non è più libero di circolare, l’uomo non è più libero.
    Questo è l’effetto di essere in mano ad una oligarchia che nel togliere la disponibilità del contante ai cittadini, aumenta, la massa monetaria a disposizione delle banche.
    Sono, in tal modo, possibili prestiti di favore a zero interessi ai politici, alle loro clientele ed a tutto il mondo del malaffare.
    La grande evasione non si vuole scovare, dato che esistono strumenti telematici anche nel caso avvengano transazioni con i bitcoin.

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