“La moda dell’occulto”, di Don Marcello Stanzione con il contributo di Don Antonio Palma – recensione

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L’instancabile Don Marcello Stanzione ci propone un nuovo interessante libro, scritto con il contributo di don Antonio Palma, “La Moda dell’occulto. Ipotesi di un fenomeno. Proposte pastorali”, edito da Tau.

La nostra postmodernità è un’epoca in cui l’attacco alla religione tradizionale, a causa dell’ateismo e del laicismo, nati in epoca illuministica e diffusi in una ristretta cerchia di intellettuali, ha avuto un’espansione tra larghi strati della gente comune. A favorire tale espansione sono state le ideologie politiche, come quella comunista, che hanno svolto, fino ad un passato recentissimo, una forte funzione di sostituto funzionale della religiosità.

Al cadere delle ideologie politiche con il crollo del muro di Berlino sono rimasti in piedi laicismo, ateismo e secolarizzazione all’acqua di rose, posizioni, cioè, prive della profondità di una ricerca sistematica sgombra da pregiudizi anticattolici.

A questo punto il rinnovato interesse verso occultismo, magia ed esoterismo è stato il passo successivo. Interesse, infatti, ampiamente diffuso negli ambienti degli ex militanti di sinistra delusi dall’ideologia.

L’occultismo pretende di essere in linea con la modernità; dissolve, ad esempio, il monoteismo della tradizione giudeo-cristiana, in una mitologia di seconda mano e riduce il soprannaturale ad un contenuto banalmente naturale. La visione del mondo di esoterici e occultisti è, infatti, ristretta al binomio materia/energia del mondo fisico.

In realtà l’occultismo è materialista nel senso più pieno della parola: ciò che gli è completamente estraneo è il concetto di trascendenza. L’occultismo è il segno della regressione della coscienza che ha perduto la forza di pensare il mistero e contemporaneamente di accettare la realtà oggettiva: invece di differenziare l’uno dall’altra, l’occultismo li mescola arbitrariamente.

Fra le cause principali di questa impressionante recrudescenza delle pratiche magiche, è l’ignoranza religiosa diffusa, purtroppo, tra giovani e anziani, tra persone più o meno istruite e anche, non di rado, addirittura tra fedeli che frequentano abitualmente le nostre chiese cattoliche.

L’attuale interesse per l’occulto e la ricerca esoterica pone le sue radici nell’occultismo della seconda metà del secolo scorso. Alle tematiche esposte nel paragrafo precedente, poi, si aggiungono e sviluppano parallelamente le indagini di Freud sull’inconscio che – affermava la compianta professoressa Cecilia Gatto Trocchi – «venne assunto come protagonista e sorgente inesauribile di ispirazione artistica a discapito dell’io pensante, del soggetto cartesiano cosciente».

C.G. Jung ha poi costruito un ponte tra il razionale e lo scientifico da una parte e lo spirituale e il magico dall’altra. Tra la complessa nozione di inconscio collettivo della psicologia dinamica e degli universi simbolici dell’occultismo di élite. Le teorie di Jung hanno influenzato ancora più fortemente il pensiero del movimento della New Age.

A differenza di Freud il cui atteggiamento verso il paranormale ondeggiava tra l’attrazione e la repulsione, Jung ebbe lui stesso visioni e fenomeni psichici, e nelle sue ricerche psichiatriche rilevò che la perdita di fede religiosa era una causa comune di crollo nervoso. Da un antico interesse per le doti medianiche e per Swendenborg, egli passò ad investigare lo gnosticismo e la tradizione ermetica, i sogni, l’astrologia, l’alchimia, i miti e le leggende. Il suo concetto dell’inconscio collettivo come riserva delle “immagini” primordiali o modi di pensiero che trovano espressione nella religione, nella filosofia, nell’arte, nel simbolismo e nelle visioni e fantasie, ricorda le speculazioni di Yeats e il piano astrale della teoria occultistica. Il suo atteggiamento positivo per astrologia e per l’I King alimentarono un interesse sofisticato per essi.

Nel mondo d’oggi, concreto e razionalizzato, scientificamente e tecnologicamente avanzato, l’occultismo ha ritagliato un suo spazio ampio e persino prestigioso. Alla magia di matrice agricola e pre-industriale sedimentata nella storia delle nostre popolazioni si è sovrapposto un occultismo che, come detto, si ammanta di ibridi di cultura, di “psicologia selvaggia” e di riferimenti esoterici.

L’occultismo rappresenta una delle più gravi sfide alla fede cristiana nell’epoca attuale. Secondo le più recenti statistiche, in Italia operano oltre 22.000 maghi e occultisti. Indubbiamente la stragrande maggioranza di essi sono ciarlatani che ingannano gli “sprovveduti”, ma in alcuni casi è certamente presente lo Spirito del male.  Secondo don Marcello Stanzione, autore principale del libro dell’editrice Tau “La moda dell’occulto”,  bisogna rivedere la pastorale giovanile; e non solo quella. Certo, perché spesso corriamo il rischio di svuotare il messaggio evangelico della sua dimensione più vera, quella che sa e può mostrarci la strada per essere pienamente felici già in questa vita. Ciò che spesso emerge è una dimensione moralistica, del fare o non fare e del peccato, che prende il posto della dimensione dell’essere. Vengono offerte nel libro piste concrete per la risoluzione del problema che la sfida dell’occultismo presenta alla fede cattolica nel ventunesimo secolo.

 

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