La ripetitività di una sinistra in agonia

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Con la ciliegina sulla torta: le “sardine” si riuniscono in quel palazzo romano, occupato abusivamente, in cui l’erogazione dell’energia elettrica fu ripristinata abusivamente dall’elemosiniere di Bergoglio…

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Se queste sono le novità, siamo davvero ben messi. O meglio, “loro” sono ben messi, i soloni di una sinistra in agonia, sempre più staccata dal popolo, dai bisogni reali dell’Italia, che adesso hanno avuto la brillante pensata (partorita da qualche genio del marketing) di creare il “popolo delle sardine”. Credo che nessuno ormai dia più credito ala clamorosa balla dello spontaneismo. Dal sessantotto in poi la storia della sinistra (ma almeno allora c’erano i vecchi comunisti, delinquenti sì, ma un po’ più seri…) è ricca di movimenti “spontanei”, creati ad hoc per non sporcarsi le mani e far credere che “la gente” la pensi in un certo modo. Chiunque ha vissuto – e ha memoria – il sessantotto, conosce questi meccanismi.

Ora è il turno delle “spontanee” sardine, che anzitutto dovrebbero spiegare chi paga l’organizzazione. Già, perché radunare gente, riempire (più o meno) piazze, fare propaganda, eccetera, tutte queste cose hanno dei costi. Ma questo non ce lo spiegano.

Loro sono la novità, punto e basta. Una novità eccezionale, che infatti si è data un inno nuovissimo, fuori dai vecchi schemi: “Bella ciao”!

Ma signori, almeno inventate qualcosa di nuovo. E poi, altra incredibile novità, le “sardine” sono antifasciste. Eccezionale. Mai sentito. Insomma, a chi le rimproverava di avere come unica ragion d’essere l’odio contro Salvini, le “sardine” possono opporre una illustre e rodatissima sfilata di zombie. E poi non poteva mancare, è ovvio, lo ius soli…

Ma c’è la ciliegina sulla torta: leggiamo su Il Giornale (http://www.ilgiornale.it/news/cronache/sardine-roma-vertice-nel-palazzo-occupato-1799375.html) che le sardine ora si riuniscono a congresso, per decidere cosa fare da grandi. E dove si riuniscono? Scelta formidabile: nel palazzo romano, ex sede Inpdap, da anni occupato abusivamente, e che fu teatro della sceneggiata del sig. Krajewski, elemosiniere di Bergoglio, che ripristinò l’erogazione della corrente elettrica per difendere il diritto degli abusivi non solo a occupare palazzi, ma anche a fregare la corrente.

E con questa ciliegina tutto torna. Ci sono tutti i burattini del teatrino dello spontaneismo di sinistra.

Domanda inutile: ma la sinistra aprirà mai gli occhi, riuscirà mai a fare qualcosa di serio?

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4 commenti su “La ripetitività di una sinistra in agonia”

  1. Non posso che esser d’accordo con quanto scritto in questo articolo. Con qualche anno in più sulle spalle, di spontanei rigurgiti di coscienza civile impeccabilmente “impiattati” al momento giusto in questo paese ne ho visti già più d’uno. Servono solo a riempire il vuoto cosmico di una sinistra sempre meno in grado di captare responsabilmente il paese. Uno “stringiamci a coorte” dei soliti noti, sempre più asserragliati in una sprezzante autoreferenzialita dall’alto della quale considerano le magnifiche sorti in cui hanno lasciato il “loro” popolo eletto, nella pretesa autistica ed illusoriamente egemone di guidarlo ancora. In realtà non sono più nemmeno in grado di trascinare i loro passi oltre il baratro e lasciano in mano il paese ad una schiera di improvvisati politicanti che, salvo rare eccezioni, pensano a manterere il proprio status quo.

  2. Gaetano Fratangelo

    La Sinistra, pur di riacquistare il consenso popolare, è entrata nel circuito della globalizzazione, a servizio delle elitès finanziarie e massoniche e delle quali è esecutrice ma anche sponsorizzata. Con le “sardine” nascono nuovi slogan ma la strategia è sempre la colonizzazione ideologica. Il “concetto” base è l’antisalvinismo e le varie “parole d’ordine” per le quali l’odio proviene da destra e la democrazia è solo di sinistra. Per tali burattini, la Costituzione è un catalogo di un supermercato da cui scegliere quello che a loro utile.

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