Le lacrime di coccodrillo degli abortisti

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Ora che tutti si stracciano le vesti indignati per il ritrovamento in un aiuola di un bambino di circa 3/4 mesi di gestazione (vedi su https://www.ilmessaggero.it/italia/torino_feto_barattolo_aiuola_liquido_mistero-4869192.html), basterebbe gettare uno sguardo nei bidoni dei rifiuti speciali degli ospedali abortisti per trovare decine e decine di bambini uccisi ogni giorno nel grembo delle loro madri, tramite l’aborto di Stato.

Il mio grandissimo amico Professor Giorgio Nicolini ricorda spesso quando fuori dall’Ospedale abortista Salesi di Ancona, dove si recava a pregare per i bambini non nati insieme al compianto Don Oreste Benzi, i carabinieri erano intervenuti chiedendo loro di mostrare le carte d’identità. Don Oreste nel porgere loro il proprio documento, commentò: “Perché venite da noi quando è lì dentro che uccidono i bambini?” e li esortò ad entrare a vedere nei contenitori dei rifiuti ospedalieri.

Ma per questi bambini uccisi nei nostri ospedali pochissimi si indignano, pochissimi alzano la voce in loro difesa, anzi, esaltano l’aborto come una conquista di libertà, rendendosi così complici di una società che, eliminando i suoi membri più piccoli e indifesi, compromette il proprio futuro.

Quanta ipocrisia trovo in tutto questo, quanta ipocrisia anche all’Ospedale abortista Sant’Anna di Torino – dove questo bambino è stato immediatamente portato dai carabinieri per i primi esami – se mi soffermo a pensare che nella stessa giornata e nello stesso luogo, ad almeno dieci bambini nel grembo materno non verrà concesso di vedere la luce.

Ricordo che sono oltre 3.000 gli aborti eseguiti ogni anno in questo ospedale torinese, dove il primario del centro aborti, il dott. Silvio Viale, ad una conferenza si è vantato ironicamente di “frullare i bambini” e al Corriere della sera ha dichiarato di eseguire aborti terapeutici (cioè fino a 23 settimane di gestazione) di bambini sani.

In merito alla vicenda di Giovannino, il bimbo nato con l’ittiosi Arlecchino, lo stesso medico, militante radicale, ha scritto sui social: “C’è da sperare che non sopravviva”.

Io spero che Iddio ci perdoni per tutto ciò e ci faccia comprendere che il diritto alla Vita non dipende dall’essere sano o desiderato, ma dall’essere vivo e che ogni Vita è sacra e nessuno può arrogarsi il diritto di sopprimerla, decidendo chi deve vivere e chi morire.

Ricordiamoci che Gesù è morto per tutti noi e che ognuno di noi vale il sangue di Cristo: questo è vero a maggior ragione per i bambini nel grembo materno.

 

Giorgio Celsi presidente Associazione “Ora e Labora in Difesa della Vita”

 

Tel. 3467035866

«Difendi la Vita, rinascerà la Speranza»
http://www.oraetlaboraindifesadellavita.org/
https://www.facebook.com/giorgio.celsi
ti preghiamo di diffondere fra i tuoi contatti le iniziative di “ORA et LABORA in Difesa della Vita” a difesa della vita dal concepimento alla morte naturale

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1 commento su “Le lacrime di coccodrillo degli abortisti”

  1. PAOLO DI GENOVA

    I milioni di bambini uccisi con l’aborto gridano vendetta al cospetto di Dio e presto o tardi un grande castigo ricadrà sulle società e sulle nazioni colpevoli, poiché si tratta di delitti sociali prima ancora che individuali.

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