“Le più efficaci preghiere in suffragio dei defunti”, di Don Marcello Stanzione – recensione

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Le più efficaci preghiere in suffragio dei defunti” è il titolo dell’ultimo libro di Don Marcello Stanzione, pubblicato dall’Editrice Segno in questo mese di novembre, tradizionalmente dedicato alle preghiere per le anime del Purgatorio.

Il malato grave, il morente ha quasi sempre un desiderio segreto del sacerdote e dei soccorsi della religione. Mai durante la guerra, nelle ambulanze dove il cappellano aveva libero accesso, è stato visto un ferito rifiutare di ascoltarlo. Nella maggioranza dei casi il malato, anche quando ha cessato di praticare da molto tempo, riflette sui suoi fini ultimi e spontaneamente tutte le illusioni che accecano i sani si dissipano come una nuvola davanti ai suoi occhi. Ne risulta che il malato è molto spesso più avanti nel cammino della salvezza dei suoi parenti. Domandate fin da adesso ai vostri cari che abbiano il coraggio di avvertirvi quando la morte sarà vicina o di farvi avvertire da un sacerdote. Certamente occorrerà farlo sempre con delicatezza e prudenza.

La Chiesa raccomanda di ricevere i sacramenti quando si è ancora sani di mente e con qualche speranza di vita. Infatti il catechismo del Concilio di Trento, al paragrafo 269, afferma: “Ricordiamo che cadono in grave colpa coloro i quali sogliono ungere i malati solo quando, svanita ogni speranza di guarigione, cominciano a perdere i sensi e la vita. Invece è certo che a conseguire più abbondante la grazia sacramentale, giova moltissimo che al malato sia applicato l’olio santo quando ancora conserva lucida l’intelligenza, pronta la ragione e pia la volontà”. Quanti malati gravi, purtroppo si lasciano nelle angosce e nelle prove, nascondendo loro che la morte si avvicina, privandoli così dei conforti della religione. Non dobbiamo dimenticare che l’anima è unita al corpo e che nelle malattie quando il corpo è indebolito anch’essa è indebolita; inoltre in queste circostanze si aggiungono anche le sofferenze morali (come l’umiliazione di essere a carico degli altri, la prospettiva delle separazioni, le angosce di ordine religioso (come la paura del giudizio, il timore riguardo alla vita passata), gli attacchi molteplici del demonio che tenta di spingere alla disperazione proprio nelle ore in cui si decide per l’eternità: tutto questo costituisce un combattimento terribile per l’anima. E’ proprio in questi momenti che la grazia dei sacramenti viene in soccorso alle difficoltà dell’anima fortificandola, dandole la forza di resistere al demonio e di superare le sofferenze fisiche e morali, diminuendo cioè la tristezza, le ansietà e i dolori.

Mettete dunque ordine al più presto agli affari della vostra anima. Non rimanete un giorno in uno stato nel quale non vorreste morire. Fate una buona confessione… ed anche restituzione e riparazioni se sono necessarie. Vivete ogni giorno come se fosse l’ultimo. Affrettatevi ad accumulare tesori di opere buone per il cielo. Nostro Signore ha detto: “Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me quand’anche fosse morto vivrà e chi vive e crede in me non morrà in eterno” (Gv 11,25). Non morrà di morte eterna ma temporanea perché Nostro Signore lo risusciterà per la vita eterna.

La morte dunque alla luce della fede e delle parole di Nostro Signore perde tutto il suo orrore; essa ci strappa da questa vita passeggera per farci rinascere alla vita eterna, a cui parteciperà anche il nostro corpo il giorno della risurrezione finale. Infatti, Nostro Signore ha detto: “Verrà il momento in cui tutti quelli che sono nei sepolcri sentiranno la voce del Figlio di Dio e  procederanno quelli che avran fatto il bene alla risurrezione di vita, quelli invece che avran fatto il male alla risurrezione di giudizio“ (Gv 5,28). Gesù ha comandato da padrone alla morte, lo ha provato col miracolo del figlio della vedova di Naim, con la figlia di Giairo, con Lazzaro e con la sua stessa risurrezione. Ma la vita e la resurrezione gloriosa la comunicherà solo a coloro che avranno vissuto in conformità agli insegnamenti che Egli stesso ci ha dati.

Dopo la morte dei nostri cari è importante continuare ad amarli proprio pregando per essi ed il testo curato da don Marcello Stanzione serve ottimamente a questo scopo.

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