Le “Sardine” e lo stupore che stupisce

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La carnevalata delle cosiddette “Sardine” sembra essere ormai al tramonto e credo che nessuno avrà una cocente nostalgia dell’ennesima pagliacciata. Un grande scrittore ingiustamente dimenticato, Massimo Simili, scrisse che “In Italia le festività sono numerose e durano a lungo. Il Carnevale, ad esempio, dura 365 giorni”. Sante parole.

Ma qui vorrei proporvi una riflessione su un altro aspetto del “fenomeno”. Ho letto ultimamente su diversi giornali degli articoli in cui si presentava come una grande scoperta il fatto che le Sardine siano eterodirette, che siano funzionali al PD e, dulcis in fundo, che abbiano anche ricevuto una pubblica lode da quello strenuo difensore della democrazia e della libertà che è il signor Soros.

Uno stupore che mi stupisce. Le Sardine non sono che l’ennesima manifestazione di una malattia che in Italia sembra cronica (battendo in durata anche il carnevale di Massimo Simili), ossia il sessantotto, la stagione dell’inganno per eccellenza.

I movimenti “spontanei” non sono mai esistiti nella Storia. Maritain parlava già tanti anni fa delle “minoranze profetiche di choc”. Tutto sta poi a vedere cosa queste minoranze sostengano e facciano.

Se vogliamo andare indietro di una cinquantina d’anni, avevamo allora un Partito Comunista Italiano che doveva salvare una sua (presunta) “faccia onesta”. L’invenzione del Movimento Studentesco, che a Milano fu sempre in mano al PCI, mentre a Roma fu un po’ più centrifugo, ripeteva il consueto schema mandante-killer. Il mandante si mantiene le mani pulite, il killer viene ricompensato. Mario Capanna fu per anni nel libro-paga del PCI.

Certo, qualsiasi movimento poi ha bisogno di una massa da muovere e dirigere, ma questa non è difficile da trovare. All’epoca del sessantotto la “bigiata” di massa fu un ottimo propellente, ai giorni nostri la “voglia di far casino” esiste sempre tra una certa gioventù, alimentata anche da un’ossessiva campagna anti-Salvini e anti-Meloni.

Gli ingenui vanno in piazza a far un po’ di caciara, i capetti hanno un compito ben preciso da svolgere e lo svolgono.

È bene riflettere su un particolare non indifferente: organizzare raduni ha un costo e non lieve. Da dove vengono questi quattrini? E il “leader” delle Sardine, come campa? Dove trova i soldi per essere un giorno qua, un giorno là, un giorno dai Benetton? Se ha un lavoro regolare, come può essere di continuo in giro?

Domande semplici, e risposta altrettanto semplice. C’è chi paga. Altro che “movimento spontaneo”. È l’ennesimo pateracchio ben funzionale al sistema, finanziato, e che, come sempre nella Storia, usa l’ingenuità della gente che è così convinta di “far politica”.

Almeno il sessantotto espresse dei “leader” di una certa levatura, anche se in negativo. Queste “Sardine” ci offrono un esemplare di vuoto pneumatico con bel sorriso di giovanotto non più tanto giovanotto, visto che ha passato la trentina. Almeno il sessantotto cercò di salvare la faccia elaborando parodie di dottrine politiche. Le sardine sanno solo ripetere quanto sono buoni (salvo poi coprire di insulti velenosi gli avversari…).

La qualità è scaduta, ma la sostanza è sempre quella. Però, per favore, non parliamo più di “movimenti spontanei”…

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1 commento su “Le “Sardine” e lo stupore che stupisce”

  1. Caro Paolo Deotto, è tanto che non la leggo per cause di forza maggiore e quindi ovviamente non commento.
    La sua analisi è perfetta, però mi porta a questa conclusione:
    In effetti a chi conviene questo tipo “assurdo e inutile” di manifestazione? A Soros, o a chi altro, e per quale scopo *purtroppo la punteggiatura smette ad un tratto di funzionare , quindi……

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