Riprendiamo da Tempi.it questo articolo di Emanuele Boffi, che sottoscriviamo in pieno. Aggiungiamo solo una nota: aiutare Formigoni non  riguarda solo quel “popolo” citato nel testo, ma anche ogni italiano che non si sia rassegnato a una giustizia ondivaga, politicizzata, abituata a non dover mai rispondere dei propri atti. Aiutare Formigoni è una questione di dignità nazionale, perché l’ex presidente della Lombardia ha subìto un processo farsa, divenendo così il primo condannato per corruzione che ha la singolare caratteristica di non aver ricevuto nulla per farsi corrompere. Vista a rovescio, viene in mente la famosa vicenda del processo De Gasperi – Guareschi, in cui il giornalista fu condannato perché il Tribunale giudicò che De Gasperi non poteva aver fatto le cose che gli attribuiva Guareschi, perché De Gasperi era De Gasperi, buono e angelico. Il concetto è appunto rovesciato, ma è sempre il medesimo: Formigoni non può non essere corrotto, perché è Formigoni, cattivo e diabolico. Con grande goduria, lo abbiamo detto mesi fa e lo ripetiamo, dei frustrati che sbavano di gioia vedendo il “potente” nella polvere. Ma non si preoccupano di capire se sia o no colpevole…

E togliamo ai frustrati anche la soddisfazione di far crepare di fame Formigoni: mettiamo mano al portafoglio, aiutiamo lui e aiutiamo questa povera Italia a non fare del tutto schifo.

PD

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L’amicizia è fatta di gesti concreti. Sosteniamo la raccolta fondi per l’ex senatore lombardo, oggi ai domiciliari senza pensione e possibilità di impiego

 

 

Che intenzioni ha lo Stato italiano nei confronti del cittadino Roberto Formigoni? Oggi ai domiciliari in seguito alla sentenza che ben conoscete e di cui abbiamo spesso parlato, a Formigoni è stata tolta la pensione da senatore, sequestrato il vitalizio maturato da governatore e proibito di lavorare. Come fa a vivere? È una situazione kafkiana, assurda, grottesca. Ministro Bonafede, che deve fare Formigoni? Chiedere il reddito di cittadinanza?

Oltre 3.500 messaggi

Mentre si trovava a Bollate, l’ex presidente di Regione Lombardia ha ricevuto oltre 3.500 messaggi, tra lettere, email, cartoline. Persone della più disparata provenienza culturale e politica hanno voluto dimostrargli affetto e vicinanza, percependo l’ingiustizia cui è stato sottoposto. Politici, giornalisti (Vittorio FeltriGiuliano FerraraPiero Sansonetti), esperti di diritto hanno manifestato la loro contrarietà a una legge (la spazzacorrotti) che l’ha condotto dietro le sbarre nonostante avesse superato i 70 anni. Quella del “caso Formigoni” è una storia ancora tutta da scrivere e da spiegare (lo faremo, lo faremo…), ma oggi c’è un fatto più urgente che quel popolo (di cui lui stesso, in una lettera a Tempi, osò definirsi parte) deve prendere in considerazione.

Non c’è alcun tesoro

Ve lo diciamo noi che siamo giornalisti: non credete alle cifre che compaiono sui giornali sul presunto “tesoro” di Formigoni: non esiste alcuno scrigno sotterrato su qualche isola deserta in mezzo al Pacifico, né di 6 né di 60 milioni. Se esistesse, il tribunale di sorveglianza non gli avrebbe mai concesso i domiciliari (e solo una Procura accecata dal risentimento può, prima, accettare che gli siano concessi i domiciliari e, poi, contraddicendosi, chiedere che gli siano revocati). La situazione di Formigoni è quella solare che tutti conoscono: non ha pensione, non può lavorare. Nessuna rogatoria internazionale – e ne sono state fatte a bizzeffe, anche su conti intestati a “Formigani, Formigli, Formigine” – ha trovato un solo euro a lui riconducibile. Dire o scrivere, come molti ancora fanno, che “Formigoni ha rubato i soldi ai malati” è, semplicemente, falso. Significa non aver capito il motivo per cui è stato condannato.

Mettere mano al portafoglio

Non possiamo aspettare che uno Stato incivile faccia i suoi comodi, occorre mobilitarsi e mettere mano al portafoglio perché l’amicizia è fatta di sentimenti, ma anche di gesti concreti. Già a gennaio si è costituito un comitato per raccogliere fondi. Tempi invita i suoi lettori a sostenere, ognuno come può e secondo le proprie possibilità, tale iniziativa. Le offerte dovranno essere inviate tramite bonifico bancario sul Conto Corrente del Comitato all’IBAN IT90 A033 5901 6001 0000 0163155 indicando come causale “Comitato Amici RF contributo nome – cognome”.

2 commenti su “Lo Stato se ne frega, mobilitiamoci noi. Raccolta fondi per Formigoni”

  1. Ma che razza di discorsi sono questi? Ammesso che fosse innocente perchè dobbiamo aiutarlo noi? Ma lui quando prendeva mensilmente quel malloppone di quattrini si è preoccupato della povera gente che non poteva neanche mangiare? Dei poveri con i figli di aiutarli o altro? Ora si chiede di fare la colletta per aiutare Formigoni Ma io non so veramente in che mondo viviamo.

    1. Caro Cartozzi,
      nè lei nè io possiamo sapere se e quanto Formigoni abbia aiutato il prossimo nel periodo in cui percepiva degli ottimi emolumenti. Conoscendolo, penso che abbia aiutato, e molto, facendolo in silenzio, come fanno le persone civili. Ma comunque non è questo il problema: qui abbiamo il caso di un uomo (a cui obiettivamente i lombardi sono debitori di un’ottima amministrazione locale) al quale è stato sequestrato tutto. Ripeto, tutto, compresa la pensione che, ex lege, può essere pignorata solo per il 20%. Questo le pare degno di un Paese civile? Non credo e perciò ribadisco l’invito a dare una mano a Formigoni.
      Cordiali saluti
      Paolo Deotto

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