Non c’è più limite al crollo della morale e della civiltà

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Nonna incinta partorisce per soddisfare il figlio gay, il ministro della Difesa si felicita per un “matrimonio” tra lesbiche nelle Forze Armate, il nuovo sindaco di Chicago è una lesbica… E Il “Corriere” e il resto della buona stampa ci somministrano la nuova realtà…

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Dal “Corriere della Sera”, 2 aprile, prima pagina, titolo: «Lorella e Rosa Maria, prime spose in divisa». La didascalia della foto che le ritrae sorridenti sotto le sciabole innalzate in loro omaggio dal plotone del Comando Marina, così recita: «Lorella e Rosa Maria in alta uniforme: le due ufficiali della Marina Militare, 33 e 28 anni, si sono unite civilmente a La Spezia con gli onori del picchetto».

Pagina 20, titolo: «I complimenti della ministra Trenta per le due spose in alta uniforme». Ampia e dettagliata cronaca, che riporta, testuale, il messaggio inviato alle due spose dalla onorevole Elisabetta Trenta: «Sono stata davvero felice di vedere le immagini del vostro giorno più bello, con le famiglie riunite, e tanta gioia nei vostri sguardi. Siete l’esempio di una importante evoluzione culturale nelle Forze Armate e nel nostro Paese. Auguri, ragazze!».

Dal “Corriere della Sera”, 4 aprile, pagina 17, titolo: «Il trionfo di Lori Lightfoot, sindaca nera e lesbica: due prime volte per Chicago».  Dunque, la terza metropoli americana per popolazione (quasi tre milioni di abitanti), dopo New York e Los Angeles, ha per sindaco (pardòn, sindaca) questa signora di 56 anni che il “Corriere” ci mostra mentre bacia sulla bocca la sua “compagna” che la “dida” definisce “moglie”. Così: «La neosindaca di Chicago Lori Lightfoot (a sinistra) bacia la moglie Amy Eshleman». Forse il caposervizio esteri, autore della “dida”, poteva farla così: «Amy Eshleman (a destra) bacia il marito Lori Lightfoot, neosindaca di Chicago». Ma poi il caporedattore esteri che avrebbe detto? E il vicedirettore?

Dal “Corriere della Sera”, 8 aprile, pagina 16, titolo: «Cecile partorisce in vitro a 61 anni. “E’ un dono per mio figlio gay”». Nel sommario si informa che il bimbo «sarà cresciuto da una coppia omosessuale». Poiché da titolo, sommario e “dida” non si capisce niente, meglio leggersi tutto il “pezzo”. Si viene così a sapere che questa signora di 61 anni, appunto Cecile, per esaudire il sogno del figlio Matthew, che per moglie ha preso un altro uomo, Elliot, ma non può metterlo incinto, ha deciso di diventare, in un sol colpo, mamma e nonna. Come? Leggiamo il “Corriere” sperando di riuscire a capire di cosa si sta parlando: «Un paio di anni fa Matthew e Elliot cominciano a pensare a un figlio. Ne parlano con i genitori, con i fratelli e le sorelle, finché un giorno Cecile, la madre di Matthew, propone: d’accordo, ve lo faccio io il bambino. Il progetto prende corpo quando Lea, la sorella di Elliot, si offre per donare l’ovulo da fecondare in vitro con lo sperma di Matthew. Il nascituro dunque sarà concepito con il seme del padre Matthew, l’ovulo della zia Lea e l’utero della nonna Cecile». E dei medici, infermieri e almeno una clinica privata sicuramente mobilitati e coinvolti nella faccenda, ovviamente a pagamento, ne parla qualcuno? Nessuno. Eh già. Proviamo a riflettere. Se la cosa diventasse “normale”, cioè abitudinaria, in tutto il mondo, vogliamo immaginare che giro d’affari si aprirebbe per specialisti in ostetricia, ginecologia, urologia, andrologia? E anche soltanto per le farmacie alle quali rivolgersi per raccogliere e conservare lo sperma fuoriuscito dal “genitore uno” gay?

Nell’attesa, continuiamo a leggere. «Due settimane fa», informa il “Corriere”, «nasce Uma, con un parto naturale al Nebraska Medical Center di Omaha. Tutto liscio: mamma (pardòn, nonna) e neonata stanno bene».

Poiché non intendo fare commenti né esprimere giudizi etici, fin troppo facili, mi limito a verificare quale spazio, e in quali termini, gli organi di stampa (anzi, meglio, le fonti di informazione) del nostro Paese hanno reso noti questi tre episodi così ravvicinati. Mi è stato sufficiente digitare su “Google” la frase “partorisce in vitro per il figlio gay” per trovare 25.400 riferimenti. Se ne sono occupati tutti. Da “Repubblica” a Rai News, da “Il Fatto quotidiano” a “La Stampa”, eccetera, eccetera, eccetera, eccetera. Ma – almeno a prima vista – nessuno con toni scandalizzati, nessuno disposto a deplorare non soltanto i protagonisti di quei fatti, ma anche chi ne diffonde la cronaca senza prendere posizione.

Un’eccezione, per fortuna, l’ho trovata. Questa: «Giorgia Meloni contro la donna che ha partorito una bimba per il figlio gay: “Depravazione vomitevole”». Per non parlare delle ufficialesse de La Spezia (ma soprattutto della ministra della Difesa) e della sindaca di Chicago. Dal Vaticano, qualcuno (pardòn, Qualcuno) ha qualcosa da dire?

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1 commento su “Non c’è più limite al crollo della morale e della civiltà”

  1. Gaetano Fratangelo

    Quello che lascia sgomenti non è il fatto che due persone dello stesso sesso si vogliano bene, anche oltre la normale amicizia.
    Il fatto grave è che le Istituzioni, per giunta militari, attraverso un “picchetto d’ onore” diano il riconoscimento morale, servendosi di personale in divisa e quindi con una procedura, non credo possibile a norma di regolamento (delle Forze Armate).
    Poi, nel pieno del politicamente corretto il Ministro della Difesa parla di “evoluzione culturale” con un riconoscimento pubblico e morale tale da incentivare nuovi unioni omosessuali.
    Il guaio di questa epoca è la ormai imminente assuefazione a tutto, non ponendo più limiti morali.

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