Non di solo pane

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“Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio” (Mt, 4, 3-6). Così risponde Gesù al Maligno che lo invita a trasformare i sassi in pani, approfittando della fame che gli torce lo stomaco dopo quaranta giorni di digiuno nel deserto. A ben vedere, quella di Nostro Signore non è una risposta nel merito. È una di quelle risposte che gli psicologi della comunicazione chiamano tangenziale, e che sanno un po’ di presa in giro. Egli non cade nel tranello della provocazione, non la considera.  Il demonio gli ha chiesto di soddisfare la fame che prova in quel momento, ma Gesù trasferisce la disputa su un altro piano, molto più generale: c’è fame e fame. Egli indica una prospettiva che vale per tutti, affermando che l’uomo non ha solo bisogni di natura materiale, ma anche e soprattutto di natura spirituale.

Quelle esigenze che l’attuale contingenza comprime, nel silenzio quasi totale degli interessati, che poi siamo noi cattolici.

Ciò che sorprende è appunto la rassegnata acquiescenza sia dei semplici fedeli che dei consacrati nei confronti delle disposizioni governative le quali nella sostanza impediscono l’accesso alle chiese, e di conseguenza alle funzioni religiose e ai Sacramenti. Nessuno, o pochissimi, propongono quegli accorgimenti che vengono comunemente adottati per l’ingresso nei supermercati o in altri esercizi, come il distanziamento sociale e l’uso di presidi individuali, i quali chissà perché non valgono per gli edifici sacri. Tutti allineati e coperti, come paghi della propria marginalità e timorosi di arrecare disturbo.

Non ci si rende conto, in tal modo, che l’esperienza religiosa viene, più che emarginata, sminuita nella sua essenza, ponendola in coda ad ogni altra umana esigenza, come fosse un inutile orpello, uno svago sentimentale che si può coltivare nel tempo ordinario, ma deve  cedere il passo ad attività più serie nei frangenti più impegnativi. Si realizza così, per l’imperversare dell’epidemia, il sogno di tutti i laicisti: comprimere l’esperienza religiosa nella sfera privata, o meglio ancora nel privato del salotto di casa, dove eventualmente assistere alle desolate cerimonie religiose celebrate in chiese vuote sullo schermo televisivo.

E così la parola che esce dalla bocca di Dio svanisce giorno dopo giorno all’orizzonte della nostra società, e viviamo solo del pane dei supermercati.

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Alfonso Indelicato

Consigliere comunale indipendente eletto a Saronno

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