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Oramai la notizia è nota: tra il 29 e il 31 marzo si svolgerà nella città di Verona il Congresso mondiale delle famiglie e già fioccano polemiche a non finire. Cominciamo con il precisare cos’è: si tratta di un movimento globale d’ispirazione statunitense cristiana che si prefigge lo scopo di unificare a livello internazionale gruppi e realtà che portino avanti istanze comuni di stampo conservatore.

Nacque nel 1997 su idea di Allan C. Carlson storico ed ex funzionario dell’amministrazione Ronald Reagan. La coalizione definisce la famiglia naturale: “L’unione di un uomo e una donna in un’alleanza permanente suggellata col matrimonio”. Parole semplici e a dire il vero neppure “fondamentaliste”, che dovrebbero essere condivise da tutti, a prescindere dal credo religioso o politico. Eppure c’è una parte consistente del mondo politico e della società civile che è da sempre in “assetto da guerra” contro questo movimento e lo è ancora di più in questa occasione, in quanto il summit si avrà appunto a Verona, in un Paese – l’Italia – che è percepita, a torto o a ragione, sempre più a rischio “deriva populista”.

Essendo un movimento conservatore, il Congresso mondiale delle famiglie si batte per difendere dei valori che, giusti o sbagliati, sono rispettabili e coerenti con la natura del movimento stesso. A proposito delle persone Lgbt il movimento dichiara la totale contrarietà all’adozione di bambini da parte di coppie omosessuali (omogenitorialità) e contrarietà alla “propaganda gender”. Sulla gravidanza il gruppo si dichiara anti-abortista e contro l’utero in affitto. A proposito del divorzio, lo considera come corresponsabile del “declino familiare”. Il gruppo ha finanziato studi scientifici (successivamente screditati dalla dittatura del pensiero unico dominante), che dimostrerebbero che le cure parentali di famiglie omogenitoriali contribuiscono a un peggioramento dello sviluppo psicoaffettivo dei bambini.

Al congresso parteciperanno – oltre al Ministro per la famiglia e le disabilità Lorenzo Fontana – il Ministro degli Interni Matteo Salvini e la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni. Sostanzialmente parteciperà il Centrodestra con in prima fila Lega e Fratelli d’Italia, mentre ovviamente il Centrosinistra si asserraglierà contro e promette battaglia. Sui temi etici e la difesa della famiglia tradizionale dalle insidie delle derive libertarie, si è consumata l’ennesima spaccatura nella maggioranza di governo, con il Movimento 5 stelle che spara a palle incatenate contro il congresso e chi vi parteciperà, e la Lega che invece ne prenderà parte. Di Maio – preoccupato di perdere ulteriori consensi “a sinistra” – si è affrettato a dire: “Più che di destra sono sfigati se trattano così le donne. Quelli non rappresentano nulla della cultura del M5S, chi vuole tornare indietro e trattare le donne così probabilmente ne risponderà alla storia e anche agli elettori”.

Per discreditare il congresso, sono state fatte circolare delle vergognose fake news, come la notizia secondo la quale il movimento penserebbe di voler punire con la pena di morte gli omosessuali. Notizie ovviamente prive di qualunque fondamento, ma che grillini e sinistra hanno subito cavalcato come una furia. E a tal proposito è intervenuta la Meloni che su Twitter ha scritto: “#M5S diffonde fake news sul congresso @wcfverona, sostenendo che sia contro la libertà delle donne. Dichiarazioni ridicole senza alcun riscontro. Loro invece sono per la droga libera, la propaganda gender, i matrimoni misti: praticamente una comitiva di #punkabbestia al governo”. Alla Meloni ha risposto Carlo Calenda del Partito democratico che ha insultato la leader di FdI: “Ma ti sei bevuta il cervello? I matrimoni misti! Cosa sei la versione burina del KKK. Prenditi una pausa. Lunga”. Peccato che Calenda abbia perso una buona occasione per tacere, perché a parte il gratuito insulto (questo sì, razzista e sessista), “burina”, egli non ha capito un’acca di quello che intendeva dire la Meloni. Infatti per “matrimoni misti”, ella non intendeva tra persone di diversa etnia, bensì di diversa specie.

Per quanto possa sembrare sbalorditivo in certi ambienti della sinistra, stanno fiorendo idee ancora più estreme dei matrimoni gay e dell’utero in affitto e basta visionare le pagine facebook dei partiti di sinistra per verificarlo. Io stesso ho letto di crescenti richieste dell’elettorato di sinistra perché siano approvati matrimoni tra persone e animali, o legalizzazione dei matrimoni multipli, in altre parole, la poligamia, proposte che stanno facendo breccia nella classe dirigente di LeU, +Euorpa, Pd e 5 stelle. E anche per queste ragioni, sarebbe opportuno che Salvini e la Lega riconsiderassero la loro alleanza di governo con una forza politica come quella di Di Maio che su ogni questione si sta sempre più appiattendo su posizioni di sinistra radicale.

In questo contesto s’inserisce anche il dibattito sul controverso Decreto Pillon relativo al tema dell’affido condiviso, una proposta che da tempo giace e che vede anche una parte della Lega – quella più laicista – contraria. Personalmente mi piacerebbe vedere la Lega alzare la voce con i suoi alleati di governo per la difesa dei temi etici più che sulla TAV, ma probabilmente i temi etici sono insidiosi sul piano elettorale. Al momento della nascita di questo governo, non vedevo alternative preferibili al compromesso Salvini – Di Maio in prospettiva di un progetto “sovranista”, ma se la Lega vuole realmente difendere i temi etici, non è pensabile farlo con i pentastellati: solo una ricomposizione del Centrodestra può verosimilmente farlo. Indubbiamente Forza Italia ha posizioni più “laiciste” su queste questioni e potrebbe presentarsi come un freno, ma è anche vero che se si andasse (magari dopo le elezioni europee) al voto anticipato, i rapporti di forza tra i partiti sarebbero completamente rivoluzionati, con un Centrodestra a trazione leghista, e affrancata da un ridimensionato Movimento 5 stelle. E il Congresso mondiale delle famiglie potrebbe essere un’interessante base su cui partire per questa riaggregazione, dove la contrapposizione tra destra e sinistra si fa sentire con forza.

Anche parte della Chiesa cattolica ha preso in parte posizione seppur blandamente, con le parole del cardinale e arcivescovo Pietro Parolin che in proposito al congresso ha detto: “Siamo d’accordo sulla sostanza”. Un po’ poco a dire il vero, e – almeno per adesso – pesa il silenzio di Papa Francesco; vorremmo che sulla difesa della famiglia e dell’etica fosse pervicace come lo è sul vacuo tema del disastro ambientale e sulla retorica dell’accoglienza degli immigrati. Ma è pur vero che gli interventi della Chiesa cattolica stanno diventando sempre più “sconvenienti”, e almeno per due ragioni: 1) perché la Chiesa sta perdendo sempre più credibilità a causa dei molteplici scandali che la riguardano, in primis, quelli concernenti la pedofilia; 2) perché rilegare la difesa della famiglia e dell’etica alle posizioni cattoliche, rischia di essere “limitativo”. È necessario andare “oltre” la posizione cattolica e considerare questi temi da un punto di vista “laico” come temi etici irrinunciabili a prescindere.

Inoltre deve essere evidente che nessuna rivendicazione può essere fatta retoricamente. È necessario “ripensare” etica e famiglia con una sensibilità contemporanea senza farsi tentare da rigurgiti reazionari e fondamentalisti, senza imposizioni, e con la consapevolezza che nessuno di noi è immune da cadute e contraddizioni. Al momento il paradosso è che i veri “censori”, sono i progressisti “pseudo – libertari”, infatti, contro quello che Di Maio non ha esitato bollare con arroganza: “Un medioevo che non festeggio”, si è scagliata una sorta di “censura preventiva”; alcuni albergatori veronesi sono stati raggiunti da minacce, anche telefoniche, riguardo all’ospitalità dei relatori del Congresso mondiale delle famiglie”, tentativi gravissimi d’intimidazione allo scopo di boicottare l’avvenimento. Minacce che per fortuna sono state respinte al mittente; Giulio Cavara, presidente dell’Associazione albergatori di Confcommercio Verona, a proposito della denuncia degli organizzatori del Congresso delle famiglie: “Noi ospitiamo tutti i clienti che prenotano nei nostri alberghi, senza alcun tipo di pregiudiziale. Noi svolgiamo il nostro lavoro in modo professionale con chiunque arriva nelle nostre strutture senza alcun tipo d’ideologia, a prescindere dalle idee politiche, dalla religione, dalla razza”.

A seguito di questo grave fatto sono intervenuti con una nota congiunta Antonio Brandi e Jacopo Coghe, presidente e vicepresidente del Congresso Mondiale delle Famiglie: ”Noi come i neri ai tempi della segregazione. Non solo non si doveva organizzare un Congresso sulle famiglie ma i papà, le mamme e i bambini non devono avere ospitalità negli alberghi di Verona secondo la dittatura del pensiero unico, ragion per cui è iniziato il boicottaggio dei partner dell’iniziativa. Siamo arrivati alla denuncia alle autorità degli albergatori di Verona di telefonate e mail di minaccia e intimidazione”. E allora chiediamoci, chi sono veri censori, dov’è la violenza se non da parte di questi novelli giacobini contemporanei?

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fonte: Destra.it

 

4 commenti su “Perchè il congresso di Verona fa così paura ai censori radical-chic”

  1. Ne fascisti ne comunisti ma per la Verità che la natura ci insegna.Un uomo ed una donna sono da sempre anche prima dello Stato e della Chiesa .Da l’ unione di un uomo ed una donna nasce la Vita.

  2. Si sta delineando l’ennesima figuraccia di una chiesa cattolica allo sbando più irreversibile.
    Una chiesa dalle mani legate da sè stessa per la serpe che striscia nel suo ventre.

  3. Incomprensibile tanto cieco accanimento, l’opposizione, le condanne, le prese di distanza da parte degli stessi Cattolici. Coloro che sono animati da Fede sincera non sostengono idee personali, non inventano nulla. Non perseguono interessi personali. Cercano il bene per se stessi e per il prossimo, secondo l’insegnamento di Gesù Cristo, Figlio di Dio. Ed è stato Lui, Bene Assoluto, ad aver santificato la famiglia. Buona Festa dell’Annunciazione a tutti.

    1. Oswald Cobblepot (the Penguin)

      Cara Francesca, l’accanimento e l’opposizione (di una certa fazione politico-ideologica, cui appartengono i cattosinistri) sono effettivamente comprensibili. Dalla notte dei tempi (sarebbe sufficiente rammentare l’esempio dei culti familiari dei Lares nella Roma antica), la famiglia è il principale veicolo per la trasmissione dei valori culturali di una società. E’ quindi giocoforza dedurre come i fautori del mondialismo e del globalismo – sostanzialmente atei, anzi anticristiani – abbiano un odio viscerale contro quell’istituzione che conserva i “mores maiorum”. Ci vogliono tutti come sradicati, senza legami di nessun tipo, se non quello del trolley stracolmo di gadget per il viaggio (“oggi qui, domani là, e poi chissà”). Il manifesto orribile della Cirinnà (“Dio, patria, famiglia: che vita de mxxxa”) la dice molto più lunga di quanto una lettura affrettata lascia pensare. LJC da Gotham, il Pinguino.

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