Philippe de Vulpillières – L’homme tue et la femme rend fou. Comprendre l’architecture de la Société du Suicide – recensione

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Philippe de Vulpillières (2017) L’homme tue et la femme rend fou. Comprendre l’architecture de la Société du Suicide, essai, Le Retour Aux Sources

I dati sull’autore, tratti da internet (Babelio.webarchive), ci informano che “Philippe de Vulpillières, nato il 17 novembre 1972, è diplomato alla prestigiosa International Business School di Parigi. Dopo essere stato un giovane leone delle notti parigine fino alla fine degli anni ‘90, ha lasciato la capitale francese per trasferirsi a La Valletta (Malta), e si è dato alla vita ascetica ritmata dalla preghiera, dal digiuno, dal volontariato e dallo studio critico delle attutali credenze occidentali. Risiede attualmente a Genova. L’homme tue et la femme rend fou è il suo primo libro.”

 

Il titolo del saggio è icastico ed apre una prospettiva nuova e coraggiosa sullo sfacelo della (in)civiltà contemporanea. Il contenuto mantiene in pieno le promesse.

L’autore afferma senza mezzi termini che la società occidentale ha voltato le spalle alla virtù (sobrietà e purezza) per tuffarsi nel vizio (cupidigia e lussuria). Il potere di satana si è considerevolmente ampliato e la sua demolizione prosegue senza intoppi: infantilizzare gli individui al massimo per accrescere la violenza dei traumatismi che dissemina dappertutto nella produzione culturale, nei costumi, nella vita associata. Il traumatismo è il colpo finale che trasforma il vizioso in un pervertito o in un pazzo, rendendolo capace di traumatizzare altri a sua volta, fino all’olocausto psichico che minaccia la sopravvivenza del corpo sociale. La televisione, un’arena truccata, è la matrice del caos suicidario che affligge i malati mentali.

L’arte contemporanea non è meno psichiatrica dell’arte bruta dei malati di mente: rivela una umanità che non tende più al cielo, ma che è curiosa dell’inferno e del delirio, una bottega di scherzi e trappole che promuove il vizio, fino a diventare essa stessa un acchiappa-citrulli, il citrullo essendo quello che non ha compreso lo scherzo. Ciò è pienamente confermato dal fondamentale studio di Hans Sedlmayr, Verlust der Mitte, Die bildende Kunst als Symptom und Symbol der Zeit (Salzburg-Wien, Otto Müller Verlag, 1948), il quale evidenzia che, essendo Dio il centro dell’uomo, se l’uomo abbandona Dio perde il centro naturale, così che l’arte gira vanamente su se stessa perché anch’essa ha perduto il centro.

L’ideologia femminista è rigida e aggressiva: la parità con gli uomini non sarebbe che giustizia e l’unico ostacolo che incontra è il malefico influsso dei fallocrati sul corpo sociale e sul modo di pensare. Ed ecco una neurobiologa femminista, direttrice di ricerca all’Istituto Pasteur, che “scorreggia molto più alto del suo culo” (secondo la graffiante espressione dell’autore), pretendendo di essere capace di misurare e gerarchizzare in modo valido “gli atteggiamenti cognitivi, intellettuali ed emozionali” di un individuo. Si tratta di un zoccolo duro del femminismo che, in modo imbarazzante, sottintende che l’uomo sarebbe “scientificamente” una creatura inferiore alla donna. Cervello uguale ma superiorità femminile per via di “un corpo dolce, pacifico ed esteticamente superiore: il razzismo (gerarchizzazione delle razze) del Terzo Reich è ormai trasposto al sesso dal femminismo (gerarchizzazione dei sessi)”.

In realtà l’uomo e la donna sono potenzialmente capaci di malvagità sia l’uno che l’altra, solo che la distruttività maschile è fisica, mentre la distruttività femminile è psichica. In breve l’uomo uccide, mentre la donna rende pazzi. L’applicazione dell’ideologia femminista porta ad un olocausto psichico. La Francia ne è devastata: un francese su cinque è afflitto da una malattia mentale. Le malattie mentali sono al primo posto fra le cause d’invalidità e al secondo fra quelle di blocco delle attività lavorative.

In realtà l’uomo e la donna sono complementari, non identici né intercambiabili. La donna dispone di una bussola morale fisica che l’uomo non possiede. L’uomo ha una bussola morale psichica che la donna non ha. La bussola morale psichica (maschile) dirige con saggezza il corpo fisico ed evita di fargli del male.

Tuttavia è lecita l’obiezione che la donna ha pure una bussola morale psichica: mons. Alessandro Maggiolini, santo vescovo di Como e professore di Teologia all’Università cattolica di Milano, diceva di aver visto molte sante donne convertire uomini malvagi ma di non aver mai visto un sant’uomo convertire una donna malvagia. C’è solo il caso della Maddalena convertita da Cristo, ma è un caso del tutto eccezionale, dato che Cristo è Dio; d’altra parte san Giovanni Battista non è certo riuscito a convertire Salomé e sua madre Erodiade; non solo, ma le due femmine corrotte sono riuscite a corrompere (ancor più di quanto già non fosse) Erode che era un ammiratore del Battista.

La bussola morale fisica (femminile) dirige con intelligenza e saggezza il corpo sociale ed evita di fargli del male, in quanto percepisce l’architettura del bene comune ed è totalmente opposta alla figura traditrice, antisociale e falsamente mascolina dell’amante cortigiana.

Ecco perché il sacerdozio è riservato agli uomini e la donna deve essere sottomessa al marito. Una donna casta e sottomessa utilizza la sua violenza psichica a sostegno dello psichismo organizzatore maschile, mentre una donna debosciata e non sottomessa usa la sua violenza fisica al servizio degli intrighi antiumani del serpente, e il risultato è quello di imporre il terrorismo femminista: una femmina può dire ciò che vuole, può insultare senza limiti e nessuno trova niente a ridire. Ma guai se un uomo dice qualcosa di men che genuflesso alle femmine, sia pure per scherzo, come dimostra il caso del premio Nobel Timothy Hunt, costretto a dimettersi dall’università di Londra dagli urli bestiali delle femministe su internet per un innocuo scherzo.

Il femminismo è sadico e suicida, stravolge brutalmente, diabolicamente l’ordine morale voluto da Dio e strazia la famiglia. Sotto la spinta dei tre nemici diabolici (carne, mondo, demonio), vengono scambiate le tentazioni per diritti, nonostante gli immensi danni anche fisici provocati dal disordine morale. Esistono significativi paralleli fra nazismo e femminismo: entrambi si basano su un patto col diavolo. Il patto col diavolo del nazismo fu un antisemitismo che sboccò in un gigantesco olocausto fisico; il patto col diavolo del femminismo sbocca oggi in un gigantesco olocausto psichico, che ci pone in una configurazione diabolica tale da minacciare di distruggere il corpo sociale.

Intellettualmente conquistata dalle tendenze suicide femministe, la Francia (e tutto l’Occidente) cammina verso l’orgia della demenza, col dilagare dell’incesto, della droga, dell’aborto, della contraccezione. Il credente nell’ecologismo si illude di lanciare un interrogativo inquietante quando sentenzia: “Quale mondo lasceremo ai nostri figli?”, mentre la vera domanda che occorre porsi è: “A quali figli lasceremo il mondo?”

È la dittatura del piacere ad ogni costo e del relativismo che castra in partenza ogni tentativo di razionalità e di ordine La società liberale-libertaria ha sposato Mammona con Salomé, il denaro con la corruzione morale, ha sostituito il sano valore morale con l’ingiusto e crudele valore mondano, irosamente protetto con insulti, accuse e minacce contro chiunque osi contestarlo. Mammona sogna supermercati, e il femminismo le offre il suo sogno più demenziale: un supermercato di esseri umani. È il “progresso” non negoziabile bandito dalle suicidarie del corpo sociale: indecenza, fornicazione, divorzio, aborto, masturbazione, adulterio, sodomia, scambi di coppia, nudismo, omosessualità, bisessualità, transessualità, pornografia, sadomasochismo.

Ne risulta un eugenismo genocidario maltusiano, in cui il bagno di follia di Woodstock, con le sue bestialità sataniche heavy metal, è più efficace di Auschwitz. Il disordine morale collettivo genera disordini psichici individuali, con decine di migliaia di suicidi ogni anno in Francia. Purtroppo, nei pochi anni trascorsi dalla pubblicazione di questo saggio, l’Occidente, ma specialmente la Francia, ha subito un ulteriore gravissimo degrado, con l’approvazione dell’infanticidio al nono mese e la festa dei gatti messa al posto dell’Assunta. Per inciso vogliamo sottolineare che può avere un effetto negativo anche la frequente citazione, fatta dall’autore, del libro di E.L. James Cinquanta sfumature di grigio, che descrive sadomasochismo e perversioni varie. Ciò può indurre chi non l’avesse ancora letto ad accostarsi per pura curiosità a quel libro osceno, mentre su di esso sarebbe consigliabile stendere un sacrosanto velo di oblio, onde evitare che altra gente venga corrotta dalle immagini morbose in esso contenute.

Il disastro morale dell’Occidente mostra uno straordinario parallelismo con la decapitazione del Battista. Dapprima la televisione (compleanno di Erode) si installa nelle famiglie (anni ’60). Poi la seconda ondata femminista (volontà di Erodiade) diventa comune modo di pensare (anni ‘70). Infine, una folla di piccoli Erode assetati di sesso ha ceduto alle trame di una folla di piccole Erodiadi assetate di potere, e la morale sessuale è stata assassinata durante la grande festa (catodica). Si tratta di un vero e proprio “colpo di stato catodico”. È il trionfo della grande prostituta dell’Apocalisse che si abbevera del sangue dei santi. Suo trionfo sono le sfilate: sfilate militari e sfilate di moda, che sono molto simili. Infatti gli aguzzini sfilano sempre, mentre il cammino della croce è il contrario di una sfilata.

La corruzione morale va di pari passo con il progressivo denudamento del corpo. L’esibizionismo è un dogma, e serve per vincere le (deboli) resistenze morali degli uomini alla lussuria, e per sconfiggere la castità e il vero amore, coniugale e verso Dio. Opera diabolica, ma che si serve di agenti umani corrotti e propagatori di corruzione. Vale la pena di ricordare l’agghiacciante piano massonico: “La religione non teme i colpi di spada, ma può estinguersi sotto i colpi della corruzione. Non stanchiamoci mai della corruzione: usiamo un pretesto come lo sport, l’igiene, la cura della salute. È necessario corrompere: che i giovani pratichino il nudismo. Per scongiurare una reazione eccessiva, bisogna procedere metodicamente: bisogna cominciare con lo scoprire il gomito, poi passare alle ginocchia; quindi a gambe e braccia totalmente scoperte; poi la parte superiore del torace, le spalle, ecc. ecc.” (International Review of Freemasonry del 1928, citata dall’eminente storica Angela Pellicciari ne I Papi e la massoneria, Milano, Ares, 2007, p. 134).

L’autore cita con entusiasmo la virtù delle donne musulmane, il loro pudore e la loro fedeltà, che le renderebbe attente a non risvegliare la cupidigia e le tentazioni. Sempre secondo l’autore, affermare che gli indumenti rigorosamente ricoprenti delle donne islamiche sono una forma di oppressione, sarebbe un’opinione degna di un ruffiano. In questo, ci permettiamo di dissentire leggermente. Appena libere per un attimo dalla sorveglianza di padri, zii, mariti, fratelli, cugini e parenti maschi assortiti, molte islamiche non sono meno “sveglie” delle occidentali. Il sacrosanto disgusto per la corruzione di casa propria non deve portare ad idealizzare la case altrui.

È peraltro pienamente condivisibile il giudizio dell’ayatollah Ali Khamenei: “L’Occidente corrotto ha cercato di imporre al resto del mondo la sua ridefinizione erronea e deragliata del comportamento femminile normale. Una definizione degradante per la donna. Hanno cercato di convincere il mondo che per sviluppare la loro personalità, le donne devono essere attraenti agli occhi degli uomini. Questo è forse un atteggiamento onorevole per la donna? Hanno decretato che le donne devono abbandonare la loro modestia, la loro morale, utilizzare la loro attrattive fisiche per ottenere l’approvazione degli uomini. Questo significa rispettare o avvilire la donna? E con la pretesa di difendere le donne, questo mondo occidentale ubriaco e pazzo ha diffuso tale visione […] e certe persone ne sono state ingannate. La grandezza delle donne non dipende dalla loro abilità di attirare l’attenzione degli uomini immorali. Questo tipo di abilità non onora la donna. Un agire di questo genere è indegno. Un agire di questo genere è umiliante. La grandezza delle donne dipende dalla loro capacità di conservare l’umiltà che Dio ha loro donato. La loro grandezza si basa sulla combinazione di questa qualità con una loro pia dignità, il senso del dovere e delle loro responsabilità.”

È con profondo sgomento che siamo costretti a riconoscere la profonda saggezza di questi ammonimenti, che provengono da un capo religioso non cristiano e che tanto dolorosamente colgono la catastrofica situazione morale del mondo che una volta era cristiano, e che sta sprofondando nella rovina morale e materiale, rinnegando le sue radici e votandosi al maligno. Il deragliato e delirante Occidente si sta letteralmente scavando la fossa, non solo in senso morale (a tutti coloro che promuovono corruzione e blasfemia, salvo un’improbabile conversione, toccherà orrore eterno nelle profondità dell’inferno, torturati dai demoni dopo averli serviti), ma anche in senso fisico perché una società suicidaria non può che essere schiacciata e conquistata dalle culture che si sono mantenute più sane (o meno malate) e demograficamente feconde. Ma l’evidenza dei fatti non è riconosciuta da menti ottenebrate dal relativismo, che credono di poter conservare il loro predominio e di poter offendere impunemente sia quella che era la propria religione, sia le religioni degli altri, come nel disgustoso caso di Charlie Hebdo e nelle mostruose gesta delle Femen che sono giunte a simulare l’aborto di Gesù davanti a una chiesa.

A parere dell’autore, l’infantilismo irresponsabile dell’Occidente deragliato rischia di far trascurare due gravi pericoli: il terrorismo sanguinario e la catastrofe ecologica. Su questo ci troviamo d’accordo solo parzialmente. Il terrorismo rappresenta senz’altro una minaccia, ma non così grave come la vera e propria sostituzione demografica in corso, con apporto di elementi criminali dal sud del mondo, non controllati da una magistratura in gran parte di estrema sinistra e, di conseguenza, da forze dell’ordine dalle mani legate.

La catastrofe ecologica, al contrario, è, a nostro avviso, un mito; ogni tentativo di quantificare i dati porta al dissolversi della minaccia; secondo il rapporto del massonico Club di Roma, pubblicato nel 1972, avremmo dovuto assistere al collasso della civiltà moderna, per esaurimento delle materie prime, entro gli inizi del sec. XXI, ed ogni simile allarme si è risolto in una bolla di sapone; i glaciologi ambientalisti che erano andato a studiare lo scioglimento dell’Antartide sono rimasti bloccati dalla crescita dei ghiacci. L’ambientalismo non è che un’ideologia inventata dai poteri forti per comprimere l’economia e la crescita demografica, onde ridurre la popolazione mondiale a una massa impoverita e disperata, sulla quale i padroni del mondo (gente come George Soros, Bill Gates, i Rothschild, i Rockefeller, ecc.) sperano di signoreggiare in modo assoluto (e lo proclamano apertamente).

E poiché, dopo tanto gridare “al lupo” la minaccia ecologista ha perso mordente, ecco saltar fuori la nuova minaccia che permette di imporre la museruola alla gente e prefigura una dittatura sanitaria sulla quale si innesterà quasi di certo un nuovo giro di vite ambientalista, ed un rinnovato piagnisteo terzomondista sulla fame nel mondo, e i padroni del mondo si guarderanno bene dal diffondere le statistiche ufficiali della FAO, dalle quali risulta che la metà degli sprechi alimentari mondiali avvengono proprio nelle nazioni del cosiddetto Terzo Mondo.

Ma la vera minaccia all’Occidente deragliato è un’altra, e di gran lunga più grave: gli U.S.A., una nazione che non ha fatto altro che guerre in continuazione fin dalla propria nascita, e che ha fondato un vero e proprio impero, attualmente si trova all’inizio di un pericoloso declino che può spingere i dirigenti americani, di fatto condizionati in modo decisivo dalle lobbies dell’industria bellica, a qualche avventura più rischiosa delle molte altre già tentate in passato, scatenando un olocausto nucleare, volontariamente o perché trascinate dalla logica perversa dalla loro patologica aggressività. La società americana ha in gran parte abbandonato la finzione di essere ipocritamente cristiana, e diventa sempre più apertamente satanista. Non a caso, nell’infelice America, al dilagare del satanismo corrisponde l’odio e il disprezzo verso Cristoforo (“portatore di Cristo”) Colombo.

Come riferisce l’ottimo libro Tutti i giorni con Maria: calendario delle apparizioni, di Rino Cammilleri (Milano, Ares, 2020), al tempo della Rivoluzione americana, la Madonna apparve a George Washington il 4 luglio, proprio il giorno che sarebbe divenuto festa nazionale. Il generale era solo, nell’accampamento di Valley Forge, quando, alzando gli occhi, vide davanti a sé una bellissima dama. Poiché aveva dato ordine di non essere disturbato, chiese alla donna come fosse entrata. Lo ripeté diverse volte, invano, poi sentì la lingua paralizzarsi col resto del corpo, mentre la stanza veniva invasa da una luce misteriosa. Tutto svanì tranne la dama che gli ordinò di guardare. Il generale vide le nazioni, poi l’Atlantico e qualcosa di orrendo che vi si librava sopra. Personalmente riteniamo che questa apparizione sia estremamene significativa, come ammonimento, alla soglia dell’era delle rivoluzioni, in vista della piega satanica che la storia umana stava prendendo, e di cui la Rivoluzione americana rappresentava il primo passo.

E così si giunse all’ultimo degrado rivoluzionario: il delirio del Sessantotto, il diabolico “vietato vietare”, con il quale la massa dei dementi si è messa suicidariamente in marcia verso l’animalità di un infantilismo orgiastico che abolisce la virilità e la paternità, senza che vi sia, da parte dell’alta gerarchia vaticana, alcuna reazione. Il Vaticano, irriducibilmente animato dal fervore del disertore. il quale giura che il campo di battaglia è immaginario, respinge l’evidenza che salta agli occhi dei piccoli: la mano del demonio nella catastrofe morale odierna, così che sui tre fronti della battaglia che impegna il credente, ossia la carne, il mondo e il demonio, la Chiesa è inesorabilmente sconfitta. Eliminando dal proprio campo visivo le patologie mentali e le possessioni diaboliche, la Chiesa cattolica ha rinunciato a vincere il mondo sul piano terapeutico, e con l’infantilismo che pretende sia sempre festa, si è ridotta a misurarsi sullo stesso terreno dell’avversario, quello dell’estasi narcisistica. Il rimedio al male può invece venire da tutt’altra fonte: l’accettazione della Croce, poiché il cristiano è nel mondo ma non appartiene al mondo.

Questo coraggioso saggio è di grande importanza, in quanto tratta temi fondamentali senza alcuna remora. In Francia ha potuto essere pubblicato solo da una casa editrice di nicchia, ed ha naturalmente provocato violente polemiche. In Italia è stato rifiutato da tutte le case editrici alle quali è stato proposto, evidentemente timorose di scontrarsi con la macchina del fango politicamente corretta. Proprio per questo riteniamo che vada tradotto, pubblicato e discusso. Le penose reazioni negative dai fanatici della vigliaccheria e del caos sono la maggior garanzia del valore di questo saggio.

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