Riflessioni dopo la vittoria del 26 maggio

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Non chiediamo a un politico di salvare le nostre anime. Quello è compito della Chiesa, che da qualche parte extra Roma esiste di sicuro. Cerchiamo di essere concreti, come già lo siamo stati votando per la Lega. Non è una scelta del “male minore”, ma una scelta ragionata tra i voti possibili e utili, e quelli impossibili, e inutili. Ed evitiamo la tentazione del “partito cattolico”…

 

 

Le elezioni di domenica scorsa sono state certamente una vittoria di quella parte, assai consistente, di italiani che non si sono rassegnati a morire soffocati dolcemente dal globalismo politicamente corretto, dalle mille balle sulla santità della UE, dall’adorazione mistica dell’invasione di negretti musulmani, sponsorizzata da Bergoglio e dai suoi complici, pardon, collaboratori. Per un’analisi approfondita sul dopo-elezioni consiglio vivamente di leggere l’articolo di Roberto de Mattei, “La posta in gioco dopo le elezioni del 26 maggio”, https://www.ilnuovoarengario.it/la-posta-in-gioco-dopo-le-elezioni-del-26-maggio/ .

Qui vorrei ragionare un attimo con voi su altri aspetti, anche in vista di nuove elezioni politiche in Italia, un’ipotesi questa non così peregrina, se si considera che ormai i numeri in Parlamento non rappresentano più le vere preferenze dell’elettorato. Certo, c’è l’incognita Mattarella: i suoi padroni gli consentirebbero di sciogliere le Camere nel caso, non così improbabile, di una crisi di governo?

È difficile capirlo, ma è anche vero che i poteri forti che hanno piazzato Mattarella al Quirinale, e i loro camerieri (principalmente il PD), sono così sdegnosamente distaccati dal mondo reale (quello delle “classi subalterne” che tanto turbano un cameriere di rilievo come Gad Lerner) da essere magari convinti di potercela fare in uno scontro elettorale nazionale, che potrebbe comunque essere preceduto da qualche bella iniziativa del partito degli impuniti, ossia quei magistrati sempre pronti ad “aprire fascicoli”, con notizie in anteprima a Repubblica.

Chi vivrà vedrà, ma di sicuro i prossimi mesi ci riserveranno delle sorprese, probabilmente non molto liete, perché la vittoria di un uomo come Salvini è comunque inaccettabile per i demoni che si ritengono naturali e inamovibili depositari del potere di vita e di morte su chiunque. Il caso di Vincent Lambert ci dimostra le mostruosità di cui sono capaci. Non stupiamoci di nulla.

Insomma, anche se buona parte dell’elettorato cattolico, o che comunque si riconosce in quei valori che, piaccia o non piaccia, sono valori cattolici, ha saputo esprimersi in queste elezioni con molta chiarezza, è presto per cantare vittoria, perché siamo solo all’inizio di una cammino lungo… e speriamo di riuscire a percorrerlo fino in fondo.

È chiaro che questa Società allo sfascio potrà salvarsi solo ritrovando la propria originaria anima cattolica; ma questo non è un compito della politica. Quando la Chiesa cattolica era visibile e aveva sede a Roma, non aveva timori ad esprimersi anche sulla materia politica, e faceva bene, essendo suo preciso dovere custodire il bene comune e quindi l’ordine morale della Società. Ora, la Chiesa sappiamo che c’è, perché non può sparire; ce lo ha promesso Nostro Signore. È difficile individuarla, ma c’è e molti di noi hanno anche la Grazia di conoscere ed essere in contatto con sacerdoti ancora cattolici.

Non chiediamo alla politica quindi di salvarci l’anima. Chiediamole di agire per il bene vero dei cittadini, e questo bene non può essere in contraddizione con l’ordine morale voluto da Dio. Certo, potremmo a questo punto pretendere dai nostri politici che si professano cattolici o che perlomeno non sono dichiaratamente e chiaramente nemici della Fede, di costruire in quattro e quattr’otto una Società in cui l’aborto torni a essere anche giuridicamente il crimine che è sostanzialmente, in cui la famiglia sia indissolubile e protetta dalla legge, in cui gli invertiti e simili schifezze siano almeno tacitati, in cui la gioventù sia protetta dalle insidie della droga… in cui, in cui eccetera e vediamo che dobbiamo ribaltare l’attuale schifo di società in cui viviamo e ricominciare tutto da capo.

Ergo, cerchiamo di avere i piedi per terra e agire con i mezzi che abbiamo. Se cerco di volare con due ali di stagnola anziché con l’aeroplano, non sono un eroe ma solamente un fesso.

Alcuni amici, pur avendo accolto il consiglio di votare per la Lega, mi hanno fatto notare che Salvini ha comunque una situazione familiare irregolare; altri hanno trovato improprio l’uso del Rosario e l’affidamento alla Madonna.

Sulla seconda obiezione, dico subito che mi sembra ingiusto scandalizzarsi: affidarsi a Dio, o alla Vergine o ai Santi quando si deve intraprendere qualcosa di faticoso e importante era, una volta, un pio uso. Certo, è molto meglio se chi si affida è a sua volta cristallino e puro come un agnellino; ma aggiungerei anche: Deo gratias, se un peccatore (e qui sarebbe il caso di ricordare che lo siamo tutti…) si ricorda, nonostante i suoi peccati, della necessità di affidarsi, soprattutto quando deve curare il bene comune, come un politico.

Quanto alla situazione di famiglia irregolare di Salvini, vorrei dire: me ne frego. Sissignori, mi interessa che Salvini faccia bene il suo lavoro di politico, che abbia cura del vero bene dell’Italia. Posso, per lui, sperare che quanto prima sistemi anche le sue faccende private, per il suo bene. Ma non posso non riconoscere che al momento è l’unico politico a livello nazionale che abbia la statura, il carattere e il coraggio per agire bene. E poi, attenzione, i politici oggi li votiamo e domani potremo mandarli a casa. Guardiamo le parabole di un Berlusconi, il cui partito non riesce più a raccogliere neanche un 10%, o dell’arci-miracolato Di Maio, che ha agito così bene in un anno di governo da riuscire a dimezzare i voti del suo partito.

Al più, chiediamoci come mai il mondo “cattolico” non è riuscito a esprimere nessuna figura di primo piano a livello nazionale.

E qui veniamo a un punto dolente, ovvero la tentazione ricorrente del “partito cattolico” o “partito dei cattolici”, fate voi.

Prima di queste elezioni parlavamo di rischio di dispersione dei voti. La dispersione c’è stata, per fortuna senza gravi danni, visto che comunque la Lega, e Salvini in particolare, hanno raccolto comunque una valanga di voti.

Sono stati dispersi senza dubbio i voti dati a Forza Italia, un partito che ormai non si sa più cosa sia e troppo dipendente dai malumori di un Berlusconi che non sa rassegnarsi al fatto che a quasi 83 anni si può andare in pensione. Sono stati dispersi, a ben guardare, anche i voti dati a Fratelli d’Italia, diretto dall’ottima Giorgia Meloni, ma che non si capisce perché non abbia fatto fronte unito con la Lega. Di sicuro però sono stati dispersi e basta i voti dati al Popolo della Famiglia: 114.522 voti, pari allo 0,43%, non sono serviti a portare nessun deputato in Europa e sono voti che, data la base elettorale del Popolo della Famiglia, potevano benissimo servire a rafforzare ulteriormente la Lega.

Non me ne vogliano gli amici del Popolo della Famiglia; conosco molti di loro e sono degnissime persone. Ma se non ci convinciamo che da un punto di vista politico valgono i voti, continueremo a fare queste inutili dispersioni, per proclamare tanti bei princìpi e poi non realizzare nulla. Infatti, se Giorgia Meloni porterà comunque dei deputati in Europa, e questi potranno lavorare in alleanza con altri deputati decisi a difendere i valori in cui crediamo, il Popolo della Famiglia non porterà nessuno da nessuna parte. Nessuno che potrà difendere quei valori che il Popolo della famiglia giustamente difende.

Cosa fatta, capo ha, e dobbiamo guardare al futuro. Le elezioni anticipate non sono pura fantasia e comunque, anche se non ci saranno, sarà utile che tanti bravi cattolici ripensino al loro impegno politico.

Non ci sono i numeri, né la forza, né i veri leader per sperare che un partito cattolico possa avere un successo seppur piccolo. Piuttosto, sarà utile se le energie saranno spese non in inutili tornei elettorali, ma nel continuare un’azione culturale, nella critica ragionata, nelle proposte che possono essere formulate fuori dai Parlamenti e dai Consigli. Il tutto, senza la tentazione di rilasciare patenti di “cattolicità”, sport questo che affascina alcuni “duri e puri”, ma che non serve a nulla, salvo che a guardarsi allo specchio canterellando “come siamo bravi, come siamo bravi…”.

Teniamo i piedi bene per terra, cerchiamo di essere concreti e combattiamo con le armi che abbiamo, siamo appena all’inizio di una salutare inversione di tendenza, non solo italiana. Tanti altri Paesi europei si sono svegliati. Non chiediamo ai politici l’aureola, ma la buona politica. L’aureola chiediamola a noi stessi, ma anche quella chiediamola con umiltà. Gioverà a tutti.

E Dio salvi l’Italia.

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4 commenti su “Riflessioni dopo la vittoria del 26 maggio”

  1. Gaetano Fratangelo

    Vedo due ostacoli da superare: il primo è il Capo dello Stato che vuole perpetrare la sottomissione dell’ Italia ai potentati con sede a Bruxelles, il secondo è la coscienza collettiva del popolo italiano riguardo alla gravità dell’autoritarismo europeo.
    In pratica, se in Italia si sviluppasse un movimento tipo “gilet gialli” francese, allora anche Mattarella avrebbe meno spazio per manovre politiche.

  2. HO VOTATO FORZA NUOVA CHE HA AVUTO SOLO 40.000 VOTI….ANCH’IO HO DISPERSO IL MIO VOTO, MA LA PROSSIMA VOLTA VOTERO’ LA MELONI!

  3. Oswald Cobblepot (the Penguin)

    Proviamo a mettere insieme le tessere del puzzle. (1) Voci di concessione del laticlavio a vita a Draghi (la cui presidenza BCE scade il prossimo 31.10, giusto in tempo per farci la festa di Halloween). (2) Elezioni europee, con vittoria larga della Lega, tracollo dei 5Stars, mini-flessione dei PD (-72.043 voti, rispetto al 2018), disfatta dei ForzaBerlusca (-2.245.283). (3) Lettera UE di richiamo all’Italia. (4) Intervento (29.05.2019) di Mattarella su Conte per stabilità del governo e rientro del debito pubblico (vi prego di leggere attentamente l’articolo di Marzio Breda, CorSera (http://www.msn.com/it-it/notizie/italia/governo-le-verifiche-di-mattarella-se-non-regge-elezioni-a-settembre/ar-AAC6jY3?ocid=ientp). Qual è il risultato (ipotetico)? (a) Quiete apparente estiva. (b) Tempesta sul governo in autunno, e dimissioni di Conte. (c) Consultazioni di Mattarella, con minaccia di elezioni anticipate. (d) Formazione di Ministero “responsabile-istituzionale” con Draghi, sostenuto dal tripartito Berlusconi-DiMaio-Zingaretti. Un saluto da Gotham, il Pinguino.

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