Sabato 18 maggio 2019: di nuovo in marcia per difendere la Vita

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L’idea della Marcia per la Vita italiana nasce in occasione della riunione del MEDV (Movimento Europeo per la Difesa della Vita) ad Innsbruck, il 7 novembre 2010, grazie all’incontro di Francesco Agnoli con Virginia Coda Nunziante.

La grande conoscenza del mondo pro-life italiano e l’esperienza delle marce per la vita, già diffuse all’estero, in particolare la March for Life di Washington, suggerisce ai due promotori la necessità di mobilitare anche in Italia un popolo, numeroso e determinato, coraggioso e ben formato, disposto a scendere in piazza. Come scesero in piazza gli ungheresi di fronte ai carri armati sovietici, o i polacchi di fronte alla prevaricazione comunista. Perché in Italia e nel mondo è stata dichiarata guerra alla Vita, una guerra condotta con l’arma della legalità formale, a partire dalla legge 194 del 1978 fino a quella sulle DAT del 2017.

Dopo qualche mese, il 29 maggio 2011, si svolge la prima marcia nazionale per la Vita a Desenzano sul Garda, seguita da una tavola rotonda, cui partecipano i massimi esponenti del mondo pro-life italiano: dal prof. Mario Palmaro del Comitato Verità e Vita, al ginecologo Antonio Oriente, da Silvio Ghielmi, a Renzo Puccetti, e vengono premiati alcuni esponenti del mondo cattolico per il loro operato in difesa della vita: Giampaolo Barra, direttore della rivista il Timone; Roberto de Mattei, presidente della Fondazione Lepanto; Giovanni Zenone, direttore della casa editrice Fede&Cultura; Maria Pellegrini, pilastro del telefono verde SOS Vita e padre Livio Fanzaga, direttore di Radio Maria.

Da subito l’iniziativa si rivela efficace nel ridestare un popolo in gran parte assopito e rassegnato sulla tutela dei principi non negoziabili, spesso indifferente al dramma dell’aborto, perché ormai arreso e disarmato davanti ad una legge, la 194, considerata intoccabile.

Il successo di Desenzano incoraggia gli organizzatori a tenere a Roma le successive edizioni,  destinate a diventare l’appuntamento pro-life più importante dell’anno. Lo dimostrano le adesioni che sono per qualità e numero impressionanti. Lo dimostra il carattere per molti versi spontaneo della manifestazione, che si è sottratta fin dal principio da possibili strumentalizzazione di natura politica, partitica, settaria.

La marcia per la Vita, che Mario Palmaro ha efficacemente definito “una forma nobile e concreta di impegno: per la vita, per il bene, per la verità” costituisce inoltre un’occasione privilegiata di conoscenza e collaborazione per il  multiforme universo delle realtà pro-life italiane e straniere.

Per tali ragioni questo genere di evento risponde all’esigenza fondamentale di costituire un argine al costante dilagare della dissoluzione dei principi non negoziabili, fondamento della società e garanzia del rispetto dovuto ad ogni essere umano.

Ricordiamo che alla 194 sono seguite, in rapida accelerazione, la legge sulla fecondazione artificiale (2004), la liberalizzazione della pillola abortiva RU486 (2009), la liberalizzazione della pillola dei 5 giorni dopo (2015), la legalizzazione delle unioni omosessuali, legge Cirinnà (maggio 2016), il divorzio breve (2017) e la legge sulle DAT (2017). Un tragico elenco destinato ad allungarsi, considerato che i radicali, col sostegno dei partiti di sinistra e  la benedizione dell’Unione Europea, si impegnano pervicacemente ad abbattere gli ultimi baluardi di civiltà, con l’obiettivo di ottenere anche la legalizzazione dell’eutanasia, dell’infanticidio, dell’incesto e della pedofilia.

A questa cultura di morte, si contrappone la presenza di decine di migliaia di persone determinate e unite nel testimoniare che la Vita è sacra e indisponibile e per questo va difesa senza compromessi. E’ un popolo numeroso, che ancora non si rassegna a lasciarsi rapire la speranza nella bellezza della Vita, accolta come un dono prezioso, unico e irripetibile.

C’è un brano del “Signore degli anelli” del grande scrittore inglese Tolkien, che si adatta molto bene  a rappresentare lo spirito che anima i partecipanti alla marcia per la Vita e può costituire un augurio per la prossima edizione, che si terrà sabato 18 maggio a Roma:

Non tocca a noi dominare tutte le maree del mondo;

il nostro compito è di fare il possibile

per la salvezza degli anni nei quali viviamo,

sradicando il male dai campi che conosciamo,

al fine di lasciare a coloro che verranno dopo

terra sana e pulita da coltivare.

Ma il tempo che avranno non dipende da noi.”

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Comitato per la Marcia Nazionale per la Vita

Chiunque volesse aiutare e per qualsiasi informazione scrivere ainfo@marciaperlavita.it
oppure telefonare a : 06-3220291 (fax: 06-32110310)

oppure cliccare quihttp://www.marciaperlavita.it/info-e-contatti/

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