Sabato 18 maggio, a Roma per la Marcia per la Vita. L’esempio dell’Alabama

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Mancano solo tre giorni: ci vediamo tutti a Roma, sabato 18, per la Marcia per la Vita. E proprio oggi leggiamo una buona notizia: In Alabama è stata approvata una nuova normativa che punisce l’aborto con pene severe (vedi in calce l’articolo ripreso da Il Giornale). Un ritorno alla civiltà e alla dignità dell’uomo, e speriamo e preghiamo che dall’Alabama parta un’onda benefica per riportare alla ragione le nazioni perse nel delirio di autodistruzione e di oltraggio a Dio.

Preghiamo anche per Vincent Lambert: lo sciagurato medico che ha dichiarato la sua intenzione di ucciderlo “a far tempo dal 20 maggio” non ha capito che dovrà rispondere del sangue innocente che vuole versare, e con lui dovranno rispondere le “autorità” politiche che vogliono offrire al demonio questo ennesimo sacrificio umano.

E se non riusciremo a partecipare fisicamente alla Marcia per la Vita, potremo però partecipare fruttuosamente con la recita di un Santo Rosario, per la riuscita della Marcia e perché l’uomo ritrovi la Fede e la ragione ed esca dalla strada su cui si è incamminato legiferando contro il Creatore e le Sue leggi, perché questa strada porterà solo e unicamente alla rovina totale.

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Alabama, l’aborto è fuori legge ​pure in casi di stupro o incesto

Riprendiamo da Il Giornale.it questo articolo di Nicola De Angelis

 

In Alabama passa una legge che vieta l’aborto. L’unica eccezione ammessa è se la madre è in serio pericolo di vita

 

 

Una legge contro l’aborto è stata approvata in Alabama.

Oltre a ricevere il consenso del Parlamento, la nuova normativa è riuscita a superare anche l’approvazione del Senato con ben venticinque voti favorevoli contro sei. Ora il testo di legge si trova nelle mani della governatrice Kay Ivey, repubblicana convinta che ancora non si è pronunciata in merito ma che ha sempre dimostrato la sua contrarietà all’interruzione della gravidanza.

L’interruzione della gravidanza può essere applicata soltanto in caso di grave pericolo per la salute della madre. Non si potrà provocare l’aborto qualora la gravidanza sia frutto di uno stupro o di incesto. Il medico che vada a violare questa legge rischierà una pena applicabile fino a 99 anni di carcere. All’interno della normativa, si legge sul Los Angeles Times, si sottolinea il fatto che i feti abortiti sono maggiori delle persone uccise dal regime di Stalin nei gulag oppure nei campi di sterminio in Cambogia.

C’è già chi grida all’incostituzionalità della legge, in particolare l’Organizzazione nazionale per le donne. Staci Fox ha dichiarato che: “È un giorno oscuro per le donne in Alabama e in tutti gli Stati Uniti d’America. Tutti i politici dell’Alabama vivranno per sempre nell’infamia a causa di questo voto. Faremo in modo che ogni donna sappia chi deve essere ritenuto responsabile”.

Terri Collins, a difesa della legge nonché principale promoter ha detto: “La nostra legge dice chiaramente che il feto nell’utero di una donna è una persona”. I democratici commentano il fatto dicendo: “La normativa criminalizza i medici e soprattutto è un tentativo da parte degli uomini di dire cosa fare con i loro corpi alle donne”.

La legge potrebbe essere portata davanti agli occhi della Corte Federale statunitense che dovrà pronunciarsi sull’incostituzionalità o meno. I promotori dovranno riuscire a ribaltare una sentenza del 1973, Roe contro Wade, in cui per l’appunto si legalizzò l’aborto a livello federale. I politici repubblicani dell’Alabama credono fermamente che questa legge possa diventare effettiva poiché lo stesso Donald Trump ha recentemente nominato giudice della Corte Federale un convinto anti-aborto.

 

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4 commenti su “Sabato 18 maggio, a Roma per la Marcia per la Vita. L’esempio dell’Alabama”

  1. Carla D'Agostino Ungaretti

    Prego il Signore perché benedica e protegga tutti i partecipanti alla marcia che spero siano sempre più numerosi ogni anno. Io purtroppo non potrò partecipare perché le mie articolazioni sinistrate me lo impediscono, ma sarò presente in spirito e con la preghiera.

  2. Antonio Diano

    E’ una notizia splendida e estremamente positiva.
    Però occorre un chiarimento, alla luce del magistero della Chiesa (non parlo naturalmente della contro-chiesa di Bergoglio, ma della Chiesa cattolica). Quella che viene presentata come “eccezione”, consistente nei gravi motivi di rischio per la vita della donna, in realtà non è affatto tale, non è insomma una “eccezione” alla legge che vieta l’omicidio, in quanto nessuna eccezione- come tale – può essere ammessa. E’ lecito (ancorché non obbligatorio, in quanto la donna può decidere di sacrificarsi per amore del figlio) curare la donna – ma non praticando effettivamente un aborto – per salvarle la vita, e se il feto dovesse soccombere si tratterebbe, in punta di diritto, di conseguenza NON VOLUTA e NON CERCATA. Quindi niente di “volontario”. Non un aborto per motivi eccezionali dunque, perché in nessun caso ciò potrebbe essere tollerato dalla morale cattolica e naturale. Cfr. il discorso alle ostetriche (25 ott. 1951) di Pio XII.
    Ciò detto, l’evento qui illustrato ci riempie tutti di gioia e di speranza; preghiamo Iddio affinché altri organi e enti pubblici, in tutto il mondo, si sveglino dal torpore indotto dalla modernità falso-progressista e dall’egoismo, e facciano altrettanto.

  3. Ho sentito in TV la splendida notizia dell’Alabama, e hanno anche detto, lo sapevo da tempo, che anche Trump voleva abolire l’aborto ma dato che non gli fu possibile fu messa in vigore una legge che rende più difficile questo omicidio.
    E non posso non pensare alla legge diabolica che hanno fatto nello stato di New York i diabolici democratici: l’aborto può essere fatto anche al nono mese di gravidanza, cioè quando il feto è già bambino, cioè lo uccidono appena nato…..

  4. La marcia è di per sé una vittoria. Il fine ultimo attraverso la Preghiera e la partecipazione è difendere la vita, senza compromessi, senza ambiguità, senza scappatoie, come Nostro Signore ci ha comandato : “non uccidere”. Mai. Nel concepimento, nella malattia, nelle disgrazie della vita, nella età non più giovane. Combatti, aiuta chi soffre, spera; non cedere e non assecondare i fautori di morte. Le leggi approvate o discusse sotto la loro egida non sono degne di questo nome. Ogni vita merita sempre una nuova possibilità. L’amore e la Fede della madre di Vincent Lambert come quella testimoniata dai tanti eroi sconosciuti che non si sottraggono alla lotta quotidiana per alimentare la speranza, “per non spegnere lo stoppino dall’esile fiamma” (Is 42,2s.) lo dimostrano.

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