Storie di Uomini Italiani – Sante Zennaro e Tom Ponzi – rubrica quindicinale a cura di Ion Dalca

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Mercoledì 10 ottobre 1956. Sante Zennaro, operaio, esattamente due settimane dopo avrebbe compiuto 23 anni. Ma non arrivò a festeggiare il compleanno: quel maledetto mercoledì di autunno, morì colpito da diciassette proiettili di mitra, dopo che si era generosamente lanciato in soccorso di un centinaio di bambini, sequestrati con le loro maestre da due folli che minacciavano di ucciderli tutti. Nei momenti concitati dell’irruzione della polizia, partì la raffica mortale dal mitra di una guardia e Sante Zennaro immolò la sua giovinezza per un Amore più grande.

Era il 10 ottobre 1956, mercoledì. Nella scuola elementare di Terrazzano, una frazione del Comune di Rho, in provincia di Milano, era una mattina come le altre. Gli alunni erano nelle loro classi con le maestre quando nella scuola fecero irruzione due folli, i fratelli Egidio e Arturo Santato. Quest’ultimo era stato da poco dimesso dal manicomio giudiziario di Aversa ed esercitava un potere totale sul fratello Egidio, suo succube.

I due folli erano armati di pistole e avevano una bottiglia di acido. Sequestrarono gli alunni di tre classi e le loro maestre, in tutto 97 bambini e tre adulti, obbligandoli a riunirsi tutti in una sola aula. Poi Arturo Santato comunicò alla Polizia (che, allertata dal bidello, aveva circondato l’edificio) le sue richieste: sotto minaccia di uccidere i sequestrati o di accecarli con l’acido, chiedeva la somma di 200milioni di lire (una cifra, per l’epoca, enorme) e la presenza delle telecamere, perché le loro richieste fossero comunicate a tutta l’Italia. Per essere sicuro della ripresa televisiva pretese e ottenne che venisse portato in scuola un televisore.

Iniziò così l’assedio, con i folli eccitati dalla ripresa televisiva, i bimbi terrorizzati e le maestre che dimostrarono grande coraggio e freddezza. Fuori dalla scuola, trattenuta a stento dalla Polizia, si era raccolta una gran folla, costituita non solo dai genitori degli alunni, ma anche da tanti cittadini sconvolti e preoccupati.

Il Prefetto di Milano non si decideva a ordinare l’irruzione della scuola, nel timore che i folli mettessero in atto le minacce. Si tentò di negoziare, di prendere tempo, di farli stancare. Ma dopo sei ore di assedio, la situazione precipitò: una delle maestre di avventò contro i folli, ne seguì un gran trambusto e le Forze dell’Ordine fecero immediatamente irruzione.

Ma non furono solo gli uomini in divisa a lanciarsi in soccorso. Altri due uomini, due civili che erano in zona per caso, fecero irruzione nella scuola, salendo su una scala a pioli che era stata appoggiata alla finestra dell’aula. Erano Sante Zennaro, operaio non ancora ventitreenne, e Tom Ponzi, investigatore privato di 35 anni. Sante Zennaro, giovane e agile, fu più veloce di Tom Ponzi, gravato da 120 chili di peso. Nei momenti convulsi dell’irruzione, dal mitra di una guardia partì la raffica mortale e diciassette proiettili uccisero il giovane operaio. Forse, si disse poi, ci fu un tragico equivoco: Sante Zennaro indossava una tuta da operaio, come uno dei due sequestratori.

Cosa spinse Zennaro e Ponzi a fare irruzione nella scuola? Non avrebbero potuto starsene lontani dal pericolo? C’erano decine e decine di agenti armati, facevano il loro mestiere…

Certo, avrebbero potuto stare a guardare. Ma c’è, nei veri uomini, un istinto sano che li spinge ad aiutare il prossimo, e a maggior ragione il prossimo indifeso e angariato. Sante Zennaro e Tom Ponzi non erano uomini capaci di “stare a guardare”. E il primo pagò con la vita il suo altruismo.

Sante Zennaro fu decorato “alla memoria” con la medaglia d’oro al valor civile. A Tom Ponzi non fu concesso alcun riconoscimento e questa fu un’ingiustizia. Si disse che l’ingratitudine delle autorità era dovuta al fatto che Ponzi aveva criticato il comportamento della Polizia. Ma Ponzi – eravamo a solo undici anni dalla fine della guerra – inoltre non aveva mai rinnegato il suo passato fascista e questo era un motivo, a detta di lui stesso, per venire “oscurato”.

Ricordiamo quindi il coraggio e la generosità di questi due uomini, Sante Zennaro e Tom Ponzi, e teniamoli come esempi in quest’epoca di confusione e disastro morale.

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Medaglia d’oro al valor civile, conferita alla memoria a Sante Zennaro. Motivazione:

«Con eroico spirito altruistico e sublime sprezzo del pericolo, si introduceva per primo disarmato in un’aula scolastica, in cui due folli fortemente armati si erano barricati, minacciando di uccidere o di accecare un centinaio di scolari e tre maestre, da essi legati e trattenuti in ostaggio. Nel nobile generoso tentativo di affrontare i criminali, restava colpito a morte, impedendo con il sacrificio della propria vita, l’attuazione di una strage»

 

 

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