TFP: la crociata del secolo XX

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Quando nasce e con quali finalità l’Associazione TFP – Tradizione Famiglia Proprietà. Una vasta famiglia spirituale presente nei cinque continenti.

Io non voglio altro che essere figlio della Santa Chiesa, membro della Chiesa e obbediente alla Chiesa. Questa è la mia definizione!” – (Plinio Corrêa de Oliveira, fondatore di TFP, Tradizione Famiglia Proprietà).

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“È questa la nostra finalità, il nostro grande ideale. Avanziamo verso la civiltà cattolica che potrà nascere dalle rovine del mondo moderno, come dalle rovine del mondo romano è nata la civiltà medioevale. Avanziamo verso la conquista di questo ideale con il coraggio, la perseveranza, la decisione di affrontare e di vincere tutti gli ostacoli, con cui i crociati marciavano verso Gerusalemme. Infatti, se i nostri antenati seppero morire per conquistare il sepolcro di Cristo, non vorremo noi – figli della Chiesa come loro – lottare e morire per restaurare qualcosa che vale infinitamente di più del preziosissimo sepolcro del Salvatore, cioè il suo regno sulle anime e sulle società, che Egli ha creato e salvato perché lo amino eternamente?”

Così chiudeva Plinio Corrêa de Oliveira, nel gennaio 1951, l’articolo programmatico «La crociata del secolo XX», apparso sul primo numero della rivista Catolicismo, punto di partenza di un omonimo movimento che, nel 1960, diventerà la Società brasiliana per la difesa della Tradizione Famiglia e Proprietà, nota anche come TFP.

Plinio Corrêa de Oliveira era reduce di una feroce campagna di calunnie e di boicottaggio nei suoi confronti, che lo aveva quasi confinato alla vita privata. Leader delle Congregazioni Mariane, che sotto la sua egida avevano raggiunto i 120mila militanti in Brasile, nel 1940 era stato nominato Presidente della Giunta arcidiocesana di Azione Cattolica di San Paolo. Da questo privilegiato osservatorio, si era reso conto dell’infiltrazione, ormai molto avanzata, delle idee neo-modernistiche e democristiane in seno alla Chiesa.

Nel 1943 aveva scritto il suo primo libro “In difesa dell’Azione Cattolica” denunciando tali tendenze. L’opera costituisce la prima confutazione di ampio respiro degli errori progressisti che serpeggiavano negli ambienti cattolici in Brasile e, di riflesso, anche nel resto del mondo. Molto prima del Concilio Vaticano II. Su di lui, come abbiamo accennato, si abbatté una feroce persecuzione. Egli perse tutte le cariche, e perfino il lavoro. Il settimanale Legionário, che dirigeva dal 1933, gli fu sottratto. Nonostante una lettera di encomio di Pio XII nel 1947, le forze progressiste si erano scatenate contro di lui fino a ridurlo all’ostracismo: “L’oblio ci avvolse proprio quando eravamo nella forza della giovinezza”. L’ostracismo, però, durò pochi anni.

Nel gennaio 1951 apparve il primo numero della rivista Catolicismo, sotto l’egida di mons. Antonio de Castro Mayer, vescovo di Campos. Intorno ad essa, Plinio Corrêa de Oliveira formò un dinamico movimento che si estese per tutto il territorio nazionale, con ripercussioni anche all’estero. Affollati convegni diedero al movimento una grande visibilità pubblica. “Giornale fatto da cattolici militanti e praticanti — spiegava Plinio — vogliamo che esso sia un sale ben salato, una luce posta in cima al monte e ben brillante. (…) Il nostro leit-motiv dev’essere la Civiltà cattolica, apostolica, romana nella sua integrità, nella sua assolutezza e minuziosità. Ecco quello che dobbiamo desiderare”.

Per dotare questo movimento con una solida base dottrinale e un programma, nel 1959 egli scrisse il suo capolavoro “Rivoluzione e Contro-Rivoluzione”.

Con la pubblicazione di quest’opera tutto era pronto per il passo decisivo che cambierà per sempre la fisionomia del movimento di Catolicismo e, quindi, dell’opera di Plinio Corrêa de Oliveira, conferendogli una natura giuridica. Nel luglio 1960 si fonda a San Paolo la Società Brasiliana di difesa della Tradizione Famiglia e Proprietà — TFP.

A partire da questo momento, la storia di Plinio Corrêa de Oliveira si intreccia con quella della TFP. O meglio delle TFP giacché, ispirandosi a questo esempio, si vanno fondando progressivamente organizzazioni autonome ma consorelle in altri paesi, fino ad abbracciare i cinque continenti e formare così una vasta famiglia spirituale impegnata in diverse aree, ma sempre ispirata al pensiero e all’esempio di vita di Plinio Corrêa de Oliveira.

La scelta del trinomio non è casuale. Nell’insospettabile testimonianza dell’intellettuale marxista belga Max Delespasse: “In diversi paesi esiste un gruppo integrista [sic] che si chiama ‘Tradizione, Famiglia e Proprietà’. La sua esistenza e la sua attività sono molto inquietanti, ma quello che attira specialmente la mia attenzione è il nome. Osservatori superficiali potrebbero stupirsi davanti al trinomio ‘Tradizione – Famiglia – Proprietà’, come se si trattasse di un artificioso miscuglio. In realtà, l’unione di questi tre termini non è casuale, né è stata una scelta arbitraria quella di metterli insieme per fornire il nome a un movimento di estrema destra [sic] particolarmente poderoso. Così come vengono intese nella maggior parte delle volte, la tradizione, la famiglia e la proprietà costituiscono di fatto tre alienazioni [sic] fondamentali dell’uomo, che coesistono l’una accanto all’altra sostenendosi continuamente mediante un tessuto estremamente complesso di rapporti e interdipendenze di ordine economico, psicologico, giuridico. Tradizione – Famiglia – Proprietà’ è un blocco coerente che va accettato o rifiutato, ma del quale non si possono separare gli elementi”.

 

Come possiamo definire la TFP? Con le stesse parole del dottor Plinio:

“Dobbiamo considerare, anzitutto, che la TFP costituisce una scuola di pensiero, e certamente non una piccola scuola di pensiero.

“Cosa è necessario nella scuola di pensiero della TFP? Innanzitutto, una totale ed entusiastica adesione alla dottrina della Santa Chiesa Cattolica Apostolica Romana, espressa negli insegnamenti dei Romani Pontefici e nell’ordinario magistero ecclesiastico.

Inoltre, l’adesione a una serie di principi teorici, o teorico-pratici, dedotti con scrupoloso rigore logico dalla dottrina cattolica o dall’analisi della realtà — sia attuale che storica — secondo la metodologia ed i criteri accuratamente elaborati nella TFP, e i cui fondamenti sono ampiamente esposti nello studio «Rivoluzione e Contro-Rivoluzione».

 “Infine, l’adesione a una serie di principi operativi che sono andati formandosi dall’analisi attenta della pratica, durante decenni di azione comune. Anche i fondamenti di questi principi sono delineati in «Rivoluzione e Contro-Rivoluzione». Questi principi costituiscono nel loro insieme il patrimonio fondamentale della scuola di pensiero della TFP.

 “Così si è andato formando lo stile d’azione della TFP, versione contemporanea dello spirito del cavaliere cristiano d’altri tempi:

 .

            Nell’idealismo, ardore

            Nel tratto, cortesia

            Nell’azione, dedizione senza limiti

            In presenza dell’avversario, prudenza

            Nella lotta, fierezza e coraggio

            E col coraggio, la vittoria!”

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Dalla fondazione della capostipite brasiliana, le TFP si sono poi diffuse in tutto il mondo. Nonostante problemi interni non indifferenti dopo la scomparsa di Plinio Corrêa de Oliveira nel 1995, associazioni TFP e affini esistono oggi in ventotto Paesi dei cinque continenti. Si tratta, comunque, di associazioni autonome su base nazionale. In Italia esiste l’Associazione Tradizione Famiglia Proprietà, con sede centrale a Roma.

La presenza di un ideale fortemente cattolico e contro-rivoluzionario diventa oggidì sempre più necessario.

È evidente che l’opinione pubblica mondiale (soprattutto nell’Occidente) comincia a dare mostre di una crescente insofferenza di fronte alla Rivoluzione culturale imposta con arroganza dai poteri forti. In diversi Paesi, questa insofferenza è sfociata nell’elezione di governi di centro-destra, l’ultimo in Brasile. Parallelamente, crescono i movimenti di reazione presentati come “populisti”, “sovranisti” o “identitari”. Sorgono poi i leader che, intercettando il nuovo umore pubblico, se ne fanno i rappresentanti naturali. Oltre a un discorso forte e contro-corrente, questi leader hanno una cosa in comune: non provengono dall’ambiente cattolico.

Anzi, sotto l’egida dell’attuale Pontificato, l’ambiente cattolico sembra massicciamente schierato dalla parte sbagliata. Qualsiasi voce fuori dal coro è lestamente soppressa o emarginata, con una meticolosità che farebbe gola a George Orwell.

È proprio in queste circostanze che dobbiamo proclamare dal fondo del cuore: “Credo in Unam Sanctam Catholicam et Apostolicam Ecclesiam”. Ma anche: “Credo in sacram Traditionem et in Magisterium”. La Provvidenza non abbandonerà il pusillus grex dei fedeli che lottano contro il leviatano rivoluzionario, confortati dalle parole della Madonna, che a Fatima ha promesso il trionfo del suo Cuore immacolato.

Dal 1960 fino ai nostri giorni, ovunque e comunque, non è stata altra la voce delle TFP.

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