Un Rosario per Vincent Lambert e per il futuro dell’Europa

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Il prossimo venerdì 29 marzo il Consiglio di Stato francese deciderà se convalidare o respingere la sentenza del tribunale amministrativo di Chalons-en-Champagne, che ha condannato a morte Vincent Lambert

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In un precedente articolo (https://www.ilnuovoarengario.it/vincent-lambert-condannato-a-morte-in-francia-come-terri-schiavo-negli-stati-uniti/ ) abbiamo sottoposto all’attenzione dei lettori il caso del quarantaduenne francese Vincent Lambert, al centro di una tragica e paradossale battaglia giudiziaria tra i suoi genitori, che stanno disperatamente lottando perché il figlio possa continuare a vivere e la moglie, che ha chiesto di farlo morire di fame e di sete (come prevede l’eutanasia omissiva).

La vicenda si trascina da oltre 11 anni.

Il prossimo venerdì 29 marzo il Consiglio di Stato francese deciderà se  convalidare o respingere la sentenza del tribunale amministrativo di Chalons-en-Champagne, che ha condannato a morte Vincent Lambert.

Ricordiamo che il tetraplegico francese, come Eluana Englaro e Terri Schlinder Schiavo, si trova in stato di minima coscienza, ben diverso dal coma: mantiene i ritmi di sonno e di veglia, respira in modo autonomo, risponde agli stimoli, vive senza essere attaccato a una macchina. Non può alimentarsi autonomamente, ma sta bene e non assume farmaci.

E’ quanto afferma anche Marie-Anne Chéron, caporedattore di Généthique.org, il principale canale informativo francese di informazioni in ambito bioetico, aggiungendo che la struttura in cui Lambert è ricoverato non gli offre adeguate cure mediche, in relazione alla sua situazione clinica: nessuna fisioterapia, nessuna rieducazione alla deglutizione, nonostante il paziente abbia dato segnali incoraggianti sotto questo punto di vista. (V. intervista del 6 febbraio scorso pubblicata sul sito http://www.jesoutiensvincent.com/  della fondazione Jérôme Lejeune https://youtu.be/kx-gwA6GlQ4).

La battaglia giudiziaria in corso impedisce il suo trasferimento altrove: una tragedia che abbiamo già visto attuarsi nelle vicende di Charlie Gard e Alfie Evans. Eppure Vincent Lambert potrebbe vivere tranquillamente a casa propria, alimentato da un sondino nasogastrico.

Senza contare che, come afferma Marie-Anne Chéron, una sentenza di morte per Vincent Lambert sarebbe un segnale tragico per tutte le persone, che versano nelle sue stesse condizioni.

La madre di Vincent, Viviane Lambert, nel giugno 2018 ha scritto una seconda lettera al presidente Macron – dopo che l’appello precedente accompagnato da una petizione con quasi 100.000 firme è stato ignorato – evidenziando come oggi in Francia la vita di un animale possa valere più di quella di un uomo.

Ne riportiamo il passaggio centrale:

Vincent è handicappato ma è vivo. Vive costretto nella sua camera d’ospedale senza cure adatte alla sua condizione: non viene mai alzato, non fa sedute di fisioterapia, non viene rieducato alla deglutizione.

Ora che la legge sull’agricoltura è in discussione all’Assemblea nazionale, si è parlato molto di salute degli animali, di trattamento degli animali nei mattatoi e del divieto di tenere i conigli in gabbia. Non ho potuto fare a meno di pensare a mio figlio, che è meno protetto di tanti animali.

E’ il dramma di una società che ha smarrito ogni autentico rispetto per la vita umana, che non è più in grado di riconoscerne il valore assoluto e perciò indipendente da ogni situazione contingente, preferendo coltivare l’illusione titanica di sostituirsi a Dio nel decidere quali vite siano degne di essere vissute.

Di fronte ad una simile aberrazione, proponiamo, per il 29 marzo prossimo, la recita di un Santo Rosario perché non venga immolata un’ulteriore vittima innocente al Moloch, rappresentato dalla nostra povera Europa, ormai apostata e avviata al suicidio.

Suggeriamo infine ai nostri lettori di utilizzare, fino alla fine di marzo, come profilo sui propri social (whatsapp, facebook …), una delle immagini messe a disposizione dal sito http://www.jesoutiensvincent.com/   per mantenere desta l’attenzione su questa vicenda fondamentale, che non è solo etica, ma è questione di civiltà (ad esempio: http://www.jesoutiensvincent.com/wp-content/uploads/2018/04/Orange.jpg ).

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Per firmare l’appello “Je soutiens Vincent”, che ha finora raccolto 111.124 firme, clicchiamo su:

http://www.jesoutiensvincent.com/lappel/signez-lappel/

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3 commenti su “Un Rosario per Vincent Lambert e per il futuro dell’Europa”

  1. Alberto Speroni

    cosa avranno mai fatto di peggio i nazisti ?
    una cappa mortifera sta coprendo il mondo degli uomini…
    un resto di Israele resiste contro ogni logica e nonostante tutto ….
    la luce non è spenta ….
    volgiamo lo sguardo ad Est!

  2. Oswald Cobblepot (the Penguin)

    Il caso di Vincent Lambert è paradigmatico per una semplice ragione: si è passati dall’ipotesi di eutanasia volontaria (quando è attuata in conseguenza di una richiesta esplicita del soggetto, espressa essendo in grado di intendere e di volere) ad una non volontaria (nei casi in cui non sia il soggetto stesso ad esprimere tale volontà ma un soggetto terzo). E tutto questo avviene in nome di valutazioni etiche, scientifiche, e giuridiche che sono ben consapevoli di ignorare qualsiasi indagine sulla predetta volontà, nell’impossibilità – vera, presunta, falsa – di ricostruirla. L’autonomia del singolo, tanto conclamato dogma del liberalismo, è di fatto e di diritto gettata in un angolino. Sarebbe interessante sapere l’opinione dei tanti epigoni di Voltaire. LJC da Gotham, il Pinguino.

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