La “colpa” del parroco: ha esposto un presepe che ricorda la quotidiana strage degli innocenti consumata con il crimine dell’aborto.

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L’associazione “Ora et Labora in Difesa della Vita” esprime la massima stima e solidarietà a Don Matteo Graziola per il vile e sacrilego attacco incendiario dello scorso 10 gennaio contro la sua Parrocchia.
Intorno alle 5 tra il 9 e il 10 gennaio, ignoti hanno dato fuoco al portone della piccola Chiesa di San Rocco a Rovereto, distruggendolo quasi interamente e danneggiando diversi pregevoli dipinti.

Quest’atto ignobile è in risposta al fatto che dallo scorso 28 dicembre sui gradoni antistanti la Chiesa è stata allestita una natività con riproduzioni in vetroresina di bambini di dodici settimane e di un Erode nell’atto di pugnalarne uno. Inoltre era presente una cesta con all’interno altri bambini di dodici settimane a ricordare i bidoni dei rifiuti speciali, dove vengono gettate le piccole vittime dell’aborto. Completavano la rappresentazione sacra alcuni pannelli con la scritta: “Questo presepe non è un’accusa contro le donne che hanno abortito, ma contro coloro che le hanno convinte che è giusto abortire. Allora smascheriamoli i veri assassini, i nuovi Erode”.

Don Matteo Graziola, il parroco, che ha ideato questa efficace testimonianza in difesa della Vita, ha così commentato il fatto al Corriere della Sera: “Noi andiamo avanti, non ci facciamo intimorire. I vandali? Li perdonerei se si pentissero. Il presepe è stato nuovamente esposto e continuerà ad esserlo fino al 3 febbraio, data della Giornata della Vita”.
Non si tratta dell’unica iniziativa a difesa della Vita intrapresa da Don Graziola; infatti questo coraggioso sacerdote in passato ha promosso preghiere e rosari sia fuori dell’Ospedale di Rovereto che dentro la Cappella, venendo più volte contestato da gruppi pro-morte.

Oltre ad aver incendiato l’ingresso della Chiesa questi pavidi ne hanno imbrattato anche i muri con la scritta “I veri martiri sono in mare”, verosimilmente in riferimento ai migranti che sono morti mentre attraversavano il mare per cercare di raggiungere l’Italia.
E’ da denunciare, per chi ancora non l’avesse compreso, che queste morti sono dovute soprattutto a causa del buonismo ipocrita e interessato di chi ha favorito questo flusso migratorio incontrollato, illudendo i migranti di trovare in Italia il paese della cuccagna: alloggio, diaria giornaliera, pensione, smartphone, wifi …
Il che purtroppo finora è avvenuto grazie alla complicità dei governi di sinistra e agli interessi delle cooperative e delle ong che lucrano su questi traffici. Senza contare l’appoggio di Soros.

Nei fatti i migranti spesso e volentieri contribuiscono ad alimentare la violenza, la manovalanza criminale, la prostituzione e ad abbassare il costo del lavoro, costituendo manovalanza a costo infimo.
Tutto ciò affinché in Africa non ci siano giovani che si ribellino a chi vuole depredarla e nello stesso tempo si possa destabilizzare l’Europa.

I pro – migranti un giorno dovranno rispondere per schiavismo, deportazione e per gravi crimini contro l’umanità in quanto l’mmigrazionismo è un ideologia criminale che vuole il genocidio dei popoli che emigrano e di quelli che accolgono.
Chissà come, ora che i porti sono chiusi e si sta contrastando l’immigrazione clandestina con i suoi enormi guadagni, nel 2018 il nostro Paese ha visto ridurre gli sbarchi dell’80% rispetto al 2017. E anche le morti in mare si sono ridotte: da 3139 nel 2017 a 520 nel 2018 (dati Ansa).

Ovviamente ognuna di queste morti mi rattrista perché, come dice John Donne in un suo famoso libro: “Ogni morte di uomo mi diminuisce, perché io partecipo dell’umanità”, ma, come non posso accettare che un nostro fratello muoia in mare (pagandosi addirittura il viaggio), non posso neanche accettare che in Italia per ognuno di loro che muore in mare, mille bambini vengano uccisi con l’aborto nei nostri ospedali e nelle nostre cliniche ormai trasformate in mattatoi. Non dimentichiamoci che la prima accoglienza deve avvenire nel grembo e che se non ci prendiamo cura di chi dopo di noi è chiamato a venire alla luce, parlare di accoglienza è pura e semplice ipocrisia. Se i mezzi di informazione ci dicono che 2 bambini immigrati clandestini muoiono cercando le nostre coste, si scatena l’indignazione della gente; ma se provate a ricordare che 88.000 bambini muoiono ogni anno per aborto, a nostre spese e nei nostri ospedali, non ci sarà nessuna “indignazione ufficiale”. Per questi bambini uccisi non ci saranno inni nazionali, politici, sacerdoti e persone dello spettacolo a manifestare per loro con le magliette rosse, né tantomeno ne parleranno i mass media, strapieni di comunisti borghesi e di cattocomunisti che filosofeggiano nei salotti esclusivi e che sono da sempre assoggettati al pensiero unico dominante. Neppure un filino di educazione suggerisce denominazioni diverse rispetto a quella infamante di “rifiuti”, scritta sugli scatoloni in cui vengono messi i resti dei bimbi assassinati con l’aborto.

Questi bambini non meritano davvero niente? Eppure anche questi bambini sono migranti; si, migranti uterini, che una volta concepiti (e non hanno chiesto di certo loro di essere concepiti) hanno il pieno e sacrosanto diritto di vedere la luce. Eppure Dio ci chiederà conto e ragione di ognuno di loro: “…domanderò conto della vita dell’uomo all’uomo, a ognuno di suo fratello”, dice il Vangelo!
Le parole che ho sentito tempo fa da Don Matteo Graziola [“I preti che scelgono di stare zitti per non disturbare i pochi fedeli rimasti, non si illudano, è solo nella fedeltà alla verità che potranno non perderli e trovarne di nuovi”], mi riportano alle parole che Papa Luciani disse pochi giorni prima di morire: “Chi non prende posizione contro la legge dell’aborto sarà condannato dal Signore”.

Anche noi continueremo a proclamare la Verità nonostante tutte le intimidazioni.

Grazie Don Graziola, in questi tempi bui abbiamo sempre più bisogno di Pastori che non scendono a compromessi con il mondo, anzi lo smuovano testimoniando fedelmente la Verità del Vangelo!

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«Difendi la Vita, rinascerà la Speranza»
http://www.oraetlaboraindifesadellavita.org/
https://www.facebook.com/giorgio.celsi
ti preghiamo di diffondere fra i tuoi contatti le iniziative di “ORA et LABORA in Difesa della Vita”, a difesa della vita dal concepimento alla morte naturale

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ROVERETO: INCENDIO DOLOSO, VANDALISMO. PORTA DELLA CHIESA DI SAN ROCCO

1 commento su “Un vile attentato sacrilego contro una chiesa di Rovereto”

  1. Mi fa una rabbia terribile vedere la gran dama Bonino intervistata in questi giorni da tutte le televisioni per esternare le sue lamentazioni sul trattamento riservato agli ultimi “migranti”. Proprio il personaggio giusto, quello che ci vuole col suo spirito caritatevole, specie verso i bambini. Fosse vivo Erode, si ingelosirebbe per essere da tal donna superato in iniziative.

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