USA, Crociata del Rosario per Trump. Guidata da Viganò

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Riprendiamo dal sito Stilum Curiae di Marco Tosatti:

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, ieri LifeSiteNews ha lanciato una crociata del Rosario di 54 giorni in previsione delle elezioni presidenziali americane. Come ha annunciato John Henry Westen, l’Arcivescovo Carlo Maria Viganò si è unito a LifeSite per guidare un Santo Rosario per pregare affinché la santa volontà del Signore si compia nelle elezioni presidenziali di novembre negli Stati Uniti. Ha dato una breve riflessione prima del rosario e la sua benedizione alla fine. “Ci hanno raggiunto anche il dottor Taylor Marshall e Michael Matt di The Remnant, che hanno pregato insieme a Sua Eccellenza” .

Qui trovate il video:

 

 

E questo è il testo della meditazione di mons. Viganò: 

 Chi crede di poter meritare la gloria del Paradiso con una vita mediocre sappia di esser fuori strada: Regnum caelorum vim patitur et violenti rapiunt illud (Mt 11, 12). Nelle forti parole del Vangelo comprendiamo che solo i violenti possono in qualche modo vincere la Giustizia di Dio e conquistare il premio grazie alla Sua infinita Misericordia. Una violenza, una forza che non è certo quella del mondo, ma che consiste anzitutto nel riconoscere la nostra indegnità – come creature mortali dinanzi all’Essere increato ed eterno e come peccatori dinanzi al Santo dei Santi – e l’onnipotenza di Dio, che si è degnato di redimerci con la Passione e la Morte del Suo divin Figlio. Direi anzi che il primo atto di questa sublime violenza per conquistare il Regno dei cieli fu compiuto da Nostro Signore, che nell’eternità dei tempi volle ripristinare la caduta di Adamo offrendoSi al Padre per riscattarci dal peccato e dalla morte: Tunc dixi: Ecce venio. In capite libri scriptum est de me, ut faciam Deus voluntatem tuam (Ps 39, 8-10). Similmente, anche Nostra Signora rispose Ecce ancilla Domini: fiat mihi secundum verbum tuum (Lc 1, 38) all’Arcangelo Gabriele.

Questa è la violenza che scuote le porte del Cielo: la potenza dell’umiltà e del sacrificio, sull’esempio di Cristo e della Sua Santissima Madre. La Quale, Mediatrice di tutte le grazie, ha saputo ottenere dalla Misericordia di Dio ciò che la Giustizia avrebbe rifiutato. È a Lei, nostra Avvocata, che rivolgiamo la nostra preghiera fervente, certi di essere esauditi: Memorare, o piissima Virgo Maria, non esse auditum a saeculo quemquam ad tua currentem praesidia, tua implorantem auxilia, tua petentem suffragia esse derelictum.

Nella recita del Rosario noi invochiamo la Vergine Santissima con tre preghiere semplicissime, tanto facili da poter esser recitate anche da un fanciullo: il Pater noster, l’Ave Maria e il Gloria Patri. E mentre ripetiamo queste preghiere meditiamo i Misteri gaudiosi, dolorosi e gloriosi, concentrando la nostra mente sulle dolci parole che pronunciamo con le labbra. Tutta la dottrina cattolica è compendiata nelle tre preghiere; tutta la dottrina mariana è proclamata nell’Ave Maria. E a quelle parole, che salgono al trono glorioso sul quale siede Regina la nostra Madre, si commuove l’intera Corte celeste, è toccato di compassione il Cuore Sacratissimo di Gesù, è fermato il braccio della Giustizia divina.

Ricorriamo quindi alla recita del Santo Rosario, cari fratelli e sorelle, in questo momento di tribolazione e di crisi. Facciamo anche noi violenza al Cielo, con la forza infallibile della preghiera che la Vergine Santissima ha insegnato a San Domenico e che nei secoli ha ottenuto la conversione dei peccatori, la salvezza delle Nazioni, la sconfitta del Nemico.

San Pio V ordinò ai fedeli di recitare il Rosario per impetrare a Dio la vittoria nell’epica battaglia che oppose l’Armata Cristiana al Turco nelle acque di Lepanto: ancor oggi, a mezzogiorno, nelle nostre città risuonano le campane a ricordo del 7 Ottobre 1571. Il Senato della Repubblica di Venezia volle onorare la Regina delle Vittorie facendo incidere queste parole a Palazzo Ducale: Non il valore, non l’armi, non i condottieri, ma la Madonna del Santo Rosario ci fece vincitori. Anche noi, che combattiamo senza un esercito schierato una battaglia ancor più cruenta contro un nemico ben più temibile, dobbiamo ricorrere al Rosario, con la stessa fiducia che armò il braccio dei valorosi condottieri di Lepanto.

Preghiamo per gli Stati Uniti d’America; preghiamo per il nostro Presidente; preghiamo per la sua vittoria, che il Signore Iddio degli eserciti – Dominus Deus Sabaoth – gli concederà, se saprà porsi sotto la Sua protezione e vorrà farsi paladino dei giusti e difensore degli oppressi. Preghiamo perché le insidie che il nemico invisibile trama nell’ombra vengano alla luce, e perché sia sconfitto chi vuole promuovere il vizio e il peccato, la ribellione ai Comandamenti di Dio e alle stesse leggi di natura. Preghiamo con la fiducia dei figli che ricorrono gementes et flentes alla loro Regina, affinché interceda presso il suo divin Figlio e ci ottenga la grazia di veder protetta l’amata Nazione americana e il mondo intero, difese le nostre famiglie, sconfitti i nostri avversari. Scriveremo anche noi: Non il valore, non la potenza dei media, non le risorse economiche, ma la Madonna del Santo Rosario ci fece vincitori. E così sia.

+ Carlo Maria Viganò, Arcivescovo

8 Settembre 2020

Natività della Beata Vergine Maria

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2 commenti su “USA, Crociata del Rosario per Trump. Guidata da Viganò”

  1. Sono veramente credente e non pregherò mai per una persona che fa costruire muri e barriere sulla pelle di esseri umani, soprattutto donne e bambini. Non pregherò mai per un comprovato abusatore del corpo femminile a proprio infame piacere. Mi dispiace ma sono esterrefatto di tale proposta

    1. Luigi Bruno Torre

      Signor Antonio, si riferisce al sassofonista sigaro-seduttore Clinton (marito della diabolica Hillary), al guerrafondaio e genderista Obama ed al bieco abortista Biden, vero?

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