Invitiamo alla recita di un Santo Rosario, il giorno 29 marzo, alle ore 11, davanti all’ingresso dell’Ospedale San Gerardo di Monza, via Pergolesi 33. In quel giorno il Consiglio di Stato francese deciderà se condannare a morte Vincent Lambert, la cui terribile vicenda si può rileggere cliccando qui e qui.

Quanti saranno impossibilitati a partecipare, potranno utilmente unirsi nella preghiera.

 

 

29 Marzo 2019 – Sentenza del Consiglio di Stato su Vincent Lambert già sopravvissuto a 3 tentativi di eutanasia

 

 Associazione Ora et Labora in difesa della Vita – www.oraetlaboraindifesadellavita.org

 

 Venerdì 29 maggio 2019 ore 11

Santo Rosario davanti all’ingresso dell’Ospedale San Gerardo di Monza, Via Pergolesi 33

Meditazioni del rosario accompagnate da estratti dalla Dichiarazione sull’Eutanasia della

SACRA CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE (5 maggio 1980)

(il testo delle meditazioni può essere scaricato in formato pdf, cliccando qui)

 

Gesù, Signore della Storia,

fà che nel nostro tempo avvenga la riconciliazione tra ragione e fede, favorita dalla comune contemplazione della meraviglia e del mistero della vita umana in ogni età, in ogni condizione e in ogni latitudine, dal primo istante del concepimento fino alla sua fine naturale.

MISTERI DOLOROSI

I – AGONIA DI GESU’ NEL GETSEMANI

La vita umana è il fondamento di tutti i beni, la sorgente e la condizione necessaria di ogni attività umana e di ogni convivenza sociale.

Se la maggior parte degli uomini ritiene che la vita abbia un carattere sacro e che nessuno ne possa disporre a piacimento, i credenti vedono in essa anche un dono dell’amore di Dio, che sono chiamati a conservare e a far fruttificare.

Nessuno può attentare alla vita di un uomo innocente senza opporsi all’amore di Dio per lui, senza violare un diritto fondamentale, inammissibile e inalienabile, senza commettere, perciò, un crimine di estrema gravità.

II – FLAGELLAZIONE

Ogni uomo ha il dovere di conformare la sua vita al disegno di Dio.

Essa gli è affidata come un bene che deve portare i suoi frutti già qui in terra, ma trova la sua piena perfezione soltanto nella vita eterna.

La morte volontaria ossia il suicidio è, pertanto, inaccettabile al pari dell’omicidio: un simile atto costituisce, infatti, da parte dell’uomo, il rifiuto della sovranità di Dio e del suo disegno di amore.

Il suicidio, inoltre, è spesso anche rifiuto dell’amore verso se stessi, negazione della naturale aspirazione alla vita, rinuncia di fronte ai doveri di giustizia e di carità verso il prossimo, verso le varie comunità e verso la società intera, benché talvolta intervengano- come si sa- dei fattori psicologici che possono attenuare o, addirittura, togliere la responsabilità.

Si dovrà, tuttavia, tenere ben distinto dal suicidio quel sacrificio con il quale per una causa superiore – quali la gloria di Dio, la salvezza delle anime, o il servizio dei fratelli – si offre o si pone in pericolo la propria vita (cf. Gv 15,14).

III – CORONAZIONE DI SPINE Per eutanasia s’intende un’azione o un’omissione che di natura sua, o nelle intenzioni, procura la morte, allo scopo di eliminare ogni dolore. L’eutanasia si situa, dunque, al livello delle intenzioni e dei metodi usati.

Ora, è necessario ribadire con tutta fermezza che niente e nessuno può autorizzare l’uccisione di un essere umano innocente, feto o embrione che sia, bambino o adulto, vecchio, ammalato incurabile o agonizzante. Nessuno, inoltre, può richiedere questo gesto omicida per se stesso o per un altro affidato alla sua responsabilità, né può acconsentirvi esplicitamente o implicitamente. Nessuna autorità può legittimamente imporlo né permetterlo. Si tratta, infatti, di una violazione della legge divina, di una offesa alla dignità della persona umana, di un crimine contro la vita, di un attentato contro l’umanità.

IV – SALITA AL CALVARIO Le suppliche dei malati molto gravi, che talvolta invocano la morte, non devono essere intese come espressione di una vera volontà di eutanasia; esse infatti sono quasi sempre richieste angosciate di aiuto e di affetto. Oltre le cure mediche, ciò di cui l’ammalato ha bisogno, è l’amore, il calore umano e soprannaturale, col quale possono e debbono circondarlo tutti coloro che gli sono vicini, genitori e figli, medici e infermieri. Il dolore fisico è certamente un elemento inevitabile della condizione umana; sul piano biologico, costituisce un avvertimento la cui utilità è incontestabile; ma poiché tocca la vita psicologica dell’uomo, spesso supera la sua utilità biologica e pertanto può assumere una dimensione tale da suscitare il desiderio di eliminarlo a qualunque costo.

Secondo la dottrina cristiana, però, il dolore, soprattutto quello degli ultimi momenti di vita, assume un significato particolare nel piano salvifico di Dio; è infatti una partecipazione alla Passione di Cristo ed è unione al sacrificio redentore, che Egli ha offerto in ossequio alla volontà del Padre.

V – CROCIFISSIONE E MORTE DI NOSTRO SIGNORE Se da una parte la vita è un dono di Dio, dall’altra la morte è ineluttabile; è necessario, quindi, che noi, senza prevenire in alcun modo l’ora della morte, sappiamo accettarla con piena coscienza della nostra responsabilità e con tutta dignità. È vero, infatti, che la morte pone fine alla nostra esistenza terrena, ma allo stesso tempo apre la via alla vita immortale. Perciò tutti gli uomini devono prepararsi a questo evento alla luce dei valori umani, e i cristiani ancor più alla luce della loro fede. Coloro che si dedicano alla cura della salute pubblica non tralascino niente per mettere al servizio degli ammalati e dei moribondi tutta la loro competenza; ma si ricordino anche di prestare loro il conforto ancor più necessario di una bontà immensa e di una carità ardente. Un tale servizio prestato agli uomini è anche un servizio prestato al Signore stesso, il quale ha detto: “Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me” (Mt 25,40).

 

Associazione Ora et Labora in difesa della Vitawww.oraetlaboraindifesadellavita.org

1 commento su “Venerdì 29 marzo: Vincent Lambert sarà condannato a morte?”

  1. Carla D'Agostino Ungaretti

    La vicenda che vede protagonista il povero Vincent è l’ennesima dimostrazione del livello di barbarie raggiunto nel XXI secolo, tanto più abominevole quanto più ammantato di quella ipocrisia che vuole contrabbandare l’eutanasia come pietà. Ormai è inutile discutere con i sostenitori di questa barbarie, bisogna solo pregare perché Dio abbia pietà di un mondo così crudele e spietato. Io non aspetto il 29 marzo per farlo: già lo faccio da tempo e prego i poveri Terry, Eluana e Vincent di perdonare i loro assassini.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *