Un nuovo libro di Don Marcello Stanzione

recensione di Annamaria Maraffa

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Don Marcello Stanzione, il sacerdote salernitano, noto scrittore di spiritualità, amico e collaboratore de Il Nuovo Arengario, ha di recente pubblicato, con l’Editrice Segno, “365 giorni con Luisa Piccarreta”, il libro che fa seguito ad altre pubblicazioni sulla mistica pugliese, tradotte anche in diverse lingue estere, tra cui il polacco.

Leggendo le pagine del Diario della Serva di Dio Luisa Piccarreta, molti raccontano di sperimentare una singolare reazione. All’incomprensione o addirittura a un moto di ripulsa negativa, subentra un’attrazione quasi fascinosa. L’anima che si dispone ad accoglierne la luce, è come rapita nel Mistero in esse racchiuso. Dispiegandosi gradualmente la lascia, infatti, in una disposizione che prima non conosceva. Questi scritti “lasciano Dio dentro” a quanti con docilità e apertura vi si accostano. Essi hanno un solo centro intorno al quale ogni cosa ruota: la «Divina Volontà», ossia la realtà stessa di Dio che si dona gratuitamente alla creatura come Amore che crea, redime e santifica. Apparirebbero spesso ripetitivi, se non si conoscesse l’andamento dei lunghi discorsi di Gesù riportati nel Vangelo di Giovanni, dove il ripetere è un riprendere per progredire in profondità; troppo semplicistici, se si dimenticasse la pedagogia delle parabole di cui i vangeli sono pregni; giudicati d’eccessivo misticismo, se la mistica fosse prerogativa di pochi eletti.

Queste pagine appaiono invece di tale luminosità, che ci si sente come messi a nudo, senza possibilità di sottrarsi allo sguardo di Dio, tutto Amore, che cerca da noi una risposta libera e totale. Il dono di Vivere nella Divina Volontà pone nell’anima la “Vita Reale” di Gesù. Questa Vita Reale è simile alla “Presenza Reale” di Gesù nell’Eucaristia, e si perpetua nell’anima che vive nella Divina Volontà. Il Catechismo  afferma che dopo che il fedele cattolico ha consumato l’Ostia consacrata, gli accidenti del pane rimangono in lui per circa 15 minuti, e poi vengono digeriti. Nell’anima che vive nella Divina Volontà, Gesù rivela a Luisa che nonostante che gli accidenti del pane consacrato siano consumati, la presenza di lui nell’Ostia consacrata viene perpetuata in quell’anima, costituendo così la sua Vita Reale. In questo modo, l’anima che vive nella Divina Volontà diventa un’ “Ostia Vivente”, cioè un altro Gesù che intercede per tutta l’umanità. Nel messaggio degli scritti di Luisa Piccarreta:

  • Il punto di partenza è ciò che la Divina Volontà è nella SS. Trinità;
  • Il centro del Disegno è il Verbo Incarnato;
  • E il punto di arrivo è il Regno di Dio mediante il dono del Divin Volere.

Attraverso Luisa Piccarreta Dio ha insegnato che per “fare” la sua volontà  bisogna “vivere” nella Volontà di Dio, come un figlio che ama suo padre ed è da questi riamato. Chiunque può, attraverso i consueti piccoli gesti quotidiani, vivere nella Divina Volontà “come in cielo, così in terra”, realizzando le parole dell’orazione del Padre Nostro, tanto caro a Luisa. La Divina Volontà è stata dunque il suo rifugio e la sua forza. La vita di Luisa però non si è fermata davanti alla “pietra del sepolcro”; il suo cammino è solo il primo anello a cui si agganceranno “stuoli di anime”.

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