Eutanasia: i “paletti” della Consulta

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Il 25-IX-2019 la Consulta ha depenalizzato, “a determinate condizioni”, il suicidio assistito, aprendo di fatto la strada all’ eutanasia.

Spesso, quando organi di Stato affrontano “temi etici” fondamentali come quelli che riguardano Vita e Famiglia, qualcuno, forse intuendo la deriva che può seguire alla approvazione e applicazione di certe “leggi”, palesemente contrarie al Diritto naturale, o magari per non impressionare  l’elettorato italiano in maggioranza ancora moderato e conservatore, parla di “paletti”  che – a suo dire – porrebbero un limite alla frana morale, civile e fisica che quelle “leggi” producono nella società. Nel caso dell’eutanasia depenalizzata, i “paletti” traspaiono dalla frase incidentale del titolo: “a determinate condizioni”.

Il ricorso alla strategia dei “paletti” si ripete puntualmente quando, ad es., il Partito Radicale, “apripista” in questa materia fin dagli anni Sessanta (nasce nel 1955 da una costola del Partito Liberale), in combutta coi post-comunisti del Partito Democratico e coi rimasugli dei gruppuscoli della Sinistra, coadiuvati da qualche signora “prima della classe” di Forza Italia e ora, buon’ultimi, dai “pentastellati”, mettono mano a fare “leggi” per la conquista di diritti che chiamano “civili” ma che, in realtà, sono quasi sempre una ulteriore aggressione a Vita e Famiglia; in questi casi i politici “catto-dem” (ex democristiani diluiti nel PD) agitano i “paletti” come a dire: noi la “legge” non la possiamo bloccare tutta intera ma poniamo ad essa dei limiti precisi. Così, scorrendo la Storia degli ultimi 50 anni, scopriamo che – ad esempio – si parlò di limiti “invalicabili” e di “paletti” già nel 1978 a proposito della “legge” 194 sull’aborto che all’inizio, nella immaginazione dei soloni legislatori, doveva riguardare solo alcuni casi definiti e che chiamarono “necessari”; in realtà fu subito una frana: è accaduto infatti che da allora le uccisioni legali di bambini prima di nascere, in Italia sono state oltre 6 (sei) milioni. Alla faccia della “tutela della maternità”, frase che si legge nel preambolo della “194”! I “paletti” – e non ci voleva la sapienza di Salomone per prevederlo! – sono stati fin da subito spazzati via dalla  corruzione dilagante.

La verità è che il più delle volte essi vengono agitati per propaganda o forse per un residuo scrupolo di coscienza specie da parte di chi, dicendosi o credendosi ancora “cattolico” o persona di buona volontà, si rende conto della  pericolosità e iniquità di certe “leggi” che alcune  forze politiche stanno  confezionando in Parlamento, ma, per dovere di scuderia, deve fingere di approvarle stando agli ordini del Partito nel quale ha scelto di cacciarsi. Se poi, con un coagulo di coraggio, magari voterà secondo coscienza, cioè contro gli ordini calatigli dall’alto, allora la sua rischia di essere una voce nel deserto (“vox clamantis in deserto”) o una noce nel sacco che non fa rumore.

È ciò che si ripete in simili circostanze: ricordate le “unioni civili” (11-5-2016) con vari parlamentari “cattolici” dispersi fra gli ex comunisti del Partito Democratico, che fecero un gran chiasso minacciando referendum, fissando “paletti” che – secondo loro – avrebbero messo un limite alle adozioni di bambini da parte di due uomini o due donne, alla “maternità surrogata” (l’“utero in affitto”), al “matrimonio” fra gay etc. etc.? Su tale argomento, fra i miei appunti trovo, ad es., che la senatrice Fattorini, “cattolica” del PD, durante la discussione in aula della “legge”, proponeva “limiti” che, a suo dire, avrebbero frenato i furori della compagna Cirinnà (costei è la signora che a Verona – 8-3-2019 – in un corteo contro la Famiglia naturale sciorinava il cartello blasfemo “Dio, patria, famiglia: che vita de mer…”; è quella che vuole le droghe leggere libere, il “matrimonio egualitario”, l’omogenitorialità e adozioni “per tutti e per tutte” e, ovviamente, l’utero in affitto!) La senatrice “cattolica” sopra nominata, dopo aver fatto tanto chiasso coi suoi “paletti”, ha comunque votato quella “legge” dichiarando a “l’Unità” (12-5-2016):

È un giorno di festa, questo volevamo e questo finalmente possiamo festeggiare”;

e l’anno dopo, sempre sullo stesso quotidiano (6-4-2017):

“I diritti sono una cosa seria, non vanno solo decantati ma attuati (…). Pensiamo al divorzio e all’aborto. E pensiamo al grande successo ottenuto dal governo Renzi con l’approvazione della legge sulle unioni civili, una legge giusta civile”.

Magari quella “legge” per i “catto-comunisti” sarà stata “giusta e civile” e avrà pure ottenuto “un grande successo” ma su di essa questo fu il giudizio del card. Bagnasco, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana:

“La recente approvazione della legge sulle Unioni civili sancisce di fatto una equiparazione al matrimonio e alla famiglia, anche se si afferma che sono cose diverse: in realtà le differenze sono piccoli espedienti facilmente aggirabili, in attesa del colpo finale, compresa anche la pratica dell’utero in affitto che sfrutta il corpo femminile profittando di condizioni di povertà” (“Avvenire”, 18-5-2016).

Lo stesso giorno su “Il Fatto Quotidiano” un tizio aveva scritto  proposizioni del tipo:

“Le squadre aggressive dei vescovi guidate da Bagnasco” e “Crudele e insensato è anche il frenetico divieto della maternità surrogata [leggi: “utero in affitto”]… Quanto a dire che quel “matrimonio” [fra due uomini o due donne] non è matrimonio”;

dove la parola “squadre” è scelta con ironia malvagia perché fa pensare alle “squadre fasciste”! Ovviamente, io sottoscrivo in pieno le parole del cardinale e delle sue “squadre” ma devo dire che mi dispiace che politici come la suddetta senatrice vengano tranquillamente votati da chi frequenta chiese e oratori: la confusione – a dir poco – è senza limiti.

Considerazioni finali.

Chi, a proposito di “leggi” che contrastano col Diritto naturale, parla di “paletti” e fa le viste di crederne l’efficacia, probabilmente ignora che nelle materie fondamentali, inerenti cioè ai valori “non negoziabili”, come Vita e Famiglia, essi sono inutili e dannosi: inutili, perché durano forse lo spazio di una stagione e vengono travolti alla prima prova; dannosi, perché generano in tante persone  disinformate la illusione e la speranza che con essi si possa neutralizzare o magari ridurre il danno che quelle “leggi” cagionano alla società. Ciò avviene perché chi li propone ignora o finge di ignorare che la filosofia dei presentatori della “legge” è il “relativismo trasgressivo” che cancella la distinzione fondamentale tra il bene e il male; ignora che, forte di quella filosofia, (il card. Ratzinger, 18/4/2005, a riguardo parlò di “dittatura del relativismo”), il Mondo Moderno, attraverso le  massonerie di intellettuali (filosofi e “maestri” di pensiero, professoroni, giornalisti, operatori culturali, editori, cineasti e giullari delle televisioni, politici e tribuni imbonitori del popolo…) muove una guerra senza quartiere al Cristianesimo nella speranza di eliminarlo; in tale guerra usa quasi sempre una “meccanica” o strategia, ormai classica e collaudata, dei “tre passi avanti e uno o due indietro” sì da dare l’illusione agli sprovveduti che coi “paletti” si sia innalzato un argine “invalicabile” al male, anzi si sia ottenuta perfino una vittoria: in realtà si è solo rimandata al giorno dopo la completa sconfitta!

Così – stiamone certi – avverrà anche per l’eutanasia: hanno cominciato con aprire una fessura nella diga (si può essere eliminati solo “a determinate condizioni” assicurano i “15” signori della Consulta…!) e da qui a qualche tempo sarà una falla enorme come puntualmente è accaduto per simili questioni in passato e, già al presente, avviene in alcuni paesi neopagani dell’Europa del Nord, come il Belgio. Del resto questo “Mondo” quando impone il suo “ordine” contro il Diritto Naturale (“Dieci Comandamenti” valevoli per tutti, Ebrei, Cristiani, Mussulmani…), ha una sua “logica” stringente anche se diabolica e perversa: alla dissoluzione e al disordine, prima diffusi a piene mani da quelle stesse “massonerie” e poi confermati dalle “leggi” pensate contro la Famiglia naturale, il Mondo Moderno ha unito in questi 50 anni una propaganda dissennata contro Vita e natalità; in tal modo sono diminuite paurosamente le nascite e sono aumentati progressivamente gli anziani inabili e…costosi; stando così le cose, c’è il fondato sospetto che da qui ad alcuni lustri, l’eutanasia possa diventare una scorciatoia e sarà detta perfino “necessaria”! All’inizio sarà volontaria, appunto “a determinate condizioni”, come fanno capire i “paletti” di lorsignori, e dopo… In questo “dopo” ci saranno molti ragazzini di oggi diseducati e cellulare-dipendenti, quelli che giorni fa il grande Ministro dell’Istruzione (è il pentastellato che vuole togliere i Crocifissi dalle scuole!) ha incitato a marinare le lezioni per salvare il pianeta. Noi, nati nella “prima metà del secolo scorso” forse non siamo ancora nell’“elenco” e possiamo starcene seduti sulla riva del fiume per vedere come va a finire, per fortuna; ma quei ragazzini, nostri figli e nipoti, loro sì, rischiano di incapparci, perfino felici e convinti. Poveretti!

C’è ancora il passaggio della “legge” al Parlamento; tuttavia i fautori dell’eutanasia non hanno fatto nulla a ridosso delle elezioni in Umbria) per non regalare al Centro Destra ulteriori voti di cattolici, specie a quel Salvini, “cattivo”, che ha detto chiaro: “il suicidio per legge o suicidio di Stato io non lo voto perché la vita è sacra” (La Verità”, 27-9-2019); in futuro, se riusciranno a vincere, dovranno fare i conti con la opposizione di molti medici, giustamente contrari e obiettori di coscienza: “Prima della pronuncia della Corte viene il giuramento di Ippocrate. Per chi svolge la nostra professione, uccidere è impensabile: in molti rifiuterebbero di farlo” (Antonio Magi, presidente dell’Ordine dei medici di Roma e provincia, da “La Verità, 27-9-2019). Potranno, quindi, fare “un passo indietro” (dopo i “tre avanti”!); ma – tranquilli – prima o poi, aiutata dai soliti giudici onnipotenti, la “legge di morte” sarà approvata e promulgata dal Presidente della Repubblica! 

.

PS

Leggo sul “Giorno” (8-10-2019) che a Palazzo Marino, sede del Comune di Milano, un consigliere della Lega – Massimiliano Bastoni – ha esposto un Crocifisso; uno del Partito Democratico ha subito parlato di “disgustoso marketing politico che offende chiunque si professa cattolico”. Io non so cosa significhi il vocabolo “marketing” perché l’unica lingua estera che conosco bene è il mio…siciliano; tuttavia mi onoro di professarmi cattolico, plaudo al giovane consigliere leghista per il suo gesto, sebbene estemporaneo e magari “politico” ma oggi sicuramente coraggioso, e mi propongo di parlarne coi “5” amici lettori in un prossimo “foglietto”.

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1 commento su “Eutanasia: i “paletti” della Consulta”

  1. Caro Bonvegna, ma lei crede davvero che i medici si opporranno? Lo sa che il vero giuramento di Ippocrate recita: “non procurerò aborto in nessun caso” ed è stato cancellato?
    Quanto ci metteranno a cambiare il resto del giuramento per permettere l’eutanasia?

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