Il Signore respinge la preghiera del non convertito

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“Come avendo stesa la mano e preso me per una treccia del capo, mi alzò in spirito e mi portò a Gerusalemme per una visione di Dio, presso alla porta interiore [del Tempio] che guardava a settentrione, dov’era collocato l’idolo della gelosia […] E mi disse: Figliolo dell’uomo [Ezechiele], vedi tu quel che fanno costoro, e le grandi abominazioni che fa la casa d’Israele, tanto che io mi ritiri dal mio santuario? E se tu ti volgerai altrove, vedrai abominazioni maggiori […] E mi disse: Di certo, Figliolo dell’uomo, hai visto: è forse poco per la casa di Giuda fare le abominazioni che hanno fatto in questo luogo, così che avendo riempito la terra d’iniquità, si sono dati ad irritarmi? […] Pertanto anch’io agirò e con furore: il mio occhio non s’impietosirà, non avrò misericordia; allorché alzeranno le grida alle mie orecchie, non li esaudirò” (Ezechiele, VIII,, 3 – 18).

“Di’ tu alla casa d’Israele: Convertitevi, ritiratevi dai vostri idoli, e non guardate più in viso tutte le vostre abominazioni. Perché qualunque uomo della casa d’Israele o qualunque straniero che sia proselite nella casa d’Israele, se si alienerà da me portando idoli in cuor suo, e terrà dinanzi al proprio volto lo scandalo della sua iniquità, e verrà a trovare il profeta per interrogare me mediante lui, io stesso il Signore gli risponderò. E getterò irato lo sguardo su costui, e farò che diventi esempio e favola per tutti, e lo disperderò dal mio popolo: e conoscerete che io sono il Signore” (Ezechiele, XIV, 6 – 8).

 

Per cominciare, osserviamo che l’adorazione degli idoli qui denunciata da Dio non è soltanto materiale, ma anche spirituale, e si manifesta con l’eresia, che è anche soltanto accettazione dell’errore di chi travisa Dio, la sua legge, il Vangelo. Ma Bergoglio è arrivato a introdurre gli idoli di legno dentro il maggior Tempio cattolico, e a proporre l’idolo della Madre Terra, dopo aver seguitato a porre l’idolo Uomo al centro dell’universo e quindi al di sopra del Creatore.

Seconda nota. Dio invia anche castighi; non opera soltanto miracoli, come vorrebbe un famoso scrittore di cose religiose, che ha sostenuto questa eresia alla televisione, presente un rappresentante del clero. Esiste una continuità dell’azione divina dal Vecchio al Nuovo Testamento. Dio è il Re assoluto della Storia, gli avvenimenti dipendono da Lui. La Chiesa e i Santi considerarono sempre le calamità permesse e talvolta disposte dall’Onnipotente. La Chiesa e i Santi implorarono il Signore perché le facesse cessare e in molti casi furono esauditi. Ma chi non aveva merito non veniva esaudito.

Perciò è inutile che Bergoglio attraversi le strade di Roma per recarsi in una chiesa a pregare la Madonna, o che in Piazza San Pietro si rivolga all’Altissimo per invocare la grazia della cessazione o dell’attenuazione dell’epidemia. Fintanto che Francesco I non si sia convertito e abbia placato l’ira del Dio degli eserciti, nessuna grazia egli potrà ottenere. La sua cattiva condotta attirerà semmai altro castigo. La sua paura, il suo eventuale ripensamento privo di pubblico rinnegamento di tutte le  offese da lui recate all’Altissimo, non bastano affatto. La sua mancanza di fede si è palesata benissimo nel non essersi opposto al potere civile che ha ordinato la chiusura delle chiese, per giunta a Pasqua.

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