che questa creatura nata storta venga raddrizzata almeno un poco dal voto cosiddetto sovranista, in realtà un voto secondo natura

 

 

Immaginare un’Europa Unita, un’europea comunità di interessi materiali, morali e spirituali, al di là di una convenzione doganale (neppure una zona di libero scambio) è una vera sciocchezza.

L’UE è oggi una finzione, e le istituzioni europee (parlamento, commissioni, banca centrale, ecc.) sono una forzatura innaturale e dannosa per tutti gli Stati, sono frutto di un imbroglio antieuropeo, ossia nocivo alle Nazioni del Vecchio Continente.

Perché l’UE è una finzione. – Ciascun Stato ha un proprio parlamento, un proprio governo, un proprio bilancio finanziario, deve difendere i propri interessi, pena la perdita del consenso popolare di cui i governi hanno bisogno, nonostante siano retti da satelliti di poteri sovranazionali o da uomini condizionati da questi ultimi. Le direttive generali (economiche e etiche), le sentenze delle corti europee, la moneta unica, valevoli per tutti gli Stati membri, sono aberrazioni spacciate in vario modo come convenienti, come giuste, come benefiche. Il motivo è palese: ad ogni Nazione conviene una peculiare economia, una peculiare legislazione, insomma il mantenimento del proprio modo di vivere, che non può essere violentato oltre misura e che mai lo sarà. Sicché i popoli europei, per loro natura, restano quello che sono, nonostante si sia cercato di adattare ed imporre a tutti certe condizioni. Francia, Germania, Italia, Spagna, eccetera, restano entità, personalità differenti, che fanno valere istanze differenti, sovente contrastanti. Questo è, e questo rimane. I popoli hanno avvertito il malessere materiale e morale dovuto a certe costrizioni tendenti all’omologazione, ed è molto più facile che si verifichino rotture con l’UE e separazioni tipo Brexit, che ulteriori progressi nell’unità.

Dunque l’UE è un aborto. Lo si spaccia per creatura, lo si tiene in vita artificialmente, si afferma che se la rete di interessi comuni venisse meno ci sarebbero contrasti e guerre. Tutte fandonie. Se può essere vero che certi legami innaturali possano sopire alcune rivendicazioni, è maggiormente vero che nell’Europa di Bruxelles, di Strasburgo e di Francoforte hanno sempre la meglio i più forti (Germania e Francia), e che l’Italia, costretta a subire, non avrebbe altra alternativa per difendersi che l’uso della forza, casomai volesse e potesse adoperarla. La pace vigente non è affatto una pace giusta: si regge sulla sottomissione del più debole o di chi non vuole o non sa farsi valere. Ne abbiamo avuto una prova lampante all’epoca dell’omicidio di Gheddafi. Perciò chi parla di pace europea onorevole, basata su una degna concordia, o è in malafede o è accecato.

Se proprio si ritiene che l’Italia non abbia la stessa robustezza economica, militare, sociale della Gran Bretagna (che si tira fuori, con vantaggio, per volontà della maggioranza, come adesso anche i pennivendoli devono ammettere), allora che questa creatura nata storta venga raddrizzata almeno un poco dal voto cosiddetto sovranista, in realtà un voto secondo natura.

Sì, perché serve metterlo bene a fuoco: l’identità nazionale è composta di lingua, storia, tradizioni, costumi, cultura, in condizioni geografiche del tutto singolari, per cui la condizione di una nazione non è paragonabile a quella di un’altra, e non c’è ancora barba di internazionalismo, multiculturalismo, società multietnica, illusionismo arcobaleno e pervertitore, che possano fare dell’Europa qualche cosa di simile agli USA: privi di storia, fatti con un coacervo di genti senza più Patria, costrette ad affidarsi al legislatore demagogo più astuto e più intraprendente, per formare un popolo inedito.

1 commento su “L’impossibile Europa”

  1. Gaetano Fratangelo

    L’Unione Europea è un grande sistema burattinaio che si regge sull’ideologia neo liberista.
    Il braccio armato è rappresentato dalla finanza che usa i metodi della mafia.
    Il massacro della Grecia ad opera della U.E. ne è l’esempio.
    Il primato delle banche al posto del primato dei singoli Stati ha portato alla globalizzazione della povertà: il risultato è Stati impoveriti e succubi.
    Chiaro esempio è lo spread che è di natura politica ed è in mano alla Germania, esso infatti si alza, anche, quando la Deutsche Bank vende titoli di stato italiani.
    Disse bene l’ex Ministro Savona: l’entrata nell’Euro è stato un errore storico e la Germania è un pericolo pubblico.

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