Dalla tutela dei lavoratori a quella delle lobby radical chic: involuzione della CGIL, principale sindacato nazionale

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Questo articolo di Wanda Massa e Giorgio Celsi illustra bene e documenta il crollo verticale e il tradimento della CGIL, già “sindacato dei lavoratori” e ora corifeo delle peggiori tendenze e crimini, sostenuti da quella galassia “radical-chic” che da tempo lavora con determinazione demoniaca per la distruzione della civiltà. Giuseppe Di Vittorio, che per la sua passione politica conobbe esilio, confino, prigione, si rivolterà nella tomba vedendo cosa fanno i suoi pronipoti della CGIL. Ma un Di Vittorio può essere paragonato a un Peppone, personaggio letterario, ma così vero da essere diventato un personaggio reale. Sia l’uno, sia l’altro erano, probabilmente senza esserne più di tanto coscienti, erano ancora intrisi di quella morale cristiana che ha formato e reso grande la civiltà occidentale. Erano ancora in grado di distinguere il bene dal male, ma mancava loro quella intelligenza che fa fare le cose giuste e che proviene solo dalla Fede. Ricordiamoci ad esempio che il PCI di Togliatti era, seppur con motivazioni diverse da quelle dei cattolici, antidivorzista. La progressiva laicizzazione della società e la debolezza della Chiesa, che tragicamente rinunciò al suo ruolo di custode della morale, hanno consumato quel residuo di comune coscienza cristiana e hanno portato a quel processo descritto da Augusto Del Noce, e ricordato da Massa e Celsi: “il comunismo si risolverà in spirito radical, un intreccio di consumismo e di liberazione sessuale, che è il marchio dell’irreligione occidentaleNostro Signore disse: “Senza di me non potete fare nulla”. La tragica realtà che stiamo vivendo ci dimostra quanto ciò sia vero. La società, immersa in una follia di auto-distruzione, vede ormai il bene come male e il male come bene. In questo numero del Nuovo Arengario potete leggere anche un articolo di Luciano Garibaldi, “Non c’è più limite al crollo della morale e della civiltà” (https://www.ilnuovoarengario.it/non-ce-piu-limite-al-crollo-della-morale-e-della-civilta/) che commenta alcuni recenti fatti di cronaca che è poco definire allucinanti. Il compito che abbiamo davanti è arduo e le nostre forze non sono sufficienti: preghiamo il Signore di darci la forza per essere sempre testimoni coraggiosi della Fede e per essere pronti a ricostruire, quando di questa società non resteranno che le macerie.

PD

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La Confederazione Generale Italiana del Lavoro (CGIL) costituita nel 1944 come prosecuzione della  Confederazione Generale del Lavoro (CGdL), nata nel 1906 e sciolta durante il ventennio fascista, è il più antico sindacato italiano.

Da sempre ideologicamente legato ai partiti di estrema sinistra, è stato protagonista delle vicende politiche del nostro paese, sin dall’elaborazione della Costituzione, che ne porta i segni già nel primo articolo, dove l’Italia è definita “una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”.

Fino a qualche decennio fa la CGIL è comunque rimasta sostanzialmente fedele alla propria vocazione di sindacato dei lavoratori, agendo coerentemente con quell’ideologia marxista, che pure ha condotto alla rovina economica il regime comunista dell’URSS e dei suoi satelliti.

Tuttavia, ultimamente, il suo interesse per i lavoratori si è affievolito, prevalendo invece l’attenzione per altre categorie umane: immigrati e persone LGBT, mentre la focalizzazione degli obiettivi ideologici si è spostata dalla lotta di classe alle classiche battaglie di stampo radical massonico: indottrinamento gender, aborto ed eutanasia.

Un’evoluzione che corrisponde a quella del partito comunista in partito radicale di massa, come previsto con parecchio anticipo dal geniale filosofo cattolico Augusto del Noce (1910 – 1989): il comunismo si risolverà in spirito radical, un intreccio di consumismo e di liberazione sessuale, che è il marchio dell’irreligione occidentale.

Mai profezia si rivelò più esatta sia nella sorte del comunismo italiano, che di quello internazionale. Secondo Del Noce il comunismo si sarebbe suicidato nelle braccia del capitalismo, i comunisti sarebbero diventati agenti della nuova borghesia cinica e permissiva, braccio secolare della nuova rivoluzione contro la tradizione, la Chiesa e la civiltà cristiana.

Conseguentemente le battaglie della sinistra non riguardano più le ingiustizie sociali, le diseguaglianze economiche, l’attesa messianica di una rivoluzione proletaria, ma i diritti civili, i temi bioetici, e tutte le battaglie per l’emancipazione, sempre a sfondo individuale, che abbiamo conosciuto dal ’68 in poi: il divorzio, l’aborto, la liberalizzazione della droga, il movimento femminista, il riconoscimento delle coppie gay, la fecondazione artificiale, la modificazione transgenica, l’eutanasia.

E’ quello che abbiamo visto clamorosamente attuarsi a Verona negli ultimi giorni di marzo, in cui la CGIL ha assunto il ruolo di portabandiera della reazione contro il World Congress Family, tanto da suscitare persino lo sdegno di Vittorio Feltri, che ha scritto su Libero: “La CGIL diventa il sindacato di gay e trans” precisando: “Susanna Camusso, segretaria generale della CGIL, aderisce con i suoi iscritti alla contromanifestazione organizzata da chi è passato sull’altra sponda. In sostanza i rappresentanti dei lavoratori rossi diventano gay e transessuali”.

Ecco come sono investiti i contributi degli iscritti: manifestazione contro il World Congress Family

 

E’ un fatto che il principale sindacato italiano sostiene i Gay Pride, vi partecipa (spesso sfilando con un proprio carro) e contrasta aspramente i sindaci che vorrebbero negare il patrocinio comunale a queste patetiche carnevalate  (https://www.genova24.it/2018/03/gay-pride-anche-la-CGIL-si-schiera-comune-genova-no-al-patrocinio-196246/).

Ecco come sono investiti i contributi degli iscritti: Il carro della CGIL al gay pride di Roma

 

Ecco come sono investiti i contributi degli iscritti: la pubblicità per il Basilicata Pride

 

E’ sempre merito delle pressioni della CGIL con Flc CGIL (sindacato di tutti coloro che lavorano nei settori della scuola) e Femministat (una congrega sorta in seno all’istituto, costola di “Non una di meno”) se il neo presidente dell’Istat Giancarlo Blangiardo ha rinunciato alla partecipazione in veste di professore di demografia alla tavola rotonda Protezione della vita e crisi demografica al Congresso di Verona.

E’ da notare che l’attuale presidente dell’Istat da subito è stato contestato dalla CGIL per le sue posizioni in tema di immigrazione (https://www.startmag.it/economia/blangiardo-che-cosa-pensa-di-pensioni-ius-soli-e-migranti-il-nuovo-presidente-dellistat-che-fa-strillare-la-CGIL/ ) avendo dimostrato nei fatti i danni per il nostro paese, derivanti da un’immigrazione incontrollata, quale sostengono invece PD e radicali, e avendo contraddetto le tesi di Tito Boeri, suo predecessore al vertice dell’Inps, in riferimento all’affermazione, secondo la quale gli immigrati pagano le nostre pensioni.

Da molti anni, infatti, la CGIL favorisce l’invasione programmata dell’Italia da parte di migranti, sia partecipando alle varie manifestazioni pubbliche (vedi magliette rosse) per la riapertura dei porti, unico provvedimento che ha invece praticamente azzerato i morti in mare, che aprendo diversi sportelli in Africa (https://www.liberoquotidiano.it/news/politica/1358175/La-Cgil-apre-uno-sportello-a-Tunisi–Salvini–Lega-Nord—-Assurdo–presentiamo-un-interrogazione-parlamentare–.html ) per dispensare indicazioni su come raggiungere il nostro paese ed usufruire di tutti quei benefit, che agli italiani sono di fatto negati.

E’ davvero inquietante che il principale sindacato nazionale non si preoccupi piuttosto dei nostri disoccupati, né dei circa 300.000 giovani italiani, che ogni anno sono costretti ad emigrare all’estero in cerca di lavoro.

Ma la principale battaglia condotta dalla CGIL è quella in favore dell’aborto volontario e contro il diritto all’obiezione di coscienza, giungendo nel 2016 a denunciare l’Italia davanti al Consiglio d’Europa, lamentando che l’applicazione dell’obiezione di coscienza risultava limitante per il ricorso all’aborto (http://www.prolife.it/2016/07/07/obiezione-di-coscienza-respinto-il-ricorso-europeo-della-CGIL/). Fortunatamente il Consiglio d’Europa, garante della Convenzione europea dei diritti dell’uomo (CEDU), ha emesso poi una risoluzione a favore dell’Italia, rigettando quindi tale ricorso ed evitandoci una multa. Resta comunque l’incoerenza palese della CGIL nella vicenda: da una parte sostiene che l’aborto sia una attività sanitaria come le altre, per cui non dovrebbe essere contemplata  l’obiezione, dall’altra lamenta che praticare aborti incide sulla qualità della vita lavorativa di chi li pratica.

In sostanza procurare aborti è doloroso, ma nessuno si può esimere dal farlo!  Decisamente non il massimo per un sindacato che dovrebbe stare dalla parte dei lavoratori e non delle ideologie.  Sempre a riguardo dell’obiezione di coscienza, la CGIL è giunta al paradosso di sostenere i provvedimenti amministrativi discriminatori nei confronti del personale sanitario obiettore (https://www.romasette.it/il-san-camillo-assume-medici-abortisti-e-scoppia-la-polemica/).

Ecco come sono investiti i contributi degli iscritti: la pubblicità contro il diritto all’obiezione di coscienza

 

Inevitabilmente la CIGL, assurgendosi a paladina di leggi contrarie al diritto naturale, calpesta i diritti reali, inclusi quelli dei lavoratori italiani, che dovrebbe tutelare, senza contare che favorendo l’aborto (e quindi la denatalità), l’immigrazione incontrollata e le lobby, si rende complice del piano di sostituzione etnica e di impoverimento culturale, economico e valoriale in corso già da molti anni in Italia.

Gli effetti di un simile tradimento del proprio ruolo hanno prodotto diverse dimissioni da parte degli iscritti e contestazioni anche pubbliche, come avvenuto a Mantova (https://www.ultimissimemantova.it/Cronaca)/9231_striscione-in-CGIL-sindacato-pensa-a-immigrati-e-lobby-lavoratori-abbandonati.html ) dove è stato affisso uno striscione sulla cancellata della CGIL di via Altobelli per denunciare l’abbandono al loro destino delle famiglie italiane, in favore dei migranti, del business dell’accoglienza e delle rivendicazioni del mondo LGBT.

Il tutto a scapito dei lavoratori che oggi si trovano abbandonati, indifesi e dimenticati da un sindacato che non li ritiene più prioritari, preferendo occuparsi dell’agenda radicale, sostenuta dalle lobby massoniche e dalle élite finanziarie.

 

La protesta dei lavoratori di Mantova

 

Concludiamo con un’amara nota personale di uno degli autori del presente articolo, che, lavorando nella sanità privata, è da oltre dodici anni che sta attendendo il rinnovo contrattuale, ma, viste le premesse e lo snaturamento della CGIL, come degli altri sindacati nazionali, ha obiettivamente ben poche speranze che la situazione possa migliorare.

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3 commenti su “Dalla tutela dei lavoratori a quella delle lobby radical chic: involuzione della CGIL, principale sindacato nazionale”

  1. Famiglia Marsigli

    Da una lucida analisi a un’altra…..quando la mente è illuminata da Dio..
    Quello degli europei bianchi, meglio se italiani, naturalmente!

    Arduino e Giovanna

  2. Giuseppe Camilleri

    La sinistra OVUNQUE NEL MONDO, anche qui a Malta, é sempre contra i valori cristiani e umani. Non posso accettare il fatto che uomini di Chiesa, inclusi sacerdoti e religiosi, appoggiano apertamente questi distruttori della cultura cristiana, con leggi viliacchi e misure che eliminano le tradizioni sane del popolo.

    1. Roberto Festa

      Grazie di questo approfondimento ben documentato e articolato. Spero davvero che possa fare riflettere molti, lavoratori (ancora) iscritti al sindacato, dirigenti sindacali e gente comune…

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