Finalmente ci rivediamo. Ma l’aria è pesante

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Cari amici e lettori del Nuovo Arengario, finalmente riprendiamo le pubblicazioni e anzitutto vogliamo rivolgere un grande “grazie” a quanti hanno inviato affettuose lettere di auguri e di solidarietà. Un altro grande “grazie” va ai collaboratori del Nuovo Arengario; con il loro impegno e la loro preparazione il nostro sito può esistere e mantenere l’alto livello di qualità che ci è stato riconosciuto anche dai più affezionati avversari…

Riprendiamo in un momento che davvero è tutt’altro che felice, per la Chiesa e, di conseguenza, per la società.

È inutile criticare più di tanto l’azione del Governo: siamo arrivati a dei tali livelli di incapacità, di confusione, di vuoto mentale, che a Conte & C. possiamo fare solo una preghiera, anche se sappiamo bene che resterà inascoltata: “Andatevene a casa. Tutti. È l’unico modo che avete per fare del bene all’Italia”.

Ma i governi passano e di questo governo in particolare è molto difficile che i libri di Storia possano ricordarsi, se non in qualche capitoletto dedicato alle buffonate. I governi passano, ma la Chiesa non passa ed è la Chiesa, custode della Parola, che dovrebbe dare alla società (cosiddetta “civile” …) le indicazioni per la via maestra da seguire per il bene della società.

Purtroppo, a parte gli scandali che continuano a ferire la Chiesa, questo periodo di emergenza sanitaria ci ha anche mostrato una Chiesa totalmente in ginocchio di fronte al potere temporale, ansiosa di mostrarsi come parte obbediente e ben integrata del “sistema”. E per fare questo, non si è esitato a oltraggiare lo stesso Corpo di Cristo, presenza reale nell’Eucaristia.

Si può immaginare qualcosa di peggio della Chiesa che si fa prescrivere le modalità di distribuzione dell’Eucaristia? O che accetta che i luoghi sacri siano trattati alla stregua di supermercati o discoteche, per prescrivere cervellotiche misure di sicurezza?

Nella sua Storia bimillenaria la Chiesa ha conosciuto mille momenti drammatici, ma mai come ora sta palesandosi sempre di più il vero, drammatico, problema di fondo: la mancanza di Fede.

Di fronte a questo disastro, non perdiamo la speranza, perché è Nostro Signore stesso che ci ha promesso che le porte degli inferi non prevarranno. Ma vedendo come il paganesimo marcia trionfante, da Roma in tutto il mondo, moltiplichiamo le nostre preghiere per la Chiesa di Cristo, dovunque sia, e per quei sacerdoti (che, sia ringraziato Dio, esistono) che continuano la loro opera di apostolato, anche se emarginati e molto spesso perseguitati.

Un piccolo gregge ci sarà sempre e il Signore donerà dei pastori che lo guidino. Preghiamo perché si possa abbreviare questo periodo di oscurità e di martirio, ben più grave e doloroso delle “emergenze sanitarie”, vere o presunte, gravi e serie, ma che non mettono a rischio la salvezza delle anime.

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1 commento su “Finalmente ci rivediamo. Ma l’aria è pesante”

  1. Secondo me è SACRILEGIO dare l’ostia sulle mani anziché in bocca, è questo atto non ha NESSUNA GIUSTIFICAZIONE NEANCHE PER QUANTO RIGUARDA LA SALUTE UMANA DELLA PERSONA:

    La prassi normale e SANTA dovrebbe essere questa:
    – ll calice è sicuramente pulito e disinfettato dato che le OSTIE vengono prelevate da questo.
    – l’OSTIA DEVE ESSERE DATA IN BOCCA, sicuramente più igienizzata delle mani!!!!
    – La mano è più pulita della bocca?
    – il sacerdote disinfetta le mani: perché si mette i guanti che poi vengono gettati via?
    CIOE’ SI COMMETTONO ERESIE CONTRO LE ANIME, e si commettono GRAVI SBAGLI CONTRO LA SALUTE UMANA DELLA PERSONA.

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