Pensierini e desideri per il nuovo anno

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La cosa più saggia da fare per San Silvestro è ringraziare il Signore che ci dona un nuovo anno, con la speranza di viverlo in modo meno disastroso dell’anno precedente. Per il resto, ho sempre detestato, anche quando ero (secoli e secoli fa) un giovanotto di belle speranze, le “feste di Capodanno”, i botti, le bicchierate, insomma tutto quell’orrendo can-can che pare sia di rigore alla mezzanotte del 31 dicembre.

Però, visto che la scadenza c’è, e tra due giorni butteremo via il calendario del 2019, mi piace fare qualche pensierino ed esprimere qualche desiderio per il nuovo anno, tenendo sempre a mente che ciò che accade, ciò che viviamo, lo facciamo noi, non una sorte oscura e bizzarra. Il tempo ci viene donato; sta a noi, poi, usarlo bene o male.

Una cosa mi piacerebbe, anzitutto. Constatato, al di là di qualsiasi possibile errore, che la struttura “ufficiale” denominata “Chiesa cattolica” è nel totale disastro, ma constatato anche che i cattolici ancora esistono, e soffrono in questa disastrosa situazione, nella latitanza della gran parte dei Pastori, nello sfregio continuo alla Dottrina, nell’idolatria avanzante, e chi più ne ha più ne metta, constatato tutto ciò, mi piacerebbe tanto che le persone che ancora cattoliche sono, che hanno a cuore la Tradizione, smettessero di spararsi addosso le une contro le altre, in una incessante guerra di “distinguo”, come se fosse in palio il Trofeo del Vero Cattolico.

Nella cosiddetta area “tradizionalista”, che io amo di più chiamare cattolica, e basta, siamo già in pochi, ma tra quei pochi, da anni annorum, non cessa il combattimento per stabilire chi è il più bravo.

Con quale vantaggio per la Fede? Io direi, nessuno. Ma con tanto godimento per i nemici della Fede, numerosi e agguerriti e piazzati ormai nei punti strategici (e chi ha orecchi, intenda…).

Di recente ho letto, non ricordo con precisione dove, un articolo in cui si parlava del nuovo presidente della Corte Costituzionale. Trattasi di una gentile signora, ed è il primo presidente di sesso femminile di quell’illustre consesso. Ebbene, in tale articolo si sparava a zero su tale neo-presidente perché “di area ciellina”. Non ci si preoccupava di sapere se la neo-presidente avesse le competenze necessarie per ricoprire quell’importante incarico (a prescindere dal fatto che la Corte Costituzionale è un organo politico e non giudiziario e quindi non è strano che le nomine a giudice costituzionale nascano da accordi politici). È “di area ciellina” e quindi, come tale, da impallinare.

E del resto, per restare sempre alla cronaca recente, se non recentissima, uno dei motivi, se non il principale, per cui le tricoteuses sono andate in estasi da eccitazione per la condanna di Roberto Formigoni è stato il fatto che il Formigoni stesso era, orrore orrore, un ciellino “storico”. Quindi, gioia e goduria per la sua condanna, e per l’occasione totale fiducia in una magistratura che fa tutto il possibile quotidianamente per far perdere la fiducia nella giustizia.

Ma non voglio fermarmi all’ambito “ciellino”. Un uomo come Mons. Viganò decide di venire allo scoperto e di scrivere denunce coraggiose e chiarissime sul disastro in cui versa la Chiesa sotto l’amministrazione Bergoglio. Ebbene, piovono anche le critiche su Viganò, perché “lui dov’era quando queste cose succedevano” e “perché chiama Bergoglio papa” eccetera eccetera.

E sui cardinali dei famosi “dubia”, rimasti senza risposta? Anche su di loro si è sparato ad alzo zero, perché troppo tiepidi, troppo ossequienti… forse dovevano mettere nei “dubia” anche qualche parolaccia?

E se vogliamo continuare: sì, il tale giornalista o scrittore scrive bene, però “fa parte di…” (e qui potete mettere tanti nomi di movimenti, associazioni, confraternite.

E dulcis in fundo, alla fine di tutto il bailamme, ecco che il gruppetto X o il gruppetto Y si auto-nominano unici cattolici veri, puri e duri e si chiudono orgogliosamente nel loro guscio dorato per contemplarsi a vicenda e cantare tra loro “come siamo bravi come siamo bravi”…

Con il risultato che l’apostolato, già definito da un tale come una “sciocchezza”, esiste sempre di meno, perché i duri e puri si auto-contemplano e naturalmente disprezzano quei personaggi o associazioni o movimenti che una testimonianza cercano di darla, e magari lo fanno con mille imperfezioni. Ma almeno lo fanno.

Quindi, vorrei esprimere i miei desideri per l’anno 2020.

Mi piacerebbe tanto vedere una vera unità tra i cattolici, un po’ più di umiltà, un desiderio vero di difendere la Fede e non solo le proprie posizioni. Un po’ più di apertura mentale, che non vuol dire assolutamente cedere a compromessi. Duemila anni di Tradizione ci hanno insegnato quali sono i punti fondamentali su cui un cattolico non può transigere, e la stessa Parola di Cristo ci ha insegnato che non c’è salvezza fuori dalla Fede cattolica. Ma sarebbe così bello se non ci fossero più cattolici “di Tizio”, “di Caio”, “del Movimento X”, “della Fraternità Y”, ma solo cattolici.

E mi piacerebbe tanto vedere la nostra Patria riprendere una buona strada. Ma questo sarà possibile solo se i cattolici si risveglieranno e sapranno trovare unità anche nelle scelte politiche. Il che non vuol dire fondare l’ennesimo e fallimentare “partito cattolico”, ma saper scegliere, con intelligenza illuminata dalla Fede, nell’ambito politico.

Infine, mi piacerebbe tanto che il sig. Mattarella, che ha voluto concedere la grazia a Umberto Bossi, la concedesse anche a Roberto Formigoni, mettendo così la parola fine a una delle più grandi schifezze giudiziarie della storia italiana. La grazia del Capo dello Stato è proprio lo strumento con cui si può rimediare a errori (per usare un termine gentile…) giudiziari che infangano tutta la Nazione.

Sogni? Forse. Ma non mi pare che siano così illegittimi…

E per chiudere, un augurio a tutti gli amici e lettori del Nuovo Arengario per un nuovo Anno che sia all’insegna della ripresa della Fede. Consentitemi di dire, visto che anch’io dispongo di sentimenti, che sia all’insegna della Riscossa Cristiana. E un abbraccio a tutti.

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1 commento su “Pensierini e desideri per il nuovo anno”

  1. Ha ragione caro Paolo, basta con le liti intestine tra i pochi cattolici superstiti!
    Abbiamo esperienze diverse, sensibilità diverse, non tutti possiamo accedere
    con assiduità alla Messa tradizionale, ma, se veramente abbiamo capito quali
    sono le fondamenta della nostra unica e vera religione, allora dobbiamo, per
    amore del nostro Signore Gesù Cristo e dei fratelli che hanno perso la giusta
    direzione, stare uniti nella preghiera, nell’apostolato e nella testimonianza della
    Verità senza “se” e senza “ma”. Buon 2020 a tutti gli uomini di buona volontà e l’augurio agli altri di convertirsi al più presto!

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