E se è semplicemente un “dossier”, non è nemmeno un essere umano. Rispondono, con un comunicato stampa, alcuni autorevoli medici, che sostengono i genitori di Vincent Lambert.

 

Il 5 maggio 2019, due giorni dopo la richiesta al governo francese da parte del Comitato delle Nazioni Unite per i diritti delle persone con disabilità di non procedere all’interruzione dell’alimentazione e dell’idratazione, in attesa di rendere nota la propria decisione sul caso di Vincent Lambert (https://www.ilnuovoarengario.it/una-tregua-per-vincent-lambert-moltiplichiamo-le-preghiere/), il ministro della sanità Agnès Buzyn ha replicato che dal punto di vista legale “tutti i ricorsi” sono stati respinti ed il dossier è da considerarsi chiuso, l’équipe medica ha la facoltà e il diritto di fermare le cure,  sostenendo che tale Comitato si occupa di persone con disabilità ed i pazienti in uno stato vegetativo non rientrano nella categoria.

A tal proposito, viene spontaneo chiedersi se le persone in stato vegetativo possano ancora considerarsi esseri umani per il governo francese o siano piuttosto un fastidioso dossier da chiudere rapidamente.

A queste deliranti affermazioni, gli avvocati dei genitori del dossier Lambert, hanno puntualmente ribadito:

  • Vincent Lambert è una persona ed è doppiamente disabile avendo un handicap cognitivo e comunicativo, oltre che motorio.
  • L’ospedale di Reims sospendendo alimentazione e idratazione rischia sanzioni penali.
  • Il Comitato per i diritti delle persone con disabilità, sotto l’egida dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani, è stato creato da una Convenzione internazionale, che la Francia ha ratificato il 10 febbraio 2010, accettando liberamente di sottomettersi agli obblighi risultanti e alle decisioni del Comitato incaricato di garantirne il rispetto e la corretta applicazione.

Le affermazioni del ministro della sanità risultano quindi irresponsabili e persino imbarazzanti.

Sono l’espressione di un fallimento etico, medico, legale ed umano.

Questa situazione vergognosa e paradossale offre l’occasione per aprire gli occhi di fronte alla realtà dei circa 1700 disabili che in Francia versano nella stessa condizione di Vincent Lambert.

Nel caso in cui dovesse essere negata loro la dignità di persone degne di essere curate, rischierebbero di subire la stessa sorte del tetraplegico francese, trasformandosi in detenuti in attesa dell’esecuzione capitale. E, in assenza di opposizione da parte dei loro famigliari, la sentenza verrebbe eseguita senza fastidioso clamore mediatico.

Lo stesso giorno sul sito http://www.jesoutiensvincent.com/ è comparso il comunicato stampa di alcuni autorevoli medici, che sostengono i genitori di Vincent Lambert. Ne riportiamo di seguito la traduzione:

Noi, medici, consiglieri dei genitori del signor Vincent Lambert, con una lunga esperienza di persone in uno stato cronico di coscienza alterata, vorremmo rispondere alle affermazioni odierne del Ministro della Salute Agnès Buzyn, commentando il deferimento al Comitato Convenzione internazionale sui diritti delle persone con disabilità (CIDPH) da parte dei genitori di Vincent Lambert.Il ministro afferma che “i genitori di Vincent Lambert si sono rivolti a questo comitato che si occupa di persone con disabilità, non di persone in uno stato vegetativo come Vincent Lambert”.Vorremmo ricordare la definizione di disabilità: “qualsiasi limitazione di attività o restrizione della partecipazione alla società subita nel suo ambiente da una persona a causa di una menomazione sostanziale, permanente o definitiva di una o più funzioni fisiche, sensoriali, mentali, cognitive o psichiche, una condizione di disabilità plurima o una condizione di salute disabilitante. Rif. all’articolo L114 del codice di azione sociale e famiglie (https://www.legifrance.gouv.fr/affichCodeArticle.do?cidTexte=LEGITEXT000006074069&idArticle=LEGIARTI000006796446 ).I pazienti con coscienza compromessa presentano deficit motori e intellettuali conseguenti al danno cerebrale riportato in seguito ad un incidente o ad un ictus. Le loro condizioni possono rimanere stabili, senza pesanti interventi medici, per molti anni. Sono quindi disabili nel senso medico e giuridico. Non stanno né morendo né sono in fine vita.La loro morte di solito si verifica durante una complicazione acuta che può quindi essere soggetta a limiti terapeutici in conformità con la legge Leonetti-Claeys.Siamo ancora più sorpresi dalle parole del nostro Ministro che:– Le condizioni per la cura delle persone in stato vegetativo e paucirelazionale sono definite da una circolare del Ministero della Salute, datata 3 maggio 2002, tuttora valida. Ci sono circa 150 unità dedicate “EVC-EPR”, adattate alle specificità  dei singoli handicap, solitamente supportate da un servizio di Medicina Fisica e Riabilitazione o da un servizio di assistenza domiciliare (rif. https://solidarites-sante.gouv.fr/fichiers/bo/2002/02-20/a0202031.htm ).– il 3 ottobre 2018 il Ministero della Solidarietà e della Salute ha organizzato una conferenza sulla “vita quotidiana delle persone EVC o EPR in unità dedicate” con la presentazione del rapporto scientifico dell’Università di Rouen e un Libro bianco sulla cura di questi pazienti presentandoli come disabili che rientrano nella cura della disabilità nel nostro paese (rif. http://www.france-traumatisme-cranien.fr/upload/evc-epr-ud-rapport-final-scientifique-version-interactive.pdf ). Affermiamo che, come altri 1.700 pazienti francesi in questa situazione di grave disabilità, il signor Vincent Lambert “ha diritto alla solidarietà di tutta la comunità nazionale, che garantisce in questo obbligo, l’accesso ai diritti fondamentali riconosciuti a tutti i cittadini … “(rif. articolo L114-1 del codice di azione sociale e famiglie). Il diritto alla vita, in modo dignitoso, adeguato e rispettoso della sua situazione, è uno di questi.  

 

Professor Xavier DUCROCQ – Neurologo, Capo del Dipartimento di Neurologia

Dr. Bernard JEANBLANC  – Capo del dipartimento di un’unità di cura per pazienti in stato di coscienza alterata

Dott. Catherine KIEFER – Medico di Medicina Fisica e Riabilitazione. Capo del dipartimento di un’unità di cura per pazienti in stato di coscienza alterata

Dr. Edwige RICHER – Neurologo e Medico di Medicina Fisica e Riabilitazione Ex capo dipartimento di un’unità di cura per pazienti in stato di coscienza alterata.

Professor Hervé VESPIGNANI – Neurologo, ex primario di neurologia

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Sulla vicenda di Vincent Lambert, vedi i precedenti articoli pubblicati su Il Nuovo Arengario:

Vincent Lambert, condannato a morte in Francia. Come Terri Schiavo negli Stati Uniti

Un Rosario per Vincent Lambert e per il futuro dell’Europa

Venerdì 29 marzo: Vincent Lambert sarà condannato a morte?

Sentenza di morte per il detenuto Vincent Lambert

Una tregua per Vincent Lambert: moltiplichiamo le preghiere

 

 

 

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